Ciao a tutti, mi iscrivo solo ora al forum dopo aver visto il video sulla regolazione del pianoforte verticale. Bellissimo, complimenti!
Mi sono ritrovato in questo video in quanto ho avuto parecchi problemi dovuti ad insoddisfazione con un mio verticale, uno strumento dannato che mi affascinava nel suono ma aveva una tastiera ingestibile...
Dopo l'acquisto, una volta a casa, ho scoperto haimé tutte le magagne (si trattava di un usato di 20 anni, poco usato e non accordato da tanto tempo) allora da subito, non trovando riscontro dei miei problemi nelle varie consulenze tecniche, iniziai ad aprire lo strumento per capire cosa non andava e a mie spese dopo aver osservato attentamente la meccanica lavorare ho scoperto che:
- con pedale del forte premuto gli smorzatori continuavano ad arretrare, creando un effetto "gradino" fastidiosissimo a fondo tasto.
- le mollette erano per loro natura parecchio dure e inoltre i cucchiaini erano piegati in maniera tale che da far intervenire subito gli smorzatori dopo aver premuto il tasto...
- gli scappamenti erano messi a punto a 3 mm, (il pianoforte ha la sordina)
- la corsa del tasto era di 11 mm, troppo elevata insieme alla distanza martello corda pari a 50 mm (feltro della barra di riposo segnato dagli stiletti).
Piano piano e con pazienza, grazie anche ai consigli di un accordatore anziano della provincia di Monza che ho avuto modo di conoscere (il carissimo Sig. Sangalli che oggi non lavora più per problemi di salute) sono riuscito a correggere la distanza martello-corda (46 mm), la misura di affondo dei tasti (10 mm), i cucchiaini in maniera tale da far intervenire gli smorzi appena dopo mezza corsa del martello e ovviamente ho regolato tutti gli scappamenti ad 1/ 1,5 mm - tutto questo andando per tentativi (dopo aver osservato il sig. Sangalli lavorare nel suo laboratorio) acquistando io stesso del materiale e degli attrezzi...ultimo dei quali uno "spoon bender" da utilizzare senza estrarre la meccanica, per un lavoro di precisione.
Insomma una odissea, nel frattempo ho risolto molti problemi, la tastiera è molto piacevole (seppur pesantuccia di natura - 56 grammi come peso di affondo, 28 grammi come peso di risalita sul la centrale).
Ho trovato anche (su consiglio sempre del Sig. Sangalli) un bravissimo tecnico (sempre qui a Monza) che ha accordato lo strumento finalmente ad orecchio oltre ad aver controllato la meccanica, facendomi anche i complimenti per la buona regolazione :-D
Avrei preferito però una risoluzione dei problemi da parte dei tecnici intervenuti prima a casa mia, oppure dal tecnico del negozio dove ho acquistatolo strumento il quale affermava che "andava bene così". Molti tecnici purtroppo volevano portar via la meccanica a priori, io ero però consapevole che non c'era nulla da fare a banco e non mi sono mai fidato (non vedo come si possano fare queste regolazioni senza avere tutto lo strumento davanti a sè.)...altri dicevano invece che "lo strumento era concepito così e che le regolazioni di fabbrica non si toccano".
Sicuramente potrei fare anche meglio, se solo conoscessi con certezza le misure di fabbrica!!!!
(Si tratta di uno Schulze Pollmann 126, di quelli costruiti ancora a Laives)
Qualche consiglio in più?? Non ditemi di buttarlo via perchè ci sono affezionato ormai...
Il consiglio del mio tecnico è stato quello di mettere in futuro dei martelli Abel in acero al posto dei Renner impregnati in Mogano (e già segnati!!) per perdere qualche grammo e per avere degli "unisoni migliori" .... è un buon consiglio secondo voi?? Andrei a squilibrare il rapporto dei pesi?
Grazie,
Francesco.