non sono d'accordo, RStrauss. Stai banalizzando il mondo del pop. Oggi ci sono CENTINAIA di nicchie pop e rock, la maggior parte dei cantanti e delle band fanno la fame quanto e più di noi (no, perché il discorso era iniziato in questi termini: chi ci guadagna di più) e spesso il ritornello e la strofa sono cose secondarie. O meglio: più che fare una battaglia a prescindere contro il pop si potrebbe fare in modo di parlar bene del pop bello...
Facciamo qualche esempio, dai miei ultimi ascolti, che poi seguono i gusti parzialissimi del mio ragazzo:
"Contro la ragione", dall'ultimissimo disco dei Verdena, una band bergamasca
il ritornello è secondario nella fruizione e nell'analisi del brano. E questo perché il materiale melodico e armonico non è sempre "sostanziale" in un brano pop. C'è altro, c'è il sound, ovvero quella serie di elementi timbrici, effetti, strumenti che creano una sorta di panorama. E poi ci sono le strutture ritmiche, l'interpretazione, le forme. Forse possiamo dire che questo non è un brano pop "tipico", ma che vi devo dire, ci sono concerti di Vivaldi assolutamente banali ...
"Stonemilker" da "Vulnicura", l'ultimo album di Bjork.
Ok, parlare di Bjork significa vincere facile. Ma se un compositore contemporaneo può arrogantemente ignorare chi sia Bjork, oggi qualsiasi artista rock o pop non può permetterselo. E questo è il livello di produzione audio con cui ci si deve scontrare, una serie di suoni che non si sa come sono fatti, come sono messi, cosa vogliano dire, con una voce perfettamente sotto controllo e un'atmosfera che è la cosa più vicina a Debussy da 100 anni a questa parte.
E qui, voglio proprio vedere se riuscite ad ascoltarla...
anticipazione dall'ultimo disco degli "Uochi Toki", che deve ancora uscire. Oltre al vocalist, Napo, c'è Rico, quello che fa le basi. "Fare le basi", qualsiasi cosa esso significhi, è una delle professionalità del mondo dell'Hip Hop, ed è diabolicamente difficile, perché ha essenzialmente a che fare con l'elettronica e la ritmica, campi che, ai compositori, sembrano poco accoglienti verso la creatività. E intanto il "tocco" di Rico è distinguibile, è stupefacente, è la vera causa del successo dei Uochi Toki, quasi allo stesso livello dei testi assurdi e dello strano modo di rappare di Napo.
(Daniele, questa falla sentire a tuo figlio... e consigliagli "Libro Audio", un disco stupendo dei Uochi Toki).
E concludiamo con IL tormentone
E' stato un mega successo globale, anche perché il video è molto bello e moltissimi hanno provato a rifarlo.
Ora, magari possiamo pensare al ritornello e a come sia facile da cantare. Ma a me piace notare tutte le cose tradizionali che ci sono in questo pezzo.
La voce di Pharrell Williams è del tutto blues, non è neppure agile, è un controtenore blues e basta. Il pezzo è pieno di clap hands, che sono una delle cose più retro che ci possono essere. In sottofondo c'è un organo stile hammond che è, anche lui, tipico dei gospel e del blues. E manco a farlo apposta, ci sta pure il coro gospel.
Blues, gospel, funk, sono tutti stili e "riferimenti" che ormai fanno parte del mondo del pop americano e che presuppongono una resa audio "pro" e un consistente ingegno creativo per rendere tutto moderno e di successo.
Queste cose non le fanno i professionisti del marketing, le fanno i professionisti della musica. Mi dà sempre molto fastidio leggere frasi buttate lì come quella sui professionisti del marketing...