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Sara' Registrato Da Un Acustico O Da Un Digitale ?

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Thesimon

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Risposta 41 di Tiger

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Frank ha scritto:

Guarda che senza corrente non esisterebbe la musica elettroacustica o elettronica, ne è la fondamentale premessa 😉

Io sono concorde, sarebbe bello dettagliare il "tutto" 😉

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Risposta 42 di tgdigit

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Frank ha scritto:

Guarda che senza corrente non esisterebbe la musica elettroacustica o elettronica, ne è la fondamentale premessa 😉

La senti mai la trasmissione radiofonica 610?

Potrei citarti una frase del personaggio "Esticaatzi"... 😃

Basta scherzare però...

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Risposta 43 di Tiger

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tgdigit ha scritto:

Va be' allora anche da quando hanno inventato la ruota.

Se la ruota in qualche modo ha influenzato la musica, sono concorde 😉

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Risposta 44 di Thesimon

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GnazzJazz ha scritto:

mmm... adesso telefoniamo a Carusi... 🥷

😃

Ahahahah, se vuoi... Ci sono stato a cena insieme qualche mese fa con la moglie, il figlio, il M° Ferrati e la mia fidanzata... Il numero se chiamo la sua scuola di musica lo rimedio 😃

Sergio ha scritto:

Difficile distinguere: l'anello debole della qualità degli impianti HI-FI sono i diffusori, il pf poi è uno strumento difficile da riprodurre fedelmente soprattutto se la fonte è un mp3 a basso bitrate.

No no, gli MP3 sono ad altissimo bitrate (256bit partendo da un file AIFF non compresso PCM con sample rate 48000Hz ed una risoluzione di 24 bit, praticamente un file molto più dettagliato di quelli sul CD).

Ludovica ha scritto:

In realtà io sono curiosa di Satie, francamente era l'unica che mi insospettiva...solo che dinanzi all'unanimità ho perso la mia lotta interiore ed ho scritto Digitale 🙁. Ovviamente vale quello che ho scritto ma il dubbio mi era venuto, solo a me?

In termini di risultato può essere, ma il percorso per arrivare a quel risultato è completamente diverso ... tant'è che il buon TheSimon ha studiato sull'acustico e poi si è accostato al digitale...i risultati, nel caso di un percorso al contrario, non sono così scontati 😉

Ludovica sta centrando l'obiettivo... 😉

Per arrivare a risultati quasi indistinguibili c'è bisogno di partire da un acustico, conoscerlo benissimo, avere anche una buona esperienza di registrazione dell'acustico per fare in modo di arrivare a far sembrare un digitale -> acustico. Ci sono però "altre considerazioni da fare"

tgdigit ha scritto:

D'accordo hai vinto te, però...però se parliamo di condizioni di "normale ascolto" la questione, permettimi, si fa articolata, cosa si intende per normale ascolto? Oggi si può ascoltare in mille modi diversi a differenza di un tempo ormai lontano.

Non è polemica, credimi, vorrei fare un po' l'avvocato del diavolo per stimolare la discussione 😃 .

Il brano acustico è estrapolato da un cd? Allora è un brano digitale come gli altri 🙂 .

Stiamo ascoltando dei file dalla rete? Allora sono tutti digitali 🙂 .

Stiamo ascoltando in cuffia o dalle casse acustiche un suono analogico? E' la riproduzione del suono analogico, sempre diversa dal suono originale non amplificato 🙂 .

Sistemiamo in una sala un pianoforte vero, nascondiamo dentro un pianoforte digitale e poi ascoltiamo ovviamente amplificato in sala? E' un suono digitale, anzi è la riproduzione di un suono digitale 🙂 .

Ascoltiamo un pianoforte vero in una sala, però, per un qualsiasi motivo, il suono è amplificato e diffuso in sala? Allora non è il suono di quel pianoforte, ma la sua elaborazione 🙂 .

E così via, si possono fare moltissimi altri esempi.

Altra considerazione: E' cambiata la nostra sensibilità all'ascolto da quando esiste la riproduzione acustica e l'elettronica in musica? Penso proprio di si.

Credo di aver messo molta carne al fuoco...

Mi è piaciuta la frase "hai vinto te"... 😛 Non è mica una gara a premi, ma mi premeva dimostrarvi il contrario di ciò che sento ormai da qualche anno: "Il digitale ? Che ci vuole a riconoscerlo"

Queste che hai scritto te sono le "altre considerazioni da fare" che speravo qualcuno facesse, anche se in realtà andrebbero fatte parecchie precisazioni.

