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normativa SIAE per brani pubblicati in sito personale

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ScalaQuaranta

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Risposta 21 di Dante

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Beh, alla radio non si può fare il download di quello che si ascolta...eppure ti assicurano che pagano 🙂

Anche quando vai alla sagra della salsiccia del paese non fai download dei brani eseguiti da complessini vari...eppure pagano...insomma, sono tasse, non si scappa 🙁

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Risposta 22 di Dante

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Dimenticavo, secondo me sono in streaming, sul discorso downloading basta un registratore medio di suoni che tutti hanno di default sul sistema...per questo penso ti tocca pagare 🙁

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Risposta 23 di CromaDiBrera

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Credo che il caso non sia previsto semplicemente perché il solo ascolto non comporta compensi, però la sostanza non cambia visto che è obbligatoria l'intermediazione della Siae per tutte le autorizzazioni oggetto di mandato; in pratica l'associato non può autorizzare direttamente o stabilire condizioni d'uso del proprio repertorio.

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Risposta 24 di CromaDiBrera

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P.S. Il sito deve comunque avere il logo della Siae con il numero della licenza.

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Risposta 25 di ScalaQuaranta

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permangono ancora un pò di perplessità...non so perché, eppure i vostri interventi sono molto chiari.

intendiamoci...la mia intenzione non è quella di non pagare la tassa ma solo avere una visione più chiara e consapevole

della realtà, di ciò che si deve (o si dovrebbe) e non si deve (o non si dovrebbe) fare.

la cosa che ancora mi lascia perplesso è il discorso del Tubo....

cioè....(coriggetemi se sbalio)...se io immetto nel Tubo una serie di file (audio e/o video che siano), sono svincolato dalla SIAE?

- se SI'....per evitare LEGALMENTE la tassa, sul mio sito personale mi basterebbe semplicemente pubblicare il link del relativo video su youtube? (per adesso sto parlando esclusivamente di pezzi miei, composti da me medesimo e DEPOSITATI in siae)

- se NO....significa che tutti quelli che pubblicano sul Tubo pagano puntualmente la tassa alla SIAE?.....mmmm....ne dubito fortemente

e....scusate ancora una volta la mia ignoranza....quelli che pubblicano (parlo sempre di pezzi audio inediti ma depositati) su MySpace?

un'ultima cosa....facciamo che OK, c'è questa tassa da pagare.

- ma è la SIAE il solo e unico ente a cui bisogna pagarla?

- oppure è possibile fare una scelta, così come si può scegliere DOVE depositare i propri brani?

faccio un esempio....

se io ho depositato i miei pezzi alla "VATTEAFFANACANNA spa" (società di tutela del diritto d'autore, stesse funzioni della SIAE),

- la tassa a chi la devo pagare? sempre alla SIAE?

e poi ancora....

- se la tassa si paga alla SIAE, è questa stessa che si "interpone" tra i miei pezzi e gli utenti che ne usufruiscono?

- oppure....visto che i miei pezzi sono soggetti alla VATTEAFFANACANNA spa, l'importo della tassa deve essere versato interamente a quest'altra società?

potreste indicarmi qualche link di siti di auto-promozione a norma di legge?

grazie

ScalaQuaranta

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Risposta 26 di Dante

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Stabiliamo cosa è legale e cosa meno 🙂

Intanto chi gestisce il tubo (e similari) paga e applica eventuali censure ... e a volte finisce pure nella palta per merito di chi trasgredisce quelle che dovrebbero essere le regole base del rispetto del lavoro degli altri.

Ovviamente questo non ti blocca nessuno a pubblicare brani depositati in modo fraudolento da qualche parte. Insomma, i "furbi" ci sono sempre.

Se non concedi i diritti alla SIAE, non devi pagare nulla (ovviamente); se li dai ad un altro paritetico, devi il dazio comunque a un altro nelle sue regole di gestione del diritto d'autore...molti spunti nel link di CromaDiBrera.

Se non vuoi dare niente a nessuno, disiscriviti dalla SIAE e attrezzati (solo) per dimostrare la paternità delle opere nel caso di plagio.

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Risposta 28 di ScalaQuaranta

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ragà...non vorrei allungare più di tanto il brodo di questa discussione.

io ho ancora, anche se meno di prima, ancora qualche punto interrogativo da soddisfare.

approfitto della mia curiosità per mettere in evidenza altri miei 'punti interrogativi'...magari nel tempo,

tutte queste info potrebbero essere utili a qualcuno.

zazza...ho visto i siti che mi hai consigliato

non vorrei aver preso un granchio ma mi sembrano avere una tipologia e una struttura totalmente diversa da quella di un sito personale. quelli da te indicati, a me sembrano più "e-commerce", negozi virtuali...e in questo caso, è lampante e doveroso, pagare quel tipo di tassa.

ma un sito come il mio, è sostanzialmente (nei contenuti) un biglietto da visita multimediale.

tra l'altro, aggiungo che non pubblicherei chissà quanti file audio delle mie composizioni.

5-6 pezzi, non di più, giusto per dare un saggio del mio stile.

la tassa SIAE fa riferimento a un numero molto più elevato: fino a 20 brani (fino a 30.000 visualizzazioni) = 60euro.

nel mio caso specifico: 5-6 pezzi, sì, vorrei pubblicare....ma nell'arco di tempo abbastanza 'comodo'...tipo un pezzo all'anno (non tanto per mia scarsa produttività. certi lavori, certe canzoni, pubblicati, perderebbero valore e io vorrei lo mantenessero integro in attesa di esibizioni dal vivo).

quindi, in sostanza, pubblicherei veramente molto poco...

quanto alle visualizzazioni, non sono ancora tanto pratico, statisticamente parlando, di quantità di visualizzazioni....ma non so davvero se riuscirei a raggiungere una portata simile (30.000 visual.....immagino facciano riferimento ad un anno, visto che le 60euro si pagherebbero annualmente).

non sono tanto informato sulla legislazione SIAE, ma ricordo che esistono (o esistevano) una serie diversificata di formule di pagamento per l'organizzazione di manifestazioni musicali.

chissà....magari potrebbe esistere anche in questo ramo, un formulario diversificato per le misure intermedie.

