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Scuola Di Velocity Czerny

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sisifo1987

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Risposta 21 di Frank

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Carlos ha scritto:

Tu giustamente ricordavi Heller, del quale io adoravo i 25 Studi op. 47, che studiai al 3. anno.

Si, ci sono anche l'opera 46 (che conosco poco) e l'opera 45 ... dal quale si può (poteva) attingere per preparare il quinto 😉

Carlos ha scritto:

L'op. 299 di Czerny, «La scuola della velocità», è una raccolta di studi per sciogliere la tecnica veloce e quindi non è chissà che musica, mentre l'op. 740, che è per un pianista più avanzato forse, presenta studi un po' più ricchi.

Sarà che poi se uno deve fare fatica preferisce passare a Chopin, Brahms & C.

Comunque ricordo che li studiavo volentieri, mi dava un certo tipo di soddisfazione, ma più data dalla maggiore padronanza del mezzo che di goduria in quello che studiavo. Sicuramente come dice TheSimon può giocare anche il gusto, che ovviamente vale n modo bidirezionale.

Carlos ha scritto:

Chiaramente, però, per capire la statura di un compositore, non ci si deve fermare a leggerne le opere didattiche, soprattutto se lo stesso compositore ha scritto sonate, trii, quartetti, concerti, sinfonie...

Assolutamente si, ma anche le opere didattiche sono opere (Tutto quello che suoniamo per tastiera di Bach era a scopo didattico 😉 ... dico, volgiamo veramente parlare dell'opera 400? )

Comunque per farvi vedere che non sono un talebano, vi dedico il link del Piano Concerto in C Major Op. 153 I. Allegro con Brio (2/5)

Si possono comporre ottimi lavori anche essendo didatta 😉

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Risposta 23 di Carlos

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Frank ha scritto:

ma anche le opere didattiche sono opere (Tutto quello che suoniamo per tastiera di Bach era a scopo didattico

Sapevo che lo avresti detto... Ma di Bach tu conosci anche la Messa in si minore, le Passioni, i Brandeburghesi, le Suite per orchestra, i Mottetti, le Cantate... o no? 😉

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Risposta 24 di Carlos

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Frank ha scritto:

Girando per la rete ho trovato questo brano (che non conoscevo)

Hamelin plays Alkan - Symphony for solo piano (4th mvt) LIVE Audio + Sheet music

Non lo ascrivereste al capitolo "studi"?

Straordinario pezzo (e straordinario Hamelin). Il pezzo non è uno studio, ma bisogna farsi un mazzo così per poterlo suonare... 😆

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Risposta 25 di Frank

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Carlos ha scritto:

... Ma di Bach tu conosci anche la Messa in si minore, le Passioni, i Brandeburghesi, le Suite per orchestra, i Mottetti, le Cantate... o no? UsersW13690~1.ACCAppDataLocalTempmsohtmlclip11clip_image001.png

Secondo me non conta quello che conosco io (o tu/noi) oggi, ma quello che conosce uno che ha 10 anni di vita e si trova difronte alle invenzioni a 2 voci di Bach (ma anche il buon Bartok… prendo Bach tanto per) e uno studio di Czerny di paritetica difficoltà. Da li che è partito il discorso.

Ci sono molti fortunati tipo te che magari hanno avuto la possibilità di conoscere a quell’età il Czerny non didattico, ma già a quell’età di sicuro molti hanno avuto la possibilità di ascoltare opere tipo i Brandeburghesi (ad esempio) .

C’è anche da dire che alla mia epoca non c’era internet, e già avere il piano “completo” delle opere di Czerny era impresa ardua…parlare oggi di queste cose fa sorridere, si trova tutto e da per tutto. Però mi sento di dire che, viste le difficoltà oggettive, le alternative non erano tante e comunque trovo sensato comparare due opere (facciamo 3, 4,..?) didattiche a prescindere dal resto. Vedi Bartok, Bach e Czerny (ma anche altro, volendo).

Conoscere (con la “C” maiuscola) certe opere tipo quelle che citi per valutare a 360° un compositore implica una consapevolezza e preparazione che può arrivare solo dopo e mettendoci di proprio…infatti spero tu abbia gradito il concerto che ho proposto di Czerny.

Qualcosa non alla portata di uno studente ai primi anni, che vive gli studi con occhi diversi (penso). Certo, come TheSimon, appassionati al virtuosismo, …come altri, appassionati all’espressività.

