Musica Classica

Chi sa più di musica un maestro di conservatorio o un DJ famoso? Confrontiamo la musica classica con quella leggera con una concreta riflessione...

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EmanuelePianoforte

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Risposta 21 di rstrauss

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Nemmeno io riuscirei a scrivere una canzone per San Remo, ma non perchè non ho le capacità techiche, ma semplicemente perchè non c'è nella mia testa.

Per scrivere una canzone pop oggi scrivi il ritornello possibilmente pensando che chi lo ascolta se lo deve ricordare, poi lo rivolti e fai la strofa ... il tutto viene confezionato a dovere da dei professionisti del marketing (questi sono i veri fautori del successo di una canzone) e il gioco è fatto...

altro che Elio e Le Storie Tese, che con una canzone "MONONOTA" hanno fatto una lezione di armonia classica in diretta !!!!!!!!!!!!!!!

Chi conosce più la distinzione che c'era 20 anni fa con i due temi ben distinti e spesso contrastanti e con anche la sezione espansiva ... i fruitori di oggi non arrivano a più di 2 minuti di ascolto, perchè poi nel frattempo arriva un sms o un messaggio su whatsapp al quale bisogna rispondere in tempo 0 ... mica finire di ascoltare la canzone.

Non parlo del maestro di musica, in quanto quasi tutti quelli che frequentano questo forum sono addetti ai lavori o quasi e conoscono la figura di cui parliamo ... domanda ... che tipo di conoscenze tecniche musicali e non dovrebbe avere il nostro DJ per comporre musica pop che vada bene oggi ?

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Risposta 22 di thallo

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non sono d'accordo, RStrauss. Stai banalizzando il mondo del pop. Oggi ci sono CENTINAIA di nicchie pop e rock, la maggior parte dei cantanti e delle band fanno la fame quanto e più di noi (no, perché il discorso era iniziato in questi termini: chi ci guadagna di più) e spesso il ritornello e la strofa sono cose secondarie. O meglio: più che fare una battaglia a prescindere contro il pop si potrebbe fare in modo di parlar bene del pop bello...

Facciamo qualche esempio, dai miei ultimi ascolti, che poi seguono i gusti parzialissimi del mio ragazzo:

"Contro la ragione", dall'ultimissimo disco dei Verdena, una band bergamasca

il ritornello è secondario nella fruizione e nell'analisi del brano. E questo perché il materiale melodico e armonico non è sempre "sostanziale" in un brano pop. C'è altro, c'è il sound, ovvero quella serie di elementi timbrici, effetti, strumenti che creano una sorta di panorama. E poi ci sono le strutture ritmiche, l'interpretazione, le forme. Forse possiamo dire che questo non è un brano pop "tipico", ma che vi devo dire, ci sono concerti di Vivaldi assolutamente banali ...

"Stonemilker" da "Vulnicura", l'ultimo album di Bjork.

Ok, parlare di Bjork significa vincere facile. Ma se un compositore contemporaneo può arrogantemente ignorare chi sia Bjork, oggi qualsiasi artista rock o pop non può permetterselo. E questo è il livello di produzione audio con cui ci si deve scontrare, una serie di suoni che non si sa come sono fatti, come sono messi, cosa vogliano dire, con una voce perfettamente sotto controllo e un'atmosfera che è la cosa più vicina a Debussy da 100 anni a questa parte.

E qui, voglio proprio vedere se riuscite ad ascoltarla...

anticipazione dall'ultimo disco degli "Uochi Toki", che deve ancora uscire. Oltre al vocalist, Napo, c'è Rico, quello che fa le basi. "Fare le basi", qualsiasi cosa esso significhi, è una delle professionalità del mondo dell'Hip Hop, ed è diabolicamente difficile, perché ha essenzialmente a che fare con l'elettronica e la ritmica, campi che, ai compositori, sembrano poco accoglienti verso la creatività. E intanto il "tocco" di Rico è distinguibile, è stupefacente, è la vera causa del successo dei Uochi Toki, quasi allo stesso livello dei testi assurdi e dello strano modo di rappare di Napo.

(Daniele, questa falla sentire a tuo figlio... e consigliagli "Libro Audio", un disco stupendo dei Uochi Toki).

E concludiamo con IL tormentone

E' stato un mega successo globale, anche perché il video è molto bello e moltissimi hanno provato a rifarlo.

Ora, magari possiamo pensare al ritornello e a come sia facile da cantare. Ma a me piace notare tutte le cose tradizionali che ci sono in questo pezzo.

La voce di Pharrell Williams è del tutto blues, non è neppure agile, è un controtenore blues e basta. Il pezzo è pieno di clap hands, che sono una delle cose più retro che ci possono essere. In sottofondo c'è un organo stile hammond che è, anche lui, tipico dei gospel e del blues. E manco a farlo apposta, ci sta pure il coro gospel.

Blues, gospel, funk, sono tutti stili e "riferimenti" che ormai fanno parte del mondo del pop americano e che presuppongono una resa audio "pro" e un consistente ingegno creativo per rendere tutto moderno e di successo.