La prima fra tutte: uno strumento analogico ha una quantità di dati incatturabile perché ci muoviamo nel campo continuo. La cattura digitale è un'approssimazione di ciò che realmente esce in analogico. Le possibilità espressive dell'acustico sono praticamente infinite, quelle del digitale sono 127, torniamo sempre agli insiemi di definizione: discreto (digitale) vs. continuo (acustico). A parità di volume (ampiezza d'onda) nell'acustico posso cambiare il timbro a seconda dell'entrata sul tasto. Entrata obliqua sul tasto suono più dolce entrata perpendicolare sul tasto suono più aspro. Nell'acustico posso sfruttare veramente il peso, nel digitale ciò che conta è solamente la forza con la quale si colpisce il tasto che si trasforma poi in velocità di discesa e dunque velocity (anche in questo caso c'è un'approssimazione di un valore che appartiene all'insieme dei numeri reali che viene convertito ad un sottoinsieme dei numeri naturali. Per ultimo, si fa per dire (ci sono molte altre cose anche tecniche da dire sulla cattura), è da considerare che le librerie vengono campionate nota per nota, suonando sull'acustico vengono sviluppati anche i parziali di altre corde per simpatia se alziamo gli smorzatori oppure se utilizziamo il pedale tonale oppure se teniamo un accordo con la sinistra e suoniamo con la destra. Nelle migliori librerie questo viene simulato (e posso farvi sentire come viene simulato se vi interessa), ma siamo ancora moooolto lontani dalla realtà.

Frank ha scritto:

Andando a monte, è cambiato vermente tutto da quando è stata scoperta la corrente elettrica 😉

Quoto a gran voce... Cerchiamo di non essere periferici e leggiamo tra le righe...

Prima della corrente elettrica le sensazioni e le attenzioni verso uno strumento acustico erano molto diverse. Si dice anche che l'orecchio dell'800 fosse estremamente diverso da quello di oggi. Era un orecchio più pronto e più potente, ed infatti gli strumenti dell'epoca erano molto meno potenti di quelli di oggi. Strumenti come il pianoforte, non erano come quelli di oggi (problematiche di tecnologia costruttiva a parte). L'esigenza di oggi che si ha di costruire pianoforti così potenti è solo quella di riempire le sale da concerto (per i gran coda), e per sopperire a questa mancanza di cattura da parte dell'orecchio (per pianoforti verticali e di piccole dimensioni). La corrente elettrica ha veramente cambiato tutto, anche il modo di fare musica se pensiamo ai primi sintetizzatori. Si è in un certo senso sviluppata proprio un'altra branca scientifico/musicale: quella dell'elettroacustica e successivamente è nato un nuovo stile musicale, quello della musica elettronica.

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Risposta 45 di Frank

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TheSimon ha scritto:

La corrente elettrica ha veramente cambiato tutto, anche il modo di fare musica se pensiamo ai primi sintetizzatori. Si è in un certo senso sviluppata proprio un'altra branca scientifico/musicale: quella dell'elettroacustica e successivamente è nato un nuovo stile musicale, quello della musica elettronica.

Iniziamo a ragionare 😉

Sono partiti un po' "maluccio" (intendo negli anni '50), ma sapendo di fare una forzatura, mi sento di dire che oggi siamo nell'era della terza pratica ... ovvero la coesione fra voce, strumenti tradizionali ed elettronica.

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Risposta 46 di GnazzJazz

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Senza stare a quotare, ma appunto ne avete già parlato:

- nell'ascolto ho cercato risonanze più complesse e dinamiche tra più corde (ma anche ovviamente con il piano e l'ambiente), ma senza grandi risultati...

- un'altra cosa che ho provato ad usare è stata quella di cercare di riconoscere una cattiva registrazione dell'acustico, cioè la parte digitale dell'acustico, ma senza grandi risultati...

- non conosco il campionamento dei vari pianoforti digitali, ma anche il CD non è a 16 bit? è la scheda audio del mio PC?

Via dicendo però il problema è sempre l'esperienza e l'orecchio.

E' anche vero allora che la qualità dell'ascolto è fondamentale e che se siamo in una sala di concerto si potrebbero dire tante cose in più...

Una domanda: come si registra un pianoforte digitale? in ambiente o a presa diretta?

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Risposta 47 di GnazzJazz

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TheSimon ha scritto:

Si è in un certo senso sviluppata proprio un'altra branca scientifico/musicale: quella dell'elettroacustica e successivamente è nato un nuovo stile musicale, quello della musica elettronica.

La musica elettronica può voler dire tante cose e non direi quindi che è solo uno stile. Certamente vi sono stili musicali che vivono solo con la musica elettronica.

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Risposta 48 di Frank

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A livello di percezione io penso che incida anche come sia costruito il brano e in quali registri si muove maggiormente...per questo ritengo più valido l'altro esperimento.

Stessa musica, stesso pianista, diversi mezzi...

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Risposta 49 di Frank

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GnazzJazz ha scritto:

che vivono solo con la musica elettronica.

