Vorrei il vostro parere sul fatto che nonostante Beethoven abbia posto in calce al manoscritto della quinta sinfonia la dicitura: "oboi, clarinetti, fagotti, corni, tutti obbligati" e non abbia mai scritto la battuta in più legata alla corona, si continua ad eseguire l'incipit soltanto coi clarinetti e gli archi.
Secondo voi non è che Beethoven desiderasse un inizio a piena orchestra?
Io credo che Beethoven avesse una visione molto precisa del timbro che voleva ottenere. Rinunciando ad esempio all'ottava alta (del tutti) si rischia di restituire il "solito" tutti forte e luminoso. I clarinetti sono i fiati più scuri, soprattutto in quel registro. Un bell'effetto secondo me.
Tanti archi con le corde di metallo vanno sicuramente bilanciati per cui tanto vale la soluzione applciata da Karajan, con il raddoppio dei legni. Se riflettessimo sull'usare il budello (e alla sua "trasparenza") sarebbe tutto più semplice in temini di orchestrazione.
Ettore! .... mi è venuto in mente stamattina, ripensando a un'intervista a Claudio Abbado, una cosa che potrebbe essere la spiegazione del perchè nella prassi non ci sono tutti i fiati obbligati che Beethoven indicò sul manoscritto e sono rimasti solo i clarinetti ad affiancare gli archi.
bisogna rifarsi non al manoscritto ma alle prime edizioni.
Beethoven, che non disponeva di possibilità di registrazione sonora, poteva verificare un effetto timbrico d'insieme solo con l'esecuzione.
Che si tratti dell'esecuzione in pubblico o che si tratti delle prove, ci troviamo già in una fase in cui il manoscritto ha fatto il suo scopo: quello di servire ai copisti per tirarne fuori le parti staccate, la bella copia, se non addirittura la prima edizione.
Forse una volta udito (già nelle prove?) quei fiati tutti obbligati non sono piaciuti a Beethoven e allora si dovrebbe trovar traccia di questo ripensamento nelle prime edizione rivedute dal copositore stesso.