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Pianoteq Collegamento A Sistema Silent Master Midi

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elfabry

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Risposta 21 di Thesimon

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Ariccia, RM

Lo so che costa una follia, ma almeno al momento non ha eguali. Sono quasi in procinto di comprarla. La Gold non costa tantissimo stiamo intorno ai 270€ ma la differenza la fa la versione full con 3 diverse riprese microfoniche che si possono fondere tra loro. Il problema è che lí siamo sui 400€ e, a questi vanno aggiunti 50 euro per la chiave iLok non compresa. Una libreria da un milione delle vecchie lire... Secondo me comunque le vale tutte. Una libreria che gli sta dietro a ruota secondo me è la Garritan Authorized Steinway. È l'unica libreria al mondo in cui ha partecipato Steinway come azienda e l'ha autorizzata alla distribuzione. Molto bella anche quella, ho la versione basic che non costa tantissimo, purtroppo non ho potuto comprare la versione professional dal momento che sul sito non è più disponibile... Un vero peccato. Anche la basic comunque se si sa settare bene suona da Dio. Ma continuo a dire che le registrazioni con la east west sono molto difficili da riconoscere da una registrazione fatta da un vero pianoforte acustico.

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Risposta 22 di Gorino

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Ti posso stra-quotare Simone.

Ma dimmi, qual'e' il tuo reale interesse per queste ottime simulazioni? Immagino che se devi registrare un brano o un cd di brani con uno Steinway, non avrai enormi difficolta' a realizzarlo, ( PianoExpert te lo presta 😉 ).

Quali sono le situazioni d'uso di questi splendidi suoni? Sono sicuro che possono ingannare chiunque, anche su un lentissimo e scoperto brano classico, ma tu, le adopereresti in tale ambito?

Io sogno da anni una raccolta East west, ma e' anche vero che dal 1987 non posseggo piu' in pianoforte... e posso dire che ho dimenticato la sensazione sonora dello strumento...

Insomma, faresti uscire un "Simone Renzi suona Chopin" usando Garritan Steinway senza troppi scrupoli? ( io lo farei sicuro 🥷😆 !!)