Queste cose non le fanno i professionisti del marketing, le fanno i professionisti della musica. Mi dà sempre molto fastidio leggere frasi buttate lì come quella sui professionisti del marketing...

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Risposta 23 di micamahler

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Io trovo che siano domande un po' senza senso perchè tutte esageratamente grandi. Il mondo della musica è enorme, ci sono DJ di tutti i tipi perchè esistono miliardi di generi musicali differenti e c'è chi usa i vinili, chi ne usa anche tre, chi usa solo i softwares, etc. etc. Ma poi mica fanno solo Pop i Dj!

Che poi i fruitori di oggi non arrivino ai due minuti la trovo un'affermazione un pochettino pressapochista che mi ricorda il solito " ai miei tempi..."

Poi scusate, sono proprio ambiti completamente diversi. Prendiamo due a caso, giusto per fare un esempio, Lachenmann e i Prodigy.

I Prodigy usano o hanno usato softwares, campionatori, synth analogici, Vst e quant'altro. Hanno campionato moltissima musica e anche grazie a questo hanno scritto brani divenuti molto famosi ( non è una scorciatoia il campionamento, è un mezzo d'espressione) che sono efficaci nel loro ambito.

Poniamo che abbiano utilizzato un synth qualsiasi, un Moog, Ableton Live e qualche Vst della U-he, tanto per dire.

Bene, che cosa se ne fa Lachenmann di queste cose? Io dico, se le conoscesse non gli farebbe certo male, ma Lachenmann si occupa di altro.

Dovrebbe forse sapere come si campiona? Lui fa musica acustica, quindi a che gli serve? Quindi Lachenmann è meno competente dei Prodigy?

E se invece la giriamo al contrario e pensiamo all'utilizzo degli strumenti da parte sua, che cosa ne sanno i Prodigy? Probabilmente nulla....

Quindi sono meno competenti di Lachenmann per alcuni aspetti e più sapienti per altri ma poi, fondamentalmente, a chi importa? 😃

O meglio, ha senso fare dei paragoni di questo tipo? Secondo me no, non serve a niente.

In ultimo vorrei ricordare che la canzone Samba de una nota so di Jobim è stata scritta ben prima della canzone Mononota e direi che la probabilità che Elio e co. la conoscesse non è proprio bassissima.. 😉

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Risposta 24 di danielescarpetti

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...ma poi ci sono concerti di Vivaldi assolutamente banali

Guarda che poi Frank si arrabbia se dici così! 🙄😎😃

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Risposta 25 di rstrauss

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Avete ragione entrambi ... non banalizzo il mondo del pop, infatti il mio discorso era limitato alla domanda originale che parlava di DJ e non di gruppi o gente che la musica la sa fare come Bjork o Pharrel Williams dei quali anch'io conosco il valore.

Ho sentito qualche canzone dei Verdena e vorrei approfondire e porporli anche a mia figlia (15 anni).

eh si Thallo ... ci sono le nicchie ... appunto nicchie !!!

Ma qual'è la percentuale dei fruitori della musica di nicchia ?

chi come te riconosce le "cose tradizionali" in Pharrel Williams ?

chi è in grado di disquisire sulla sua voce da controtenore blues, che io vorrei avere tutta la vita ?

Capisci anche tu che facendo questo discorso da te addetto ai lavori a me adetto ai lavori, hai già banalizzato il mondo del pop, perchè hai fatto un discorso che la maggior parte delle persone non sono in grado di apprezzare, per il semplice fatto che non sanno nemmeno cosa sia per esempio un controtenore, troverai anche musicisti (?) che non lo sanno. Indipendentemente dal fatto che sia piaciuto a livello mondiale.

tanto per citare ... dopo la canzone "Mononota" parlando con i miei cugini in occasione di una cena ho sentito dire a quasi tutti : "ma che roba è ... non c'è nemmeno melodia" "oppure "cosa vuol dire il testo 'minore, maggiore' ecc" ... non ho nemmeno tentato di spiegare loro cosa c'è dietro la mononota, non avrebbero capito perchè nessuno di loro è musicista e così Samba de una nota so (che sono andato immediatamente ad ascoltare dopo la citazione di micamahler 😉 ).

Senza avere nessuna conoscenza di carattere tecnico-musicale non componi brani come questi ... non usi le influenze impressioniste di Bjork o citi a piene mani il blues come Williams.

ancora ... andiamo a vedere che backgound hanno Pharrel Williams ... Bjork ... Verdena (tanto per restare in quelli citati) ... guarda caso tutti suonano uno strumento o hanno studiato in gioventù e sopratutto hanno fatto gavetta suonando, suonando e suonando ancora ... altro che computer !

E cosa mi dite delle voci e gli strumenti in ottava dei Soft Machine nell'era di Wyatt ? non sono quegli strumenti in ottava sopra e sotto la voce che tanto amava Puccini ?

sarà mica un caso ?

P.S. micamahler ... ti assicuro che sentendo quello che dice mia figlia la storia dei 2 minuti è vera ... assolutamente vera ... triste ma vera.

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Risposta 26 di rstrauss

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danielescarpetti ha scritto:

...ma poi ci sono concerti di Vivaldi assolutamente banali

Guarda che poi Frank si arