Cari Armando e Luigi, ho letto con molto interesse l'articolo e fra le altre cose, mi ha colpito il fatto che si afferma che i primi abbozzi del Cristo sul Monte degli Ulivi risalgono all'autunno del 1802. Più sotto si dice che lo stesso Beethoven affermò però che per comporlo ci mise 14 giorni e dunque, almeno teoricamente, i conti non tornano. A me risulta che le cose siano andate invece in questa maniera:
Emanuel Schikaneder, meglio famoso per aver scritto il libretto del Die Zauberflöte di Mozart, fu il direttore artistico del principale e più grande teatro di Vienna: il Theater an der Wien - già Theater auf der Wieden – dove si eseguivano opere per un pubblico borghese che prediligeva opere divertenti e in lingua tedesca. Tuttavia, fin dal 1802, si fecero strada le Opere francesi di Luigi Cherubini e André Grétry, eroiche, drammatiche e con molta musicalità. All'inizio del 1803, Schikaneder, propose a Beethoven di comporre un'opera tedesca per vedere di arginare questo fenomeno. Nel contratto si offrì a Beethoven e al fratello Karl, di domiciliarsi in un appartamento di servizio del teatro al secondo piano, in qualità di compositore del medesimo. Beethoven accettò e, il 22 gennaio, era già lì accasato, come apprendiamo dalla lettera 125 all'editore Breitkopf & Härtel. Oltre alla dimora il contratto gli concesse la possibilità di avere un'accademia a suo beneficio.
Il libretto dell'opera, naturalmente, fu lo stesso Schikaneder ad offrirlo al compositore e si trattò
. Guardò Beethoven o non lo guardò il libretto? Sicuramente, comunque fosse, lo mise da parte: quello che in realtà a lui interessò in quel momento, fu organizzare al più presto l'Accademia per poter guadagnare al più presto del denaro, di cui fu sempre a corto.
Nel tempo che va fino alla data dell'Accademia – il 5 aprile – la corrispondenza dei fratelli Beethoven, fu incentrata con Breitkopf & Härtel e, ancora ci fu una coda che riguardò la pubblicazione dell'
che si chiarì definitivamente.
Il programma dell'Accademia fu deciso assai rapidamente e si optò, ovviamente, per le novità orchestrali: “
e il “
con l'aggiunta, però, anche della
. Fu importante però mettere in risalto anche il nuovo ruolo che Beethoven ebbe da
Schikaneder e dunque, bisognò comporre qualcosa che sfruttasse il coro del teatro.
Dal 1790, a Bonn, Beethoven, non aveva più composto musica vocale con cori e voci soliste e, dunque Vienna non lo conosceva per nulla, sotto questo profilo. A marzo, Beethoven scelse il tema e si trattò di un Oratorio, quello che diventò dopo vari rimaneggiamenti il “
”. Per l'organizzazione, ancora una volta e come sempre, furono gli amici del compositore ad interessarsi e Beethoven decise solo il prezzo del biglietto, anche perché proprio in quel periodo, il fratello
Karl si ammalò di una grave malattia e il compositore si dovette occupare di lui.
Ora, cari miei, il fatto che gli abbozzi risalgano all'autunno 1802, mette in crisi un po' il tutto e visto che nel mio blog sto scrivendo una biografia beethoveniana legata alle opere, vorrei comprendere esattamente invece come andarono le cose.
Grazie in anticipo