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Risposta 23 di Thesimon

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Ti elenco subito le motivazioni qui di seguito...
Giusto, Paolo mi presterebbe il suo Steinway e non è la prima volta che me lo presta per suonarci e per registrare se è per questo, e colgo l'occasione per ringraziarlo pubblicamente. Tuttavia parlando delle librerie devo dirti che l'orecchio esperto se ne accorge comunque, parlo di chi se ne intende e le ha ascoltate praticamente tutte e ci lavora. Devo dirti che la East West avrei delle difficoltà notevoli a riconoscerla...
Ci sono tuttavia alcune problematiche di livello tecnico, di livello qualitativo e di livello economico legate tra loro che mi fanno optare per la registrazione con libreria piuttosto che in studio oppure a casa...
A parità di qualità e di resa sonora, libreria vs. registrazione acustico:
Per ottenere lo stesso suono che otterresti con quelle librerie ci vorrebbero dei microfoni da almeno e sottolineo ALMENO 1500 euro l'uno, una location normalizzata. Per location normalizzata intendo una stanza completamente coperta in legno o in materiale fonoassorbente. Tu mi dirai: ci sono dei pianisti che vanno a registrare nei templi in cima alle montagne, vero, ti rispondo io, quelle tecniche sfruttano il naturale riverbero di alcune costruzioni antiche. In questo modo risulta tutto più naturale anche se adesso questa cosa non la fa nessuno dal momento che in commercio si trovano macchinari di convolution reverb strabilianti. Ecco perché ormai i pianisti registrano solo in studio e non più nei templi della musica (Le grandi Hall da concerto)...
Anche il prezzo per un ottimo convolution reverb supera i 2000 euro. A questo dobbiamo aggiungere degli ottimi preamplificatori valvolari, qui siamo intorno ai 4000 euro per un due canali. Un mixer digitale per la gestione dei volumi e per la pre-equalizzazione, un computer e per finire tantissime conoscenze per far funzionare il tutto e per effettuare la post produzione. Il totale ? Non ho fatto il conto ma credo che stiamo sfiorando i 10 / 12000 euro !
Uno allora potrebbe pensare di registrare in studio. Per registrare in uno studio attrezzato con uno steinway (a Roma ce ne sono alcuni) ci vogliono 250 euro al giorno per le offerte last minute (Gli studi che lavorano molto pur di far lavorare lo studio in un giorno in cui non ci sono appuntamenti offre dei last minute con prezzi stracciati) altrimenti normalmente uno studio ti chiederebbe 150/200 euro all'ora per registrare. Mastering escluso quindi...
Si usano i campioni digitali perché si possono correggere gli errori ? Bhé direi proprio di no, voglio dire gli errori si correggono anche con le registrazioni audio, si fanno dei take delle varie frasi e si prende quella migliore facendo il copia incolla e cross fade. Facile capire come mai nei dischi d'epoca palesemente c'erano degli errori ed in questi di oggi neanche l'ombra. Ma allora i pianisti di una volta erano scarsi e quelli di oggi sono fenomeni ? Ma non credo proprio, semplicemente un tempo non era possibile fare questi giochetti. Si potevano tagliare e montare tempi interi di una sonata di Beethoven ma non la singola frase. Quindi anche il discorso errori mi sembra sia palese che non è la causa per cui ci si orienta sui campioni. Ovvio bellissima esperienza registrare dal vivo in studio, ma con questi prezzi !!
La scelta del campione perfetta dunque è determinata fondamentalmente solo da un solo fattore: la convenienza. Si ricerca un campione che sia indistinguibile dalla realizzazione sull'acustico in studio. In questo modo risparmi una barca di soldi, nessuno si accorge che non hai suonato su un acustico, la resa è perfetta e soprattutto non cambia niente con la registrazione dello studio: tanti errori fai con i campioni e li sistemi, tanti errori fai in studio e li sistemi. Quello che cambia sono i soldi che ti sono restati in tasca, e se vogliamo l'ambiente, ma se parliamo di registrazioni audio e non video, ti chiedo: secondo te cosa cambia ?

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Risposta 24 di Thesimon

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Ovviamente il discorso precedente era finalizzato alla registrazione. Non mi sognerei mai di andare a suonare in concerto con un digitale, l'orecchio va bene ma anche l'occhio vuole la sua parte...

C'è anche un altro pro nelle librerie, offrono a tutti di poter godere del suono di grandi marche anche se uno non se le può permettere. Ti pare poco ?

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Risposta 25 di Gorino

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Completo ed esaustivo.

Scusa la curiosita', ma e' un discorso che mi ha sempre affascinato. Sono in linea con te .

Grazie!

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Risposta 27 di Thesimon

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Ahhh il Vintage D della serie galaxy ce l'ho anche io, infatti mi sembrava un suono famigliare, molto buono ma ritengo che sia un gradino sopra il Galaxy Vienna Grand, soprattutto nei bassi e nel cantabile. In ogni modo la serie galaxy anch'essendo di ottimo livello la ritengo inferiore al Garritan Steinway ed alla East West quantum leap Gold pianos. Poi dipende dai gusti ma soprattutto dalle tasche... Il riverbero va aggiunto ovunque anche nelle registrazioni live, c'è a chi non piace. Ovviamente non bisogna abusarne... Nelle registrazioni live preferisco ottenere un suono secco ed elaborare in post produzione. E' lo stesso discorso della fotografia. Inutile inventarsi filtri assurdi per far uscire una foto in modo particolare. Si pensi a scattare una foto nitida e ricca di colori, di effetti poi con Photoshop ci si mettono quanti ne vogliamo. La stessa cosa secondo me vale nel suono. Suono asciutto e definito poi in post produzione si aggiustano le dinamiche, il riverbero si equalizza ecc. ecc. L'importante è che la registrazione non abbia picchi di volume cosiddetti "out of range" ovvero non generi onda quadra...

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Risposta 28 di Boesendorfer

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A proposito di Pianoteq

Da ieri, 18 aprile, è disponibile sul web la tanto attesa nuova versione dell"androide pianofortesco" , come lo ha chiamato il nostro Gorino.

