pianoexpert ha scritto:
Alcuni strumenti suonano in chiave di do solo per tradizione e non certo per necessità di tessitura. E' il caso della viola, che legge in contralto, ma potrebbe leggere benissimo in chiave di violino, non credi? Che ne dici? ( almeno questo è quello che ti insegnano in Conservatorio!!)
Non vorrei che la questione diventi una di quelle che trattavano all'accademia alessandrina 😉
Il punto è che chi legge è lo strumentista e dovrebbe sapersi muovere in qualsiasi contesto, per cui il problema si sposta su altri 2 differenti ambiti:
- L’estensione nella quale spazia uno strumento decide la migliore comodità di scrittura e lettura, motivazione per la quale esiste il setticlavio … se prendi gli esercizi di solfeggio del Pozzoli (il volume che tratta la materia), noterai delle forti analogie fra scrittura (rigo utilizzato) e destinazione strumentale dei frammenti melodici proposti...anche per carattere.
Ovviamente Pozzoli era un didatta di vecchia scuola … curava anche questi aspetti, ogni melodia è perfettamente eseguibile dagli strumenti che si esprimono meglio in quel registro.
Tornando all’esempio, la viola scende ad una tessitura relativamente grave e scomoda da leggere con 4 o 5 tagli addizionali necessari se si utilizzasse la chiave di sol.
- Il secondo fattore è meno immediato per un pianista, il violoncello ad esempio si può trovare scritto come Basso, Tenore e Violino.
Per quale motivo il do centrale viene scritto con l’una o l’altra chiave? Qui il compositore stabilisce un filo diretto con lo strumentista (almeno nell’orchestrazione tradizionale)
Di solito la chiave di sol viene usata per gli effetti, la chiave di do (in posizione tenore) per le parti cantabili, la chiave di fa (in posizione di basso) per le parti prettamente armoniche.
Nel caso l’interprete trovasse un frammento melodico scritto come se ci fosse un tenore a cantare, allora dovrebbe sapere (e sa) che bisognerà curare maggiormente la cantabilità
😉
Ecco che do3 si2 la2 (dove do3 è il do centrale) possono assumere carattere diverso in base alla chiave utilizzata.
Comunque sia, gli strumenti fini a se stessi sono sempre inutili, qui il setticlavio ha un sacco di applicazioni pratiche … per cui non trovo altra strada che studiare.