Mi preme smontare solo un equazione nella quale non credo molto:

"musica elettronica"="musica"

😉

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Risposta 50 di tgdigit

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E questa è la seconda argomentazione, infatti.

Concordo con la trattazione dei limiti del suono digitale rispetto al suono analogico.

Concordo con la trattazione della nuova estetica della musica elettronica.

C'è però anche la problematica della registrazione della musica prodotta e quello della ri-produzione del suono registrato. Anche qui ci sono dei limiti invalicabili.

Non sono argomenti da poco, consideriamo che nessuno di noi ha ascoltato nello stesso modo i file che Simone ci ha proposto.

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Risposta 51 di Thesimon

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GnazzJazz ha scritto:

Senza stare a quotare, ma appunto ne avete già parlato:

- nell'ascolto ho cercato risonanze più complesse e dinamiche tra più corde (ma anche ovviamente con il piano e l'ambiente), ma senza grandi risultati...

- un'altra cosa che ho provato ad usare è stata quella di cercare di riconoscere una cattiva registrazione dell'acustico, cioè la parte digitale dell'acustico, ma senza grandi risultati...

- non conosco il campionamento dei vari pianoforti digitali, ma anche il CD non è a 16 bit? è la scheda audio del mio PC?

Via dicendo però il problema è sempre l'esperienza e l'orecchio.

E' anche vero allora che la qualità dell'ascolto è fondamentale e che se siamo in una sala di concerto si potrebbero dire tante cose in più...

Una domanda: come si registra un pianoforte digitale? in ambiente o a presa diretta?

Cattiva registrazione dell'acustico. Ad alto livello è impossibile. Due shoeps un buon convertitore AD/DA, ed un ottimo pre, non ci sono difetti di registrazione. Quello a cui è possibile appellarsi è la cattura del rumore della meccanica e la pastosità degli armonici. Mentre per i secondi è difficile porre rimedio sui campioni, per i primi ho provveduto ad inserirli manualmente.

Quello che ho proposto è il risultato dei campioni di un acustico non il pianoforte digitale che a volte non sfrutta neanche suoni campionati oppure che li sfrutta ma di scarsissima qualità rispetto alle librerie.

Esatto esperienza ed orecchio aiutano ma non più di tanto.

La tua scheda se è a 16 bit ha un convertitore che ridimensiona la tessitura da 24 bit a 16 quindi avresti un appiattimento delle dinamiche se superiori ai 16 bit s'intende... Confermo, anche i CD sono 44.1KHz a 16 bit.

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Risposta 52 di GnazzJazz

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Frank ha scritto:

Mi preme smontare solo un equazione nella quale non credo molto:

"musica elettronica"="musica"

😉

giusto, avrei dovuto dire "che vivono solo con l'uso dell'elettronica e dell'informatica", ciònondimeno sono convinto che musica elettronica esiste!

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Risposta 53 di GnazzJazz

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TheSimon ha scritto:

Quello che ho proposto è il risultato dei campioni di un acustico non il pianoforte digitale che a volte non sfrutta neanche suoni campionati oppure che li sfrutta ma di scarsissima qualità rispetto alle librerie.

C'è una traccia del preludio di chopin, la seconda se non ricordo male, in cui l'inserimento dei rumori mi era parso sfacciato 🙂

Confesso la mia ignoranza in materia: avendo un piano digitale lo posso dunque sfruttare facendogli suonare le "copie" di pianoforti veri (il contenuto delle librerie)?

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Risposta 54 di Frank

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GnazzJazz ha scritto:

giusto, avrei dovuto dire "che vivono solo con l'uso dell'elettronica e dell'informatica", ciònondimeno sono convinto che musica elettronica esiste!

Temo di essermi espresso male, c'è chi pensa che basta l'elettronica per poter vendere della buona musica ... una cosa invece per niente vera, anche li ci deve essere un lavoro artistico, se non pari, superiore a quello che normalmente avviene quando si trattano voce e strumenti tradizionali 😉

Altrimenti viene fuori una porcheria e l'elettronica diventa solo un pretesto 😉

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Risposta 56 di Thesimon

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Non capisco il significato di questa faccina... Se ha qualcosa da dire lo faccia.

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Risposta 57 di Daniele87

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Non mi ero reso conto che i risultati c'erano già a pag 2 =P

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Risposta 58 di pianista65

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Incredibile, non avrei mai creduto di sbagliare in modo così clamoroso ! Ma allora hanno veramente fatto passi avanti con queste librerie.

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Risposta 59 di Egidio

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pianista65 ha scritto:

Incredibile, non avrei mai creduto di sbagliare in modo così clamoroso ! Ma allora hanno veramente fatto passi avanti con queste librerie.

Io leggo solo ora il topic, effettivamente è compito arduo beccare quello giusto...Ludovica ci è quasi andata vicina, io un disastro.

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