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Tecnica Pianistica E Debussy

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pestatasti

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Risposta 21 di Rotore

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A me il testo di Abbado piace, è molto poetico ... e immagino tagliato per una copertina di un CD, non è e non può avere la pretesa di un trattato di tecnica.

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Risposta 22 di Frank

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Non volevo alzare un vespaio 😵 e sono convinto che a un buon interprete non debba mancare nessun passaggio significativo di repertorio, il discorso vale per Chopin ma pure per i suoi coevi, i suoi predecessori e i suoi successori.

Già i pianisti si smazzano solo 3 secoli di buona musica ... se iniziamo a togliere pure anelli importanti del repertorio...

Il talento a cui fa cenno TheSimon è fondamentale, ma solo dopo una qualsiasi scalata (Chopin o non Chopin) può nasce un nuovo e più bravo interprete...

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Risposta 23 di Thesimon

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Ariccia, RM

Ecco allora diciamo, poetico per una copertina di CD dove si scrivono molte cose anche per darsi un tono e basta.

Parlando di pianisti, anche se Jazz, dire che un Petrucciani non fosse un vero pianista perché non ha eseguito gli studi di Chopin mi sembra proprio come bestemmiare davanti ad una chiesa (Tanto per citare un esempio tra tanti).

Amministratore

Risposta 24 di Thesimon

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Ma quale Vespaio. Quello che stai dicendo è giusto e lo condivido...

Frank ha scritto:

ma solo dopo una qualsiasi scalata (Chopin o non Chopin) può nasce un nuovo e più bravo interprete...

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Risposta 25 di pianoexpert

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rocca di papa

Ok. Ho letto tutto, anche se un po' di fretta. Ho un bellissimo ricordo di Marcello Abbado, quando era Direttore al Conservatorio di Pesaro. Musicista di grande sensibilità e preparazione. Credo che a volte non si debbano pesare le parole. A volte le definizioni escono come un "distillato" del pensiero, che sottintende molte cose. Ora è vero che non tutte le mani possono suonare tutti gli studi in questione. Le mie, in particolare, non possono. 5° dito troppo corto, anche se compensato dalla apertura e lunghezza del pollice. Credo che gli studi di Chopin siano una "pietra miliare" per ogni pianista e credi che si debba avere il dovere, almeno, di esplorarli. La frase che fa tanto irritare Simone non deve essere presa in assoluto. In una presentazione, alcuni concetti sono "forzati" per richiamare l'attenzione ed "esaltare" al massimo l'immagine di alcuni elementi all'ascoltatore. Per gli addetti ai lavori, credo proprio che non debba intendersi in senso assoluto.

Per quella che è la mia opinione, gli studi di Chopin sono fondamentali. Compaiono in un momento in cui l'Autore volta pagina sul pianismo. Il pollce sui tasti neri, il quarto che scavalca il quinto, il quinto che suona due note consecutive scivolando da un nero ad un bianco ecc... cose mai viste prima di allora. I suoi studi non aiutano a capire solo le sue innovazioni tecniche, ma aprono un fronte sul pianismo moderno. Sono ancora attualissimi, anche dopo quelli di Listz e di Debussy ( difficilissimi!!!!). Gli studi di Chopin sono essenziali ed esaurienti. Godowsky ha riscritto gli studi, esasperando le difficoltà.....forse eccessivi e non equilibrati. Provate a guardarli!

Auguro a tutti di poter apprezzare e "mettere mano" su questo gioielli del nostro patrimonio pianistico ed ascoltare alcune insigni interpretazioni. Quella di Pollini eccellente!!!!! Si disse : "le sue mani sembrano nate per eseguire gli studi di Chopin". Una grande interpretazione che possiedo in vinile è quella del grandissimo e compianto Dino Ciani, eseguite a casa sua e incise da un amico!!!!!! Fantastica!!!!! Io ho avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo, in un concerto del passato, in cui erano inseriti sei studi di Chopin. Aveva una grande facilità di esecuzione e una grande naturalezza.

