Musica Classica

Celibidache Musica e veritÃ

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Risposta 23 di LucaCavaliere

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Sono "un po' " d'accordo con Celibidache (intendo Celibidache.... Herr Direktor)

La biografia a sussidio della comprensione della musica è una grande tentazione.

In parte conoscere la vita del compositore nel periodo contingente di una composizione è interessante.

Ma... 

la musica - l'opera musicale - è sempre qualcosa 'di più', un po' "al di là", oppure "al di sotto", dei meandri e dei casini della vita.

L'opera musicale composta e finita (ma anche ogni poesia e ogni opera di qualsiasi arte) è quel prodotto dove c'è il meglio di chi la creò.

Questo 'il meglio' non è però falsità o menzogna solo perchè l'artista ha le sue tare umane, psicologiche, sociali, comportamentali (alcolismo, avarizia, misoginia, asocialità, arrivismo...)

A mio avviso, questa dinamica strana è il miracolo dell'Arte: acqua buona che esce da una fonte impura.

[ personalmente lo vedo anche come un incoraggiamento... come dire: anche se non sei er mejo come persona, qualcosa di buono lo combinerai ]

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Risposta 24 di Celibidache

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Da qualche passaggio noto qui e là questo punto di vista sugli eventuali disturbi comportamentali o sulle cattive abitudini degli autori.

In pratica è come se essere asociali, misantropi, o depressi e alcolisti, oppure sputacchiare ovunque ci si trovi, possano rendere "impura" una persona.

Comprendo che qui da noi, in Italia, a partire dall'età evolutiva, la conoscenza della propria persona e del proprio essere sia il nuovo tabù, la nuova cosa da nascondere e da irridere all'occasione (come lo era un tempo il sesso), ma credo che si stiano gravemente confondendo piani e significati dell'essere senza riuscire a cogliere il senso profondo degli eventi.

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Risposta 25 di Viola

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Celibidache ha scritto:

In pratica è come se essere asociali, misantropi, o depressi e alcolisti, oppure sputacchiare ovunque ci si trovi, possano rendere "impura" una persona.

Quanta bellezza e sensibilità ed onestà nelle tue parole, caro Celibidache.

Così fu per Van Gogh, per Tesla, per Bruckner, solo per citare alcuni esempi.

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Risposta 26 di LucaCavaliere

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Celibidache ha scritto:

Da qualche passaggio noto qui e là questo punto di vista sugli eventuali disturbi comportamentali o sulle cattive abitudini degli autori.

In pratica è come se essere asociali, misantropi, o depressi e alcolisti, oppure sputacchiare ovunque ci si trovi, possano rendere "impura" una persona.

Comprendo che qui da noi, in Italia, a partire dall'età evolutiva, la conoscenza della propria persona e del proprio essere sia il nuovo tabù, la nuova cosa da nascondere e da irridere all'occasione (come lo era un tempo il sesso), ma credo che si stiano gravemente confondendo piani e significati dell'essere senza riuscire a cogliere il senso profondo degli eventi.

«In pratica è come se...»

In pratica sì, e in pratica no.

In pratica sì perchè essere asociali, misantropi, ecc... non sono certo cose che fanno bene (non fanno bene - anzitutto - al diretto interessato che lo è).

In  pratica no perchè avere queste tare umane non comporta alcun giudizio fustigatore e moraleggiante (perlomeno da parte mia).

Riguardo al «qui da noi in Italia»  non so a quali luoghi, a quale target di persone (comoscenti o amici) tu ti riferisca per formulare questa valutazione. Ma se, anche in minima parte, tu lo abbia detto in riferimento al mio intervento... In tal caso sottrai il sottoscritto dal «qui da noi in Italia».

Sappi che ho la massima considerazione per le scienze umane: psicologiche anzitutto e sociali in seguito. E - sempre per me - non costituisce alcun tabù il tentativo di conoscermi a fondo senza cercare di occultare nulla (per quanto si riesce).

Infine ti chiedo (quando hai tempo) di chiarire meglio cosa intendi dicendo che credi che «si stiano gravemente confondendo piani e significati dell'essere senza riuscire a cogliere il senso profondo degli eventi» . . . io non ci ho capito una mazza.

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Risposta 27 di Celibidache

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Questo è il punto.

Si possono rispettare finché vogliamo le scienze psicologiche, comportamentali, sociali e filosofiche, ma è del tutto inutile se quanto studiato e raggiunto in questi ambiti rimane fermo sulle pagine.

Il sapere va consumato e usato.
 

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Risposta 28 di LucaCavaliere

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No, non è questo il punto.

Sono daccordo che «Si possono rispettare finché vogliamo le scienze psicologiche, comportamentali, sociali e filosofiche, ma è del tutto inutile se quanto studiato e raggiunto in questi ambiti rimane fermo sulle pagine. E son d'accordo anche che «Il sapere va consumato e usato» (assicuro che il mio non è un rispetto "di facciata").

Ciò che ti chiedevo di charire era l'ultimo punto. La mia richesta è ancora lì... magari spendendo due parole in più, e magari non subito se non hai tempo.

