Si ok, ma lui ha "la mano"e non è sicuramente all prima esperienza di accordatura, può permettersi di assestare la caviglia anche così. Secondo me finché non si acquisisce la sensibilità giusta bisogna limitarsi ai movimenti semplici, tiro, distendo la corda col martello, cresco leggermente e torno in tono, bisognerebbe cambiare anche di posizione la chiave a seconda della durezza della caviglia.
Suggerirei una chiave mento inclinata possibile e non alta, col "becco" corto.
Nella pratica ci si troverà poi con caviglie che vanno a scatti, con caviglie molli, con caviglie durissime...insomma bisogna acquisire una certa sensibilità, poi ognuno ha la propria tecnica purché non si vada a stressare troppo la caviglia perché non è un vantaggio per la sua stabilità.
Intendo che si tira la corda in modo che cresca (senso orario) e poi si ritorna alla giusta altezza (senso antiorario) lentamente, cercando di far distendere la corda a colpi di martello.
Muoverla quel che basta, certo, possibilmente senza strattoni e in maniera continua.
Una volta che credi di aver fatto si suona la nota forte e si verifica che rimanga stabile, diversamente significa che la caviglia non è stata fissata bene e che il pianoforte si scorda appena va via il tecnico.
Poi la pratica insegna che ci sono diversi piccoli movimenti della chiave e diverse posizioni ma è bene iniziare dalle cose ovvie, di base la caviglia è fatta per ruotare in un buco con un certo attrito.
Condivido tutto quello che giovannig ti suggerisce. L'accordatura è cosa complessa. In pianoforti diversi, la situazione è diversa. Il leggero molleggio deve essere gentile. io preferisco fare meno movimenti e non sollecitare troppo il foro. In Casa Steinway sconsigliano il molleggio. Ho visto alcuni Steinway che hanno sofferto questa pratica. Potrebbe favorire l'ovalizzazione e il cedimento precoce del foro....comunque ..opinioni. Giusto anche il suonare forte. Accordare forte, assestare fortissimo, ascoltare piano. Così, siamo tutti d'accordo, la corda si muove bene in tutta la sua lunghezza, chiamando a se anche la parte oltre il ponticello. Sentire un accordatore che accorda "sottovoce", significa non assistere ad una accordatura!
Per mia opinione conviene comprare una buona chiave....non è detto che in futuro tu non ti appassioni all'accordatura. Intanto, magnalf, comincia a tirare su quelle corde che ti danno fastidio....a poco a poco scoprirai altre cosucce! Naturalmente questi piccoli suggerimenti non valgono per giovannig, che sento ben ferrato in materia teorica e pratica. La ricerca è fondamentale alla comprensione. E tutti noi possiamo scambiarsi delle nozioni, solo nozioni. La conoscenza viene fatta nostra con l'accedere all'esperienza. Nozione+esperienza= conoscenza
Farò tesoro di questi vostri consigli riguardo l'accordatura, l'argomento mi intriga sempre più, magari aprirò una discussione nella sezione appropriata, così spero di coinvolgere anche altri amici.
Ma tornando alle mie cordicelle, ho appena finito di incollarle sulle forcole. La notte per asciugarle bene e domani le monterò.
Ho trovato un cordino di cotone di sezione uguale in merceria, solo che è un cordino ritorto mentre l'originale è un cordino tubolare a fili incrociati. Pensate possa essere un problema?
Ho già fatto foto che manderò domani a lavoro completato. Non le ho cambiate tutte, come avevo detto, ma solo quelle rotte,(14). Sono riuscito a smontare solo i martelli interessati. Poi le riparerò di volta in volta, anche se prevedo che presto dovrò mettermi al lavoro, infatti dà quando ho iniziato la discussione se n'è aggiunta già un'altra.
Pensavo di doverli smontare in modo sequenziale fino ad arrivare a quelli interessati perché avevo poco spazio tra un martello e l'altro per inserire il cacciavite. Ma mi sono modificato un cacciavite che mi ha permesso di sfiorare la leva di scappamento ed accedere alla vite di fissaggio del martello.
Certo che a ripararle tutte 88 in modo meticoloso, come penso di aver fatto, ci vorrebbero circa 30/35 ore. Un professionista forse meno. Ma quanto mi sarebbe venuto a costare se lo avessi fatto fare?
Guarda io da poco ho ripristinato delle mollette di sospensione sul cavalletto per un Feurich di mia proprietà, erano state tolte per appesantirlo (si tratta di rimuovere il cavalletto, inserire il perno lo la cordina che tiene la molla poi rimontare il il cavalletto e scaricare la molletta per avere il giusto peso di discesa... ci ho impiegato 8 ore...un lavoro noioso più che faticoso, quindi un tecnico può chiedere quel che vuole!
Mi sembra un lavoro ottimo. Il cordoncino usato va benissimo.Bravo. Mi fa sempre piacere quando riesco ad incoraggiare qualche amico a provare possibili lavori sul pianoforte. Tuttavia bisogna sempre rispettare l'esperienza e la competenza di Tecnici preparati che, se coscienziosi, ben si pongono al servizio dello strumento. Complimenti
Ho dimenticato di documentare un particolare che mi sembra interessante. Mentre ho smontato i martelli, sue due ho trovato una cartina attaccata alla forcola posizionata su un lato, che si posiziona tra forcola e telaio quando il martello è montato.
Non ho una foto, non ho pensato subito che fosse importante, ma provvederò.
Mi sono assicurato di non rimuoverla, anzi una delle due, che era parzialmente staccata, l'ho fissata con un velo sottilissimo di colla.
Per un esperto sarà ovvia la sua funzione, ma per un neofita come me posso solo intuirne l'uso.
Ma prima di esprimermi vorrei sentire una vostra autorevole spiegazione. Io dovrei tirare in ballo la leva di terzo genere per spiegarlo.
Serve per correggere la direzione del martello. Tutti i martelli devono essere paralleli durante la corsa e con le cartine si riesce a correggere eventuali deviazioni, con la cartina a destra la direzione si corregge verso sinistra e vice versa.
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