Io ho già fatto l'update di Pianoteq 4, non fidandomi troppo delle demo, e posso assicurarvi che, a mio parere, suonandolo, questo sistema

a modelli fisici, ispirato allo Steinway D amburghese, ha fatto notevoli progressi.

Provare per credere... o non credere.

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Risposta 29 di Thesimon

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Azz, dovrò provarlo... Vediamo quanto hanno migliorato. Mi ricordo che la precedente versione non mi aveva entusiasmato particolarmente.

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Risposta 30 di Gorino

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Il mio orecchio grezzotto era soddisfatto dalla versione 3 (demo) .

Ora provo la 4.....(sempre demo...cosi' con le limitazioni che ha, prima o dopo mi stufo , e mi compro la Full e un pianoforte vero!!)

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Risposta 32 di Thesimon

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Ascoltato... Hanno lavorato meglio sull'attacco del suono che ora comincia ad essere verosimile, sustain e decay del suono suonano proprio digitaloni ! Suono trascinato. Continuo a bocciarlo e preferire i campioni ! Ancora non ci siamo proprio...

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Risposta 33 di pasquale

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Io uso la versione 4.5 ( dopo avere usato la 4) e devo dire di trovarmi molto bene..... almeno per quello che ci devo fare io.

Lo uso sia su mac che su pc ( con un'ottima scheda audio) e va una schioppettata e mi è comodo per alcune "personalizzazioni" che vi si possono operare ( si vede che vengo dai shynt analogici??)

Curiosità: E' stato usato anche in alcuni brani dell'ultimo album di Laura Pausini 😉

Ovvio che mi salgono automaticamente le palpitazioni solo davanti ad uno Steinway vero!!

Qui ne sentite un'esempio

Perdonate l'esecuzione........... 😵

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Risposta 34 di marina

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venezia

Salve a tutti, visto che qui si parla più o meno di questo, su suggerimento di qualche esperto del settore ho voluto provare ad utilizzare suoni diversi sul sistema Silent del mio pianoforte Yamaha tramite MIDI, dato che il campionamento della Yamaha lascia un po' a desiderare a parer mio. Prima però di avventurarmi in spese folli su sistemi software o cavetti di alto livello ho tentato di arrangiarmi con quello che avevo. Sono riuscita finora a far riconoscere il segnale midi al programma Pianoteq 2.2.0, il risultato è stato a dir poco deprimente. Latenze enormi, sovrapposizioni di suoni e pedale destro come se fosse costantemente abbassato. Volevo capire da cosa può dipendere. In pratica la macchina che monta il mio Yamaha silent attuale si chiama SILENT MPZ , un prodotto datato dicembre 1999. Il cavo MIDI/USB non è un granchè, nuovo ma non di marca, pagato 4 o 5 euro. In un primo momento pensavo la cosa fosse causata dalle prolunghe dei cavi midi, poi ho provato sul portatile senza prolunghe utilizzando Garageband come software, identico risultato. In particolare quando schiaccio il ped. destro esce una nota, come fosse la pedaliera dell'organo per capirsi, poi quando rilascio i tasti il programma lo interpreta come una nuova percussione, risultato ogni accordo staccato viene suonato due volte, i passaggi veloci non li coglie .... Mi pare di aver detto tutto, ma temo dipenda dal pianoforte a questo punto. Qualcuno può darmi un chiarimento/aiuto??

Ciao, grazie.

Marina

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Risposta 36 di Piccinesco

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Villanova di Guidonia

Usata è abbordabile, e poi ogni tanto la east west fa delle offerte, tempo fa la gold si poteva prendere per circa 180 euro, non ricordo bene. Riguardo Pianoteq, staro finito, però per me suona meglio la versione 2 che la 4.

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Risposta 37 di Be4stElectrjc

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Piccinesco ha scritto:

Usata è abbordabile, e poi ogni tanto la east west fa delle offerte, tempo fa la gold si poteva prendere per circa 180 euro, non ricordo bene. Riguardo Pianoteq, staro finito, però per me suona meglio la versione 2 che la 4.

Io uso la libreria platinum Eastwest, sono d'accordo che non abbia eguali, come seconda scelta direi Ivory.

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