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Risposta 29 di Celibidache

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Certo, il tempo è quello che è e si fa il possibile... a volte il fraintendimento nasce dall'impossibilità di esaurire "cose grosse" in due parole.

In sostanza, quello che volevo dire, lo si può dedurre, ad esempio, dal video delle prove postate da Viola:

l'orchestra senza il direttore, farebbe cacofonia allo stato puro e si perderebbe ogni due battute, pur conoscendo a memoria e da anni la partitura in oggetto, pur essendo i migliori del momento, pur essendoci una grande tradizione mitteleuropea alle loro spalle.

Occorre che arrivi una persona con le idee chiare per rimettere in sesto la fisiologia e la psicologia di un centinaio di musicisti altamente preparati.

Questo dovrebbe far riflettere più delle scelte interpretative puramente musicali.

Sul linguaggio del corpo, quelle prove, basterebbero per un saggio di psicanalisi.

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Risposta 30 di LucaCavaliere

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Ah ok.

Ma mi pareva scontato che a un'orchestra serva un direttore per avere una visione interpretativa (quale che sia) unitaria.

Se poi è anceh un bravo direttore, tanto meglio.

Dietro a «piani e significati dell'essere» pensavo si celassero chissà quali concetti difficili.... grazie.

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Risposta 31 di thallo

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qualche giorno fa ho provato con Muti che sosteneva il contrario, ovvero che un'orchestra ben preparata non abbia bisogno del direttore.

Del resto la storia della musica ha fatto arrivare molto tardi la figura del direttore d'orchestra "puro" e tuttora moltissimi repertori preferiscono non farne uso.

Ma mi limito a esprimermi su questo singolo argomento, non mi ha mai appassionato la figura di Sergiu Celibidache né le sue teorie estetiche.

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Risposta 32 di Celibidache

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Con Riccardo Muti non si riesce nemmeno a fare le prime battute della Nona di Beethoven, con un'orchestra di livello mondiale,

senza che ci siano problemi a dir poco imbarazzanti in ogni ambito.

Problemi che non sono avvertibili dalla mia donna delle pulizie, ovviamente.

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Risposta 34 di Celibidache

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Dobbiamo per forza farci piacere o approvare qualcosa che troviamo sinceramente ed onestamente malfatto e inappropriato?

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Risposta 35 di LucaCavaliere

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thallo ha scritto:

Del resto la storia della musica ha fatto arrivare molto tardi la figura del direttore d'orchestra "puro" e tuttora moltissimi repertori preferiscono non farne uso.

E pur vero anche questo.

Ma molti repertori che preferiscono non farne uso... quali sono?

A prescindere da ciò, benchè sia uno come Muti a sostenerlo, faccio molta fatica a credere che possa scaturire un'interpretazione coerente (di un'unica visione interpretativa) senza che questa sia quella di uno solo.... Magari fosse anche quella del primo violino che dice «questa volta si fa come dico io!»

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Risposta 36 di Celibidache

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Ed anche le "uniche visioni interpretative" sono soggette ai più diversi gradi d'integrità e di qualità così come l'orchestra stessa.

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Risposta 37 di thallo

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A Celibidache: hai scritto quello che volevi scrivere, sei stato libero di farlo nei termini eccessivi e arroganti che a me non piacciono e io ho fatto intendere la mia opinione sul tuo giudizio. Come ho scritto altrove, ho dato rispetto alla tua libertà di opinione ma non alla tua opinione, che considero inutilmente sprezzante.

A Luca: i piccoli gruppi da camera non usano il direttore, anche perché la "direzione" della loro musica è data dal risultato dell'interazione. Quindi, è l'interazione ad essere sviluppata. Stessa cosa succede in molti gruppi corali e ensemble specializzati in repertori antichi. Acuisci l'udito cercando di capire e fare cosa è giusto per tutti. Io ho suonato per anni in banda e le bande, come molte altre formazioni pop, rock e folk, hanno una sezione ritmica molto importante che risolve i problemi di tenuta ritmica e lascia a dinamiche solistiche o di sezione il resto. L'individuazione di un singolo responsabile dell'interpretazione musicale di un gruppo è tipica di un certo repertorio, di un certo periodo, di una certa area geografica, di una certa esigenza estetica

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Risposta 38 di RedScharlach

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LucaCavaliere ha scritto:

A mio avviso, questa dinamica strana è il miracolo dell'Arte: acqua buona che esce da una fonte impura.

Mi chiedevo: ma uno scrittore - poniamo - può far pensare a un suo personaggio qualcosa di più intelligente di quanto sarebbe egli stesso in grado di pensare? Un personaggio può essere più malvagio o più buono di quanto il suo creatore riuscirebbe mai ad essere?

Certo, la musica è altra cosa ... però ...

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Risposta 39 di Celibidache

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Dobbiamo chiudere tutte le facoltà di filosofia e bruciare le loro produzioni: sono inutilmente sprezzanti, arroganti e immeritevoli di rispetto.

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Risposta 40 di Viola

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thallo ha scritto:

Quanta bellezza e sensibilità e onestà nelle tue parole, caro Celibidache (cit.)

Aggiungerei MIRABILE citazione.

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