ho iniziato a scrivere una sonorizzazione di una poesia, per pianoforte e traccia audio di effetti sonori.
la traccia audio comprende inoltre la declamazione del testo della poesia, recitata direttamente dall'autore. nello specifico, si tratta di una poesia di totò (antonio de curtis).
nel momento in cui mi trovassi ad eseguirla in pubblico, con che tipo di incombenze SIAE mi troverei a che fare?
considerando il fatto che la traccia sonora della poesia, verrà lievemente manipolata con software specifici (considerandola come parte strutturale dell'intera composizione), come si dovrebbe considerare l'opera, al momento del deposito in SIAE?
Quando presenti la registrazione del brano dovresti allegare anche il modulo per l’elaborazione della traccia. In questa fase, pagando un bollettino di una ventina di euro (se ricordo bene), una commissione valuta le percentuali di diritto che poi verranno riconosciuti in caso di introito.
Il processo è abbastanza lungo e prevede che tu presenti l’originale e l’elaborazione, in modo da dargli gli elementi necessari per valutare.
Dovrebbe aver ragione Valchiria, le procedure sono quelle, il problema è che in siae (cosa che ritengo assurda, ma non per loro che ci guadagnano ogni 5 anni belle somme, se moltiplichiamo per tutti quelli che, non iscritti e iscritti usano quella modalità) i testi vengono depositati alla sezione Olaf, opere inedite, e bisogna vedere se al momento in cui Totò la scrisse fu "accorpata" in una sceneggiatura, in uno spettacolo teatrale, dove? E come è stata archiviata in siae, perchè sicuramente ci avrà messo le mani sopra.
G
Gerardo
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Risposta 6 di Gerardo
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ScalaQuaranta ha scritto:
non saprei, non sono molto ferrato sull'argomento.
Però è fonmdamentale. Se la scritta Totò, ovviamente non sono passati 70 anni dalla morte. Per cui serve l'autorizzazione degli aventi diritto o meglio, gli aventi diritto non si lamenteranno mai se segui la procedura standard proposta da Valchiria.