E poi non vorrei chiamarli Studi. Sono delle grandi composizioni musicali pianistiche che codificano tuttociò che è nel pianismo di Chopin.

Bene. Buono studio...anzi buoni Studi!!!

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Risposta 26 di tgdigit

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pianoexpert ha scritto:

... 5° dito troppo corto, anche se compensato dalla apertura e lunghezza del pollice. ...

Trovo molto interessante questo passaggio, ti andrebbe di esporre più in dettaglio?

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Risposta 27 di Thesimon

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Ma io non mi irrito affatto per una cosa del genere e comunque ognuno pensa quello che vuole. Mi sembra però una frase messa lì solo per fare scena fine a sé stessa. Se fosse vera quella frase significherebbe che solo chi ha eseguito gli studi di Chopin è un pianista, ne segue che se non fossero esistiti gli studi di Chopin nessuno sarebbe diventato un pianista ? Questa non è opinione personale, è logica e la logica è innegabile per questo mi impunto su questa frase. Condivido pienamente tutto il resto del commento di Abbado ma non quella frase che è assurda. Se dunque fosse stata scritta per fare scena, come io credo che sia, ok ci sto e prendo la cosa con la leggerezza dovuta ma se avesse scritto quella frase con convinzione la cosa è logicamente assurda !!

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Risposta 28 di pianoexpert

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L'apertura del pollice può compensare la non lunghezza del 5°, ma si crea comunque scompenso tra il 4° e il5°.

Per Simone: Ho detto "irrita" per modo di dire. So benissimo quanto tu sia attento alla sostanza. Una volta mi trovavo a Positano in un albergo bellissimo. Il proprietario mi chiese: " Avete mai mangiato al nostro Ristorante? ( da leggersi con la dovuta dolce intonazione salernitana). Io risposi: No. E lui replicò: "...E allora non avete ancora assaggiato il meglio!!!! Io rimasi simpaticamente colpito dalla frase- reclame che, apparentemente, escludeva la dedizione e la preziosa competenza dei rimanenti ristoratori d'Italia.....e prenotai. Eccezionale!!!!!

Certo, però, che quel Ristorante non è e non sarà sempre un riferimento assoluto, ma conobbi nuovi piatti, cucinati in modo particolare.

La frase fece effetto. L'effetto corrispose alle aspettative. ...Però si può anche mangiare in una buona trattoria casareccia.

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Risposta 30 di pestatasti

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Rotore ha scritto:

Mi spiace per lui ma oggettivamente sarà sempre un mezzo pianista semplicemente perchè un buon 40% del repertorio non potrà suonarselo ... Chopin sarebbe il meno dei mali 😉

Meglio si orienti verso il repertorio antico, quasi quasi meglio che faccia il cembalista

Questa si che è criticabile. Le donne allora, che hanno mani più piccole, dovrebbero considerarsi geneticamente meno dotate degli uomini? In realtà ci sono ottimi pianisti con mani piccole (ricordo una ragazzina che pur avendo cominciato a suonare dopo di me eseguiva lo scherzo n. 2 di Chopin quando io lottavo per imparare l'improvviso op. 90, n. 2 di Schubert) e ottimi clavicembalisti con mani grandi.

Quanto a Chopin è vero, purtroppo, che lo suonano quasi tutti e quasi tutti lo "sfoggiano" come un "cavallo di battaglia" salvo poi andare in crisi di fronte, ad esempio, ad una sonata di Scarlatti.

Quanto alle parole di Abbado riterrei che fossero motivate, più che altro, da intenti commerciali (infatti, come ci conferma questa discussione, per la stragrande maggioranza dei pianisti esiste solo Chopin, e suonare significa suonare Chopin).

Nel prendere atto che l'unico che ha detto qualcosa su Debussy è TheSimon, vorrei chiosare sul rapporto tra tecnica, doti fisiche, studio e talento con una frase che credo di aver letto in un saggio di scrittura creativa:

"nelle scuole di calcio bisogna rimproverare chi calcia di punta; eppure Maradona sapeva far gol anche di punta".

