Non sapevo dove aprire questa discussione, quando si può parlare di cromatismo?
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Messaggio iniziale di Zac
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Zac
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Non sapevo dove aprire questa discussione, quando si può parlare di cromatismo?
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Dipende dal contesto.
Cromatismo vuol dire tante cose. C'è già nel tardo medioevo/rinascimento con la musica ficta e la progressiva sensibilizzazione della cadenze. C'è nel tardo rinascimento, ad es. nei madrigali di Gesualdo, Monteverdi e C. C'è nell'armonia pretonale e tonale dal 1600 in poi. C'è nel tardo romanticismo (Wagner, Scriabin, Reger e C.).
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Grazie zedef, probabilmente sono stato troppo vago 🙁
Io ero più terra terra, prendiamo una scala cromatica do do# re re# mi fa etc.
E' cromatica perchè ci sono i cromatismi do do# ... do# re ...etc.
Quindi in questo caso è giusto parlare di cromatismo?
Moderatore
do do# è un cromatismo, do# re ... no 🙂
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Cromatismo in senso stretto è l'alterare una nota mantenendone il "nome di base". Se sei in Do maggiore e hai un Sol, per cromatismo si intende farlo seguire dal Sol# o dal Solb (si parla di semitono cromatico). Quando invece alteri cambiando il nome (ad es. Sol-Lab oppure Sol-Fa#) si parla di semitono diatonico.
Se prendi la scala minore naturale, per renderla armonica cromatizzi il settimo grado in senso ascendente (ad es. il La minore, il Sol diventa Sol#); così per renderla melodica cromatizzi sesto e settimo (Fa# e Sol#, solo ascendendo.. tornando tornano naturali ovvero diatonici).
Poi estendendo il concetto, tutto ciò che si muove per semitono, cromatico o diatonico che sia, viene comunemente chiamato cromatismo. Da qui la scala cromatica.
Membro
Scala cromatica è una cosa, cromatismo è un altra. Come dice bene Zedef bisogna capire a cosa ci si riferisce. Ovviamente do do# è un cromatismo costruito su un semitono cormatico, do# re è diatonismo, costruito su un semitono diatonico.
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Ok, grazie ragazzi. La cosa mi è più chiara adesso.