anche ai tempi avevo messo una discussione sul tema.
Il progetto definitivo si occupava di Teatro musicale vocale non verbale di fine '900. Ovvero, quanto l'assenza o la riformulazione radicale del rapporto tra musica e testo potesse influire sulle drammaturgie del teatro musicale di fine '900. E' possibile un teatro musicale non verbale? Quali sono le sue forme? C'è un sistema coerente tra le varie, singole poetiche? Il non verbale è di per sé un'esaltazione del corporeo, come nella storia del teatro, o un'esaltazione dello spirituale, come nella storia della musica? Per parlare di questi temi avevo proposto di analizzare esempi tratti dalle opere di Meredith Monk, Georges Aperghis e Salvatore Sciarrino.
Ora il progetto non mi piace più semplicemente perché mi sono reso conto che era molto dispersivo, potenzialmente lunghissimo. Rispetto agli esempi, tutti e tre i succitati autori hanno scritto molto. Su Sciarrino, poi, si E' SCRITTO molto. Avrei sicuramente passato il primo anno a togliere roba, a circoscrivere l'argomento. Lo sapevo anche ai tempi, ma puntavo sull'effetto :-) come immaginavo, infatti, nessuno in commissione conosceva né Aperghis né la Monk... ed infatti mi hanno criticato la bibliografia perché non c'erano testi che parlassero di Berio (?!)