L'articolo è indifferente, ma il video è fantastico!
http://lastella.blogautore.repubblica.it/2014/05/20/se-la-scala-fischia-i-compositori-viventi/
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Messaggio iniziale di Talentuoso
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Talentuoso
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L'articolo è indifferente, ma il video è fantastico!
http://lastella.blogautore.repubblica.it/2014/05/20/se-la-scala-fischia-i-compositori-viventi/
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Che dire? Secondo me si dovrebbero vergognare quelli che urlano "vergogna". Ma sto chiedendo troppo!
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E se invece fossero i compositori a vergognarsi un pochino di proporre certa musica inascoltabile?
Voglio dire: va bene sperimentare nuovi linguaggi, va bene utilizzare effetti "inediti" (che poi ben presto diventano anch'essi stereotipi, perciò "vecchi"), ma quando si eliminano dalla musica tutti gli elementi che costituiscono la musica, quando non rimane né armonia (e passi...), né alcun elemento melodico riconoscibile (e già qui diventa un po' più dura...), infine quando si elimina pure il ritmo, cosa rimane? Puri effetti sonori, neanche tanto gradevoli. Per forza che poi gli appassionati di musica classica (i pochi rimasti) vanno volentieri ad ascoltare Beethoven, pur sapendo che dovranno soffrire un po' ascoltando anche altro (però poi ci si rifanno le orecchie, meno male...)
Per quanto riguarda poi i "non esperti"... come possiamo lamentarci se il grande pubblico fugge dalle sale da concerto e spende un sacco di soldi per andare in un Palazzo dello Sport ad ascoltare certa gentaglia minimalista che produce musichette del cavolo? Mica voglio difendere questi personaggi, ma la musica "colta" quale alternativa appetibile è capace di offrire?
Torniamo a scrivere qualcosa che si possa veramente chiamare "musica", e forse i fischi si ridurranno.
Gino (compositore ignorante e sconosciuto, ma amante della musica)
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Caro Gino, a me risulta che Beethoven è stato preso quasi a calci in culo quando ha presentato la grande fuga, non parliamo di quello che avrebbero voluto tirare a Stravinsky quando ha presentato il Sacre. A Bach dicevano che le sue dissonanze erano antimusicali e impedivano la fruizione, indovina un po' di cosa? Della melodia.
Per cui è troppo comodo valutare i feedback del pubblico di oggi sulla musica di 2 o 3 secoli fa, bisognerebbe rapportare i fischi della Scala a quelli che si è preso ai suoi tempi Beethoven 😉
Qui non è questione di essere compositori sconosciuti o ignoranti, e questione di paragonare mele con mele e pere con pere.
PS
La gradevolezza è una cosa soggettiva, a te non piace una cosa, ad altri si ...e magari la trovano anche troppo gradevole.
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Naturalmente... fiaschi ce ne sono stati in ogni epoca e lo sappiamo benissimo. Sono rimasti nella storia i fischi alla prima della Sacre du Printemps (ma se è per questo pure la prima del Barbiere di Siviglia è stata un disastro), e sappiamo bene che ogni linguaggio innovativo suscita (almeno all'inizio) scarsa ammirazione e molto scandalo. Perciò si potrebbe fare il solito discorso: Bach non è stato apprezzato ai suoi tempi (vero fino a un certo punto), certi pezzi di Beethoven soprattutto dell'ultimo periodo non sono stati capiti (vero in parte, ma la prima della IX Sinfonia è stata un successo), oggi abbiamo quasi metabolizzato il cosiddetto "Novecento storico", nel senso che ascoltare Bartòk, Hindemith, Stravinsky ed altri non ci dà più tanto fastidio. Perciò sarebbe solo una questione di tempo: ci sono voluti decenni per accettare i grandi, forse chi verrà tra cent'anni apprezzerà la musica di oggi come noi apprezziamo quella di uno o due secoli fa (o ancora prima). Tuttavia, qualche dubbio mi rimane. Vedi, tu hai stigmatizzato l'uso dell'aggettivo "gradevole", che io avevo giusto buttato lì nel mio messaggio; forse hai pensato che il mio metro di giudizio fosse la "gradevolezza" della musica. Non è esattamente così; un'opera musicale può essere di grandissimo valore anche se non risponde a certi canoni di "piacere immediato nell'ascolto", canoni che poi sono anche molto soggettivi. E tuttavia mi chiedo cosa c'è di così