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Risposta 29 di Zazza

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ScalaQuaranta ha scritto:

zazza...ho visto i siti che mi hai consigliato

non vorrei aver preso un granchio ma mi sembrano avere una tipologia e una struttura totalmente diversa da quella di un sito personale. quelli da te indicati, a me sembrano più "e-commerce", negozi virtuali...e in questo caso, è lampante e doveroso, pagare quel tipo di tassa.

auto-promozione è auto-promozione 😃

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Risposta 31 di CromaDiBrera

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Ma non è che occorra per forza venire a Roma...! Si può anche mandare una mail alla segreteria della Siae (sam.segreteria@siae.it); male che vada, risponderanno indicando l'ufficio giusto, al quale chiedere codeste informazioni. Generalmente rispondono con cortesia e in tempi brevi.

Comunque, in linea generale, ribadisco un concetto che è questo: tutto il repertorio di un associato (persino quello non depositato) è soggetto all'intermediazione della Siae tra l'autore e/o editore ed il pubblico. Diversamente da altre società di autori ed editori, la Siae svolge (o, meglio, dovrebbe svolgere) anche servizi diversi dal semplice deposito a tutela della paternità dell'opera e dalla redistribuzione delle royalties. Se ti iscrivi alla BMI, per dire, non hai alcuna assistenza legale, né di promozione (del resto, è gratuita per gli autori e lo è anche il deposito); e, per quanto riguarda la mediazione con i fruitori della tua musica, la BMI (come l'Ascap o la Sesac, sempre statunitensi) si muove in regime di libera contrattazione, perché l'ambito nel quale opera è molto meno istituzionalizzato del nostro: basti dire che non c'è il monopolio finora vigente in Italia. Un altro esempio, per rendere l'idea: la BMI deposita (virtualmente, in realtà) i brani degli associati presso un'enorme biblioteca che, tra le altre cose, offre anche questo servizio; la Siae, invece, li deposita presso sé stessa e, anche fisicamente, li possiede e li gestisce direttamente. Infatti ha un archivio cartaceo pazzesco... Ancora: le major negli Usa hanno recentemente messo in discussione la mediazione con BMI ed Ascap, facendo un po' come se le grandi aziende si rifiutassero di aprire trattative con i sindacati; una cosa del genere, da noi, sarebbe impensabile...! Infine, a proposito di autopromozione: gli accordi tra Siae e Creative Commons sono molto recenti e ancora controversi, mentre la gran parte delle società straniere non ha mai trovato nulla da ridire sulla possibilità di integrare queste licenze con le proprie competenze, e il motivo è semplice: gestire la risorsa dei repertori di ciascun associato non rientra (come invece per Siae) tra i loro compiti.

In pratica: se uno ha bisogno solo di depositare il proprio lavoro e di darsi da fare per farlo conoscere, la Siae è uno strumento obsoleto, inutilmente costoso e forse anche controproducente, visto che non sei libero di fare quello che vuoi con la tua musica. Naturalmente è solo una mia opinione, ma ormai ci sono cose come Safecreative che, combinate con le Creative Commons, consentono di muoversi senza bollini, bollettini, bollette et similia.

Comunque, al tuo posto non mi porrei troppi problemi: tra costruire il repertorio, fare il sito, magari cercare un editore (se è il caso), promuoversi nel modo giusto ecc., la questione della Siae mi sembra proprio l'ultimo dei problemi. Anch'io sono (ancora per poco, penso) iscritto alla Siae, ma se voglio mettere una cosa su Youtube ce la metto, con o senza bollini. Sennò stiamo freschi, come si dice dalle mie parti...

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Risposta 32 di Gerardo

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ScalaQuaranta, la logica è che devi pagare la SIAE anche per promuovere te stesso...se sai che non avrai un ritorno non fare il sito, altrimenti della tassa che stai versando ti arriverà una piccola percentuale. Se invece il ritorno sarà altissimo (te lo auguro), allora chi se ne frega di un importo così basso 🙂

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Risposta 33 di Dante

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Dante ha scritto:

Intanto chi gestisce il tubo (e similari) paga e applica eventuali censure ...

Ecco un esempio tangibile

http://www.pianoconc...-alla-carosone/

Dopo mezz'ora il video è oscurato...se c'è veramente da guadagnare non ti preoccupare che i video vengono "cassati" 🙄

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Risposta 34 di CromaDiBrera

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Dante ha scritto:

Ecco un esempio tangibile

http://www.pianoconc...-alla-carosone/

Dopo mezz'ora il video è oscurato...se c'è veramente da guadagnare non ti preoccupare che i video vengono "cassati" 🙄

Veramente c'è scritto che il video è stato rimosso dall'utente. In ogni caso, è vietato caricare un video il cui contenuto sia protetto da un copyright altrui, a meno di determinate condizioni; su questo, il regolamento di Youtube è molto chiaro. Questa è una trasmissione televisiva, quindi... Non mi sorprende che possa essere stato rimosso.

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Risposta 35 di Dante

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Io avevo letto proprio "oscurato", il succo però è quello....fra l'altro l'autore del topic è un utente attivo e il fatto è recentissimo, per questo l'ho citato...

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