Se per Bach (e coevi) si è coniata la locuzione "contrappunto armonico" un motivo ci sarà. E' una bilancia che oscilla attorno al suo punto di equilibrio: molte volte l'armonia prevale, poi vi sono casi in cui il contrappunto è più importante (non quello rinascimentale però), ma è impossibile scindere i 2 elementi.
...magari i passaggi ai quali ti riferisci non sono di Bach 😃
Te ci scherzi ma ricordo un interessante discussione di Zedef sull'argomento e sull' "attendibilità" o meno di alcuni passaggi attribuiti a Bach ma che potevano essere tranquillamente essere di natura ottocentesca.
Qualcuno mi fa un riassunto della puntata precedente, con esempi?
Io mi ero segnato qualcosa relativamente ad un passo di Bach che "sembrerebbe" avanti un secolo; effettivamente Thallo non fece più sentire il suo parere ... chi sa...
Battute fra "121 di pag 118" e "146 di pag 120" della messa in si- di Bach; i musicologi preferiscono un approccio alla partitura più modale...ma qui sembra veramente difficile non pensare all'armonia.
Qualcuno diceva: "...non c'è il rischio che il Mendelssohn di turno ci abbia messo le mani?
Certo che le modulazioni a mi bemolle minore, sol minore e re minore con armatura in fa# minore, visto che Bach non usava il temperato equabile, sono davvero "ardite" da ascoltare... poi uno dei pochi casi di sesta tedesca in Bach... sui manoscritti ho già detto la mia all'epoca.
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Tap
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Risposta 11 di Tap
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Zedef ha scritto:
... sui manoscritti ho già detto la mia all'epoca.
...penso di essermela persa, interessante il discorso per quanto riguarda le modulazioni ai toni lontani 😉
Ma è tarto ottocentesca come logica, se pensavi a Mendelssohn sarebbe troppo prematuro ... chi altro avrebbe avuto occasione?