interessante e innovativo nel distruggere tutti gli elementi della musica. Un architetto di oggi trova soluzioni che possono sembrare anche "stravaganti", idee che un suo collega di secoli prima neanche si sarebbe sognato, e non solo a causa delle diverse tecniche disponibili. Perciò se entri in un edificio costruito secondo un gusto "moderno" puoi benissimo apprezzarlo, sapendo perfettamente che non è paragonabile con una grande cattedrale costruita nel Medioevo. Ma immagina se un edificio fosse soltanto un ammasso di mattoni ed altri elementi costruttivi sparsi qua e là. Ti sembrerebbe arte quella? Forse sì... ma cosa ci fai con un "edificio" simile? Oppure pensa al cinema. Anche lì i linguaggi si sono evoluti, e i grandi registi attuali non sono paragonabili con i pionieri del muto e neanche con Camerini o De Sica. Allora, va benissimo fare cose nuove, ma cosa diresti se si andasse oltre i limiti di una qualsiasi intelligibilità dell'opera? Se pagassi un biglietto per sentire solo strani rumori e immagini sconnesse? Lo chiameresti ancora "cinema", o useresti epiteti fantozziani per qualificare roba del genere? Ecco, io ho l'impressione che ormai molta musica attuale si sia ridotta al puro rumore, che non suscita alcuna emozione. Ecco perché accennavo al "grande pubblico" che poi necessariamente si rivolge ad altri generi di musica, ovviamente deleteri per il gusto e per l'arte, ma che hanno buon gioco laddove manchi un'alternativa vera. Tornando all'esempio del cinema: se il cinema "moderno" fosse tutto immagini sconnesse ed effetti sonori senza capo né coda, poi non ci si potrebbe lamentare se la gente "normale" andasse a vedere solo i cinepanettoni: non saranno un granché come "arte", ma almeno fanno ridere.
Ciao
Gino
Membro
gpr ha scritto:
Oppure pensa al cinema. Anche lì i linguaggi si sono evoluti, e i grandi registi attuali non sono paragonabili con i pionieri del muto e neanche con Camerini o De Sica. Allora, va benissimo fare cose nuove, ma cosa diresti se si andasse oltre i limiti di una qualsiasi intelligibilità dell'opera? Se pagassi un biglietto per sentire solo strani rumori e immagini sconnesse? Lo chiameresti ancora "cinema", o useresti epiteti fantozziani per qualificare roba del genere?
Cosa ne pensi, tanto per dire, di Inland Empire? Strani rumori e immagini sconnesse?
Membro
Penso che Gino (non facendo ovviamente di tutta l'erba un fascio) intenda in particolar modo quelli che si cimentano in realizzazioni di partiture dalla "grafica" altezzosa, esageratamente elabotata, con risultati acustici che necessitano di prefazione e spiegazione tecnica da parte del compositore. In pratica è necessario e giusto che si tentino altre soluzioni, magari azzardando (ma senza cadere nel ridicolo), però non dovrebbe essere necessario ricorrere al "dizionario" del compositore stesso o ad una conferenza stampa nella quale vengano fornite le istruzioni per l'ascolto, è troppo, in alcuni casi un atteggiamento quasi istrionico, altezzoso, che non risponde alla (altrettanto legittima) necessità dell'ascoltatore di comprendere anche un minimo ciò che sta ascoltando. Ci sono lavori molto complessi che riescono (sapendo che è comunque un aspetto soggettivo) a suscitare sensazioni, emozioni; altri che sembrano puro tecnicismo portato agli estremi.
Membro
La discussione, in sé per sé, è ormai usurata e, come sempre non porterà a nulla. Nel senso che Gino rimarrà giustamente sulle sue posizioni e Kappa e Red, giustamente sulle loro.
Chi ha ragione e chi ha torto dunque?
Per chi scrive, in linea di principio Kappa e Red ma sono ormai troppo consapevole che da questi discorsi non se ne esce mai.
La verità è che, come spesso accade e, presumo, come sempre accadrà, sarà il tempo, e dunque le generazioni future, a sancire cosa sopravviverà del nostro tempo e cosa cadrà inellutabilmente nell'oblio.
Importante però sarebbe il cercare di non cadere in estremismi di parte, sempre sbagliati e a Gino voglio dire che così, come la Grande Fuga di Beethoven e Le sacre di Stravinskij, anche opere di oggi potrebbero un domani essere considerate dei capisaldi della musica e, questo, a prescindere dall'intensità del pubblico che le segue oggi. Dunque, io andrei quanto meno cauto ad affermare che tutta la musica di oggi è solo rumore. Molta lo è ma tanta altra no e, sarebbe bene cercare di scindere le due cose.
