Accordatura

"accordatura Clonata"?

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forte

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Risposta 21 di riccardoM

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Queste sono le tue argomentazioni

TheSimon ha scritto:

Guarda caso però si continua ad accordare ad orecchio o tramite software che calcolano la disarmonicità. Credete veramente, con tutto rispetto, che questi scienziati non avessero già pensato alla vostra soluzione oppure ritenete davvero che abbiate inventato un nuovo metodo di accordatura ?

Le somme tiratele voi...

l'argomentazione e': e' cosi' perche tutti hanno sempre fatto cosi'.

Ti ho chiesto di dirmi come la disarmonicita' vari nel tempo e non hai risposto.

Il maestro Ferrarelli ha detto che il metodo suggerito all'inizio e' fattibile disaccoppiando il problema dell'assestamento delle caviglie.

Il tuo atteggiamento e' stato intransigente e offensivo lasciando intendere che siamo dei pidocchiosi che vogliono risparmiare pochi euri e che non sappiamo niente ne di fisica ne di software.

E ora ti invito a dirmi dove ti ho offeso.

E ti riinvito a rispondere sulla evoluzione nel tempo della disarmonicita' di un singolo pianoforte perche' e' qui che si gioca tutto il problema.

Anzi invito chi sia interessato all'argomento visto che la tua posizione e' gia stata chiarita innumerevoli volte.

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Risposta 22 di Thesimon

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Mi parli tu di argomentazioni ? Ho scritto due pagine che motivano la variazione di disarmonicità ad ogni accordatura e continui a dire te che finora ha solo detto: "si, si può fare come dico io" senza scrivere uno straccio di formula e senza motivare nessuna delle tue scelte ?

Con Paolo abbiamo parlato a lungo di questa cosa ed ha espresso i miei stessi dubbi, e comunque non mettiamo in mezzo persone che in questo momento non possono rispondere visto che sarà fuori fino a dicembre.

Il mio atteggiamento è intrasigente ed offensivo ?

Ps se a te la tecnologia da da mangiare a me fa pure offrirti da mangiare

ma chi C***o ti credi di essere ???

Vai vai, vai a casa !! Qui di troll ne abbiamo avuti anche troppi... Ed io non sono più disposto ad essere comprensivo con nessuno.

Ciao ciao

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Risposta 23 di pianoexpert

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Invito tutti a moderare i toni! Qui si può dire tutto e il contrario di tutto..certo senza esagerare nei toni e nei giudizi altrui. Io sento molto spesso cose che contrastano con le mie convinzioni e mi arrivano come pietre. Però cerco di approfondire e vedere perchè siano così lontane da me. La ricchezza dello scambio sta in questo, e anche se qualcuno di noi asserisce con forza, bisogna accettare, magari, per il momento, senza condividere. La Scienza, dico la Scienza...ha persino rivisto i principi di Newton!!!!! Può darsi che un giorno gli strumenti si autoaccorderanno...può darsi che forse noi pianisti non suoneremo più con le dita ma col pensiero.Non sappiamo. Il padre di mia nonna prometteva a Lei il secondo gelato...."quando le carrozze cammineranno senza cavalli"....Quel giorno è venuto presto....i cavalli li abbiamo messi nel motore e non li portiamo più a bere!!!!!! Ad Majora Amici

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Risposta 24 di Thesimon

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Scusami ma non sono d'accordo Paolo. Qui si può dire tutto e il contrario di tutto, ok... L'importante è che lo si dica senza sentirsi superiori ad altri, argomentando le proprie idee in modo pacifico e rispettoso. Con Thallo, tanto per portare un esempio, ci siamo beccati tante volte, e lo stesso hanno fatto altre persone. Nessuno di noi è però mai sceso ad insulti o snobbismi di nessun genere nonostante molte volte le discussioni si siano fatte anche molto animate, e tutto finisce sempre con un'emoticon sorridente, tanto per non dire, un sorriso; ecco perchè poi si vengono a creare rapporti di stima reciproca tra persone che magari si scannano a colpi di idee ed argomenti ma che mai e poi mai si insulterebbero. Questo è alla base dei rapporti sociali tra persone. Ritengo che di fondo debba esserci sempre il rispetto reciproco. Io non ammetto certe posizioni, non ammetto snobbismo di qualcuno verso qualcun altro, non tollero gli insulti in modo categorico, pena: ban immediato ! È successo anche altre volte, lo sappiamo bene. Siamo in un forum, come nella vita reale, gente che va, gente che viene...

Rispetti le regole ? Sei ben accetto. Non rispetti le regole ? Vai fuori dalla comunità.