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Risposta 31 di Lestofante

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Leggo solo ora il topic

pestatasti ha scritto:

l'unico che ha detto qualcosa su Debussy

....l'oggetto del topic però invita a parlare di tecnica pianistica...mi sfugge se Debussy ha scritto pure studi, domanda ingenua ma sincera.

pestatasti ha scritto:

"nelle scuole di calcio bisogna rimproverare chi calcia di punta; eppure Maradona sapeva far gol anche di punta".

Forse maradona sapeva segnare anche di natica...magari trattava la punta del piede come il collo 😉

Diciamo che non tutti hanno i piedi di Maradona e dubito sia andato a scuola calcio, se non per tenere un corso 😉

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Risposta 32 di Thesimon

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Lestofante ha scritto:

Leggo solo ora il topic

....l'oggetto del topic però invita a parlare di tecnica pianistica...mi sfugge se Debussy ha scritto pure studi, domanda ingenua ma sincera.

Oggetto: tecnica pianistica e Debussy

Se avessi letto l'autore del primo post richiedeva il giusto approccio tecnico per affrontare le estampes di Debussy. L'autore del secondo post ha poi ampliato la domanda chiedendo se si potesse arrivare al livello tecnico necessario per le estampes senza essere passati per gli studi di Chopin e Liszt.

Forse maradona sapeva segnare anche di natica...magari trattava la punta del piede come il collo 😉

Diciamo che non tutti hanno i piedi di Maradona e dubito sia andato a scuola calcio, se non per tenere un corso 😉

Bhé... Dare due calci ad un pallone e suonare il pianoforte non è proprio la stessa cosa. Non mi risulta di aver mai sentito parlare di nessun talentuoso del pianoforte che nonostante il suo talento non sia stato a scuola. Forse per il calcio non c'é bisogno. Non lo so, non amo il calcio e non ci ho mai giocato se non per tirare qualche pallonata :-)

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Risposta 33 di pianoexpert

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Certo che Debussy ha scritto degli studi. Difficilissimi e bellissimi. Tutt'altro sono les Estampes, bellissime. Trovo commovente la seconda "soiree dans Grenade", che evoca la Spagna in modo impressinante....anzi "impressionistico" 🙂 ...Eppure Debussy non mise mai piede in Spagna, pensate!!!!

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Risposta 34 di Lestofante

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Grazie Paolo 😉

Ho scoperto che pure Brahms ha scritto studi, ma quante bisogna saperne al mondo ... oggi?

Non è che anche Debussy, come Chopin, si è scritto gli studi per arrivare preparato ad eseguire i propri brani? Questa sarebbe un ottima risposta per pestatasti 😉

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Risposta 35 di Lestofante

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TheSimon ha scritto:

Non mi risulta di aver mai sentito parlare di nessun talentuoso del pianoforte che nonostante il suo talento non sia stato a scuola.

... Wagner?

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Risposta 37 di Lestofante

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TheSimon ha scritto:

Ok come Maradona e quanti altri ?

A parte che rispondevo a PestaTasti, è lui che ha proposto la metafora calcistica.

Resta il fatto che il tuo assunto era: "Non mi risulta di aver mai sentito parlare di nessun talentuoso del pianoforte che nonostante il suo talento non sia stato a scuola."

Uno è saltato fuori...magari se cerchi..vedrai che c'è pure qualcun altro 😉

Comunque io ho capito il tuo discorso, infatti il mio primo post andava proprio a dire che c'è chi può permetterselo e chi meno. Quelli meno sono pochissimi, ma sono esistiti 😉

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Risposta 38 di stefano

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Anche a me quell'affermazione sembra solo un frase detta per fare scena. Interessante poi il pensiero di pestatasti... E le donne allora ?? Sono quasi tutte mezzepianiste ? A quel punto sconfineremmo nel maschilismo.

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