Moderatore
scusate il ritardo 😃
ma a sto punto si risolve tutto a un solo concetto: se compri il biglietto, sono c***i tuoi.
Nel 2014 possiamo benissimo cercare informazioni sui compositori la cui musica andiamo ad ascoltare. Lachenmann è famoso e studiato, se le signore impellicciate della Scala si sono stupite del suo stile allora è colpa loro, sarebbe come comprare un gelato al limone e dire "diavolo, è acido!". Se, invece, ci sono stati drittoni vogliosi di spendere soldi solo per fischiare Lachenmann, allora viva la ricchezza e l'ignoranza.
Il mio consiglio è sempre quello: se non vi piace questa musica, non ascoltatela e non venite a dire agli altri che voi siete i depositari del sacro fuoco dell'arte e voi soli sapete cosa è bene ascoltare e cosa no.
Membro
A me Lachenmann non dispiace....
Moderatore
Leggo ora le evoluzioni di questa discussione, prima di dire la mia sull'argomento (che spero di fare a breve) vorrei sottoporre quanto segue
Helmut Lachenmann: il mio percorso esistenziale e musicale
Sembra proprio che Lachenmann abbia una grande onestà intellettuale. Quanti compositori oggi vivono ancora nel passato e non riescono ad ammettere ciò che egli dice con profonda naturalezza?
Prima di saltare a conclusioni, si parla del rapporto della musica contemporanea con il mondo della fruizione che, dice Lachenmann, è totalmente fallito.
Membro
Ho avuto modo di ascoltarlo Frank, e devo dire che rileggere la "datata, storicamente finita, legata al suo tempo" lezione di Celibidache proprio da uno come Lachenmann secondo me è una grande evidenza!
Meditate gente, meditate!
Membro
Shark ha scritto:
Ho avuto modo di ascoltarlo Frank, e devo dire che rileggere la "datata, storicamente finita, legata al suo tempo" lezione di Celibidache proprio da uno come Lachenmann secondo me è una grande evidenza!
Meditate gente, meditate!
In effetti ci sono voluti 40 anni per scoprire quanto possa essere inutile, per un musicista, una vita passata a rincorrere la tecnica, il virtuosismo, l'effetto che stupisca, e "suggerisce" di provare a prestare attenzione, ma guarda un po', nientedimeno che ...alla musica.
Dopo la brusca virata di Part, Penderecki, adesso HL ... finalmente stiamo evolvendo
Membro
Quel 40 mi piace Goffredo 🙂. Si potrebbe dire che se nessuno ha mai il coraggio di liberarsi dai lacci e lacciuoli in nome del..."così fan tutti" e quindi siamo costretti tutti a fare come tutti...la musica non la fa più nessuno.
E infatti ... "la musica è morta"
[Celibidache lo diceva già il 31 dicembre 1974, fra poco saranno 40 anni fa...ecco ]
Moderatore
la musica è morta da 40 anni, quindi.
E se me lo dite voi, anime belle, allora devo crederci...
Membro
Sai, penso che Celibidache, Part, Penderecki, Lachenmann siano abbastanza referenziati per essere credibili ... però ognuno è libero di continuare a illudersi come vuole ... se ne ha voglia.
Moderatore
tre delle persone che hai citato sono vive e compongono. Sono la prova vivente che la musica è viva...
Membro
Ma infatti! Come al solito, si ritorna alla soggettività, se questa musica non piace perchè ascoltarla? E soprattutto, perchè continuare a ripetere che non piace? Io non sopporto il metal, non per questo vado di certo in un forum a proclamare che il metal è morto ( poi sai a chi interesserebbe 😃 )
Membro
thallo ha scritto:
tre delle persone che hai citato sono vive e compongono. Sono la prova vivente che la musica è viva...
In effetti il punto non è "che non compongono"...a parte che per Part e Penderecki vale anche come compongono oggi. HL é troppo "fresco"
Membro
Shark ha scritto:
In effetti il punto non è "che non compongono"...a parte che per Part e Penderecki vale anche come compongono oggi. HL é troppo "fresco"
Penderecki mi risulta non scrivere in questo momento per "crisi" artistica, si è pure ritirato dalla commissione di un prestigioso conocorso di composizione (rimpiazzato da Morricone).