Molte persone si sono congratulate con noi in messaggi privati che ho ricevuto perchè qui non pensiamo alle persone come numeri, l'ultima è successa proprio oggi. Non posso fare nomi ma chi vuole può uscire allo scoperto. Ecco, io non voglio che in questo posto il primo che capita possa mancare di rispetto ad un'altra persona ed è lo stesso motivo per il quale tutti i giorni mi leggo i post di tutti e ricevo avvertimenti su posta privata o segnalazioni.

Forse una cosa che ci distingue dagli altri forum può essere anche questa: il controllo.

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Risposta 29 di Francesco68

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Marino (RM)
Il ‎11‎/‎11‎/‎2012 alle 19:55, riccardoM ha detto:

Queste sono le tue argomentazioni

l'argomentazione e': e' cosi' perche tutti hanno sempre fatto cosi'.

Ti ho chiesto di dirmi come la disarmonicita' vari nel tempo e non hai risposto.

Il maestro Ferrarelli ha detto che il metodo suggerito all'inizio e' fattibile disaccoppiando il problema dell'assestamento delle caviglie.

Il tuo atteggiamento e' stato intransigente e offensivo lasciando intendere che siamo dei pidocchiosi che vogliono risparmiare pochi euri e che non sappiamo niente ne di fisica ne di software.

E ora ti invito a dirmi dove ti ho offeso.

E ti riinvito a rispondere sulla evoluzione nel tempo della disarmonicita' di un singolo pianoforte perche' e' qui che si gioca tutto il problema.

Anzi invito chi sia interessato all'argomento visto che la tua posizione e' gia stata chiarita innumerevoli volte.

Buongiorno,

L'accordatura non e' una procedura particolarmente semplice in quanto, come detto da Paolo Ferrarelli, e' particolarmente difficile stabilizzare le caviglie in modo che lo strumento regga l'accordatura nel tempo. Personalmente, pur non essendo un accordatore professionista, procedo semestralmente all'accordatura del mio pianoforte con un accordatore elettronico per pianoforte (Tunelab), che misura ed utilizza l'inarmonicia' delle corde.

Inoltre, la complessita' del processo di accordatura e' anche determinata dal fatto che le frequenze di accordatura cambiano non solo in relazione alle caratteristiche fisiche dello strumento (inarmonicita' ed eta'), ma anche in relazione alle condizioni ambientali al momento dell'accordatura (umidita' e temperatura). Cio' rende piuttosto difficile/impossibile la riutilizzazione di frequenze registrate in precedenza. Quindi, anche se si utilizza un accordatore elettronico dotato di meccanismo per la valutazione dell'inarmonicita', nel caso in cui poche corde perdano la frequenza, occorre quasi sempre procedere all'accordatura dell'intero strumento. Invece, un accordatore professionista riesce a sintonizzare le corde non stabilizzate ad "orecchio".

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Risposta 30 di Thesimon

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A distanza di 5 anni dalla data di creazione del post torno a dire che se queste procedure esemplificate per accordare il pianoforte fossero state attuabili, i tecnici accordatori forse sarebbero stati i primi ad attuarle, soprattutto per risparmiare tempo e quindi per guadagnare di più. Ovviamente un conto è accordare 2 pianoforti al giorno, un altro conto accordarne 8 (ammesso che ci siano ancora questi volumi, e sono quasi convinto che non ci siano più). 

Ci sono anche altre variabili di cui non abbiamo parlato come tutti i discorsi psicoacustici. Con Paolo Ferrarelli ad esempio non ci troviamo mai d'accordo sugli estremi acuti che, come li sente lui me li accorda sempre troppo crescenti rispetto a come li sento io. Ma se li accordo io lui ovviamente li sente calanti. Il problema è che sopra e sotto certe frequenze subentra la soggettività psicoacustica che è anche funzione della pressione sonora. In particolare suonando più forte agli acuti si ha l'impressione di ascoltare un suono ancora più acuto di ciò che è realmente e diviene molto difficile accordarli, tanto è vero che l'accordatore per accordare gli ultimi tasti cerca più volte, rispetto alle ottave precedenti di rifarsi al suono dell'ottava più bassa. 

Per quanto concerne la disarmonicità invece, questa varia in funzione di molti parametri e basta un niente per modificare la spartizione dell'ottava (che è il punto di partenza) e dunque l'errore si propaga anche su tutte le note delle altre ottave. 

Argomento estremamente delicato quello dell'accordatura, ma ognuno ovviamente è liberissimo di sperimentare ciò che vuole sul suo strumento...

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