lidevosvuotare27, eri partito bene, e ti ora ti sei bruciato in un attimo.
Il problema non è nella sostanza ma nella forma, nel modo in cui hai espresso il tuo pensiero.
Chi mi conosce sa che non sono molto diplomatico, però quello che ti hanno scritto alcuni utenti non è poi così scandaloso,
intendo soprattutto il far riferimento ad un modo di fare musica (comporre in questo caso) che si, può essere frainteso, e in questo mi trovi in parte d'accordo, definendolo come un "modello" sorpassato, prendendo come spunto di "riflessione" il fatto che al giorno d'oggi scrivere in un determinato stile (e se è a questo, ma in modo preciso e definito che si intendeva andare a parare, non hanno tutti i torti quelli che ti hanno risposto) è un pò sorpassato, se il risultato (non il fine che ci si propone) è quello di riproporre un modello che già conosciamo.
Anche io non sono d'accordo sul fatto che si usa fin troppo spesso questa frase "se poi uno compone in un modo tale che i lavori sono la brutta copia di quello che faceva Mozart ecc...", tanto per fare un esempio, perchè non è detto, uno può anche comporre senza prendere (anche se in parte può esserne influenzato o meno, poco o tanto) uno o più compositori a modello, e fare comunque quello che gli piace e si sente soprattutto, senza per questo definirsi (quando accade) uno che ha uno stile personale che non fa riferimento a qualcuno in particolare, perchè è comunque difficile, non è impossibile, ma è difficile essere immuni da tutto, anche inconsciamente. Detto questo, pensa cosa sarebbe successo se qualcuno ti avesse risposto come hanno risposto a me alcuni in un altro forum qualche anno fa, dicendo anche che quello che scrivevo (e tutt'ora scrivo penso) non aveva senso, che nella scala gerarchica di chi lo ha detto è all'ultimo posto dopo la musica (da lui definita) bella e brutta.
E' inevitabile che ora qualcuno (laboratori a parte) ti chiederà di far ascoltare qualcosa, perchè quando si parte da alcuni presupposti, la diplomazia scema leggermente e subentra un pò di "insofferenza".
Ripeto, non lo dico per giustificare te, ma neanche gli altri, ognuno ha i suoi motivi per affermare certe cose, però la domanda principale che potrebbe essere posta ora è, per quale motivo vengono chiesti dei consigli, magari approcciando in modo empatico e tranquillo, se poi appena qualcuno inizia, non ad offendere, ma a dire la sua senza che questa sia legge o l'unica modalità per vedere e comrpendere le cose, entra in gioco questa insofferenza e in parte si nota, nervosismo? Allora o si parte subito incazzati e si affermano cose nelle quali si crede, anche se ci si scontra con tutti, oppure non "conviene" partire in modo "docile" e poi rivelare una presa di posizione cosi ferrea.
Io fino a qualche anno fa non avevo molta simpatia per le regole, questo è stato dovuto anche a persone che ho incontrato nel mio "esilissimo" percorso, che in realtà non è neanche un percorso musicale,
persone che, a differenza di altre che hanno mostrato passione e mancanza di pregiudizi, o comunque idee troppo radicate e personali, si sono basate, un pò come dici tu, su alcune nozioni e niente di più, magari parlando in base a qualcosa che è stato loro insegnato ma non hanno approfondito, rimanendo convinti di tali affermazioni, idee, preconcetti, idealismi, ecc..Poi anche dopo alcune mazzate, ho sentito sempre più il bisogno di capire, cosa sempre più difficile perchè il momento giusto è andato, e te lo senti, però non è che per questo motivo non scriva come mi senta di fare, lo faccio avendo però l'accortezza di cercare di contemplare il bisogno personale con un minimo di concretezza tecnica, per quello che posso.
Guarda, a me non interessa se mi viene detto che è triste scrivere in un modo che altri compositori hanno già portato ai massimi livelli, si vede che oltre ora o per sempre, non posso e non potrò fare, questo non vuol dire che uno si accontenta, ma che questo sente di fare, per cui capisco quello che intendi, e quello che intendono in molti, solo che in alcune persone prevale il raziocinio, in altre l'istinto 8che a molte sta sulle scatole), poi c'è il vissuto personale, il proprio percorso di vita, e queste sono cose che influenzano tutto quello che si pensa, si dice e si fa.
Per quanto mi riguarda la cosa più difficile, anche se alcune cose forse non si sapranno mai, perchè se per tanti motivi, non puoi migliorare, non potrai sapere se una cosa saresti stato in grado di farla o meno, farla bene o meno, farne un capolavoro o meno, è accettare i propri limiti, io sono uno che li ha accettatti a forfait, e questo significa che come dicevo poco fa, non saprò mai dove sarei potuto arrivare, l'unica consapevolezza che ho è che non riesco a studiare come vorrei, e il tempo si dilata in modo impressionante rispetto a chi riesce e può, la mia non è una lamentela, è un dato di fatto perchè io vivo la mia vita e so come è, gli altri hanno la loro.