In fin dei conti non discuto nulla, ma per apprezzare le invenzioni a 2 voci di Bach non ho bisogno di ascoltare (e capire) l’arte della fuga come viceversa posso constatare che (traspare dai tuoi scritti, ma può essere che abbia inteso male) per capire il valore di uno studio di Czerny devo conoscere tutta la sua discografia. Probabilmente è un mio limite.

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Risposta 26 di Carlos

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Vado con ordine.

Frank ha scritto:

Secondo me non conta quello che conosco io (o tu/noi) oggi, ma quello che conosce uno che ha 10 anni di vita e si trova difronte alle invenzioni a 2 voci di Bach (ma anche il buon Bartok… prendo Bach tanto per) e uno studio di Czerny di paritetica difficoltà. Da li che è partito il discorso.

Bisognerebbe iniziare col dire che, da bambini, una qualsiasi Invenzione di Bach è altrettanto una spina nel fianco che un esercizio di tecnica, per il semplice fatto che la si usa alla stregua di un esercizio di tecnica. (Poi, attenzione, tu mi parli di «Invenzioni di Bach e di studi di Czerny di paritetica difficoltà», ma il discorso non è affatto partito da lì, perché per trovare uno studio di Czerny di difficoltà simile a quella di un'Invenzione di Bach mi devo fermare al Primo maestro di pianoforte e lasciar perdere sia l'op. 299 sia l'op. 740). Partiamo comunque dal presupposto che un bambino ha una prospettiva falsata rispetto a ciò che è bello, ciò che utile, ciò che è noioso, ciò che è bello e utile, ciò che è utile ma noioso ecc. Tu dici che:

Frank ha scritto:

per apprezzare le invenzioni a 2 voci di Bach non ho bisogno di ascoltare (e capire) l’arte della fuga come viceversa posso constatare che (traspare dai tuoi scritti, ma può essere che abbia inteso male) per capire il valore di uno studio di Czerny devo conoscere tutta la sua discografia

ma secondo me dovresti specificare che per apprezzare le Invenzioni di Bach oggi non ho bisogno di conoscere l'ADF, perché se mi dici che per apprezzare le Invenzioni a due voci a dieci anni non devi ascoltare l'ADF ti dico che anche se a dieci anni la ascoltassi non la capiresti 😛 allo stesso modo in cui a dieci (o quindici) anni non apprezzi il valore musicale di uno studio, semplicemente perché ci devi morire sopra per farlo venire, fino ad odiarlo. 😳 Ma a parte tutto è necessario fare una distinzione tra la didattica bachiana e quella di Czerny, distinzione che può sembrare superflua, ma nemmeno poi tanto. Bach non scrive per migliorare la "tecnica sciolta" dell'allievo, o per lo meno, quella è una conseguenza e, in ogni caso, la tecnica dell'epoca di Bach non ha ancora raggiunto i livelli di virtuosità della tecnica di un secolo e mezzo dopo... la destinazione finale delle composizioni didattiche di Bach è di forgiare un musicista completo, che capisca l'espressività, che capisca il contrappunto, che sappia cantare con le dita e differenziare le voci usando un'articolazione appropriata. Intendo dire che non esiste una «scuola della velocità» di Bach, quindi non si dovrebbe paragonare ad esempio l'op. 740 di Czerny con le Invenzioni, che andrebbero invece messe in relazione, che so, con gli Studi di Debussy, magari quelli del secondo volume... mentre Czerny è una cosa un po' più a sé, perché la tecnica viene di fatto isolata e scrivere uno studio sugli accordi (dico per dire) è in ogni caso una cosa che non lascia poi chissà quale libertà (in questo nemmeno Debussy ha poi scritto chissà quale capolavoro, mi riferisco allo Studio XII - pour les accords). In ogni caso, quello che volevo dire quando ho detto che Czerny va apprezzato non solo per gli studi non era che se conosco le sinfonie di Czerny automaticamente La scuola della velocità mi sembra un capolavoro. Il discorso era duplice, ovvero: Czerny non è solo studi e tecnica, ma anche concerti, trii, sonate e sinfonie; inoltre, ascoltati con le orecchie di oggi, gli studi mi sembrano molto meno "orribili" di quanto non mi sembrassero quando dovevo sciropparmeli io, volente o nolente... 🙄

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