Lestofante ha scritto:
A proposito, qualcuno saprebbe dirmi qualcosa su questo famoso Valzer? In che fase della sua vita l'ha composto, perchè l'ha composto, etc? Insomma, qualsiasi cosa che possa aiutare per l'interpretazione...
Ne avevo già parlato in passato, mi sento di non smentirmi troppo 😃
In generale i Valzer si presentano in forme svariate, e si fanno ammirare soprattutto per la raffinatezza dei temi e la ricercatezza della scrittura.
Ovviamente Chopin li pensò come brani puramente musicali, non perché fossero ballati da i membri di quella buona società parigina della quale faceva parte egli stesso, ma che non amava. Tra i momenti più efficaci dei valzer maggiori vi sono sicuramente le code, in cui Chopin condensa le idee tematiche della composizione.
Sulle date c'è molta nebbia, sicuramente alcuni li scrisse durante il periodo in cui Chopin frequentava costantemente i salotti aristocratici parigini principalmente per farsi conoscere come concertista e compositore (come sicuramente l'op.34 n. 2).
I Valzer sono un pò il tributo che Chopin dovette pagare al costume musicale del suo tempo e all’ambiente della città che aveva scelto come sua seconda patria. Ma, geniale musicista qual era, assorbì l’atmosfera dei salotti e la trasferì nei suoi valzer, senza però dimenticare di essere un compositore polacco.
E' vero! Vi trasferì la grazia, l’arguzia, la civetteria, l’eleganza parigina, ma nobilitandole con la sua arte.
Mi verrebbe quasi voglia di dire che in un certo senso le Mazurche le scrisse per sé ed i Valzer per il suo pubblico. Egli li suonava spesso nei salotti, ma è curioso notare che non è possibile danzare su alcuno di essi. Sono tutti o troppo veloci o troppo lenti; infatti uno degli obiettivi principali era quello di vendere musica suonabile ai molti pianisti dilettanti che frequentavano le serate mondane ... se adesso mi leggessero gli sfegatati di GA sarei a posto 🙂
Tornando allo specifico dell'op. 64 n. 2, dire che ha un carattere tranquillo e melanconico, con un tema dal tono triste ed accorato inframmezzato da frequenti sospiri e marcato dalle variegate appoggiature disegnate dalla melodia. La struttura è AB CB AB, in cui l’elemento B costituisce una sorta di commento in sestine discendenti, assumendo ad ogni ritorno una maggiore pregnanza nostalgica. Magica l'apparizione dell’elemento C in re bemolle maggiore: un’oasi di pace, naturalmente avvolta in un clima onirico che ben presto svanisce per lasciar posto alla più sconsolata realtà.
Interessante l'indicazione di tempo: "Tempo Giusto", secondo voi come andrebbe interpretato?
Inoltre questo valzer potrebbe essere visto come complementare all' op. 64 n. 1 ricco di frizzanti arabeschi che, fra l'altro, sembra quasi che prendano vita dall'ipnotico tappeto armonico del notturno Op 9 n.2. Nonostante l’estrema brevità, sono qui condensati numerosi atteggiamenti espressivi, dalle scale iniziali (peraltro increspate da nostalgici cromatismi) alla cantabilità spiegata dell’episodio centrale.
Non sarebbe male suonarli in successione, prima l'op 64 n.1 e poi il 2 e un musicista che stimo molto suggerirebbe anche "preceduti dall'op.34 in la min e seguiti dal postumo in mi minore che inizia con l'introduzione arpeggiata in mi minore con i re e fa diesis intercalati all'accordo"
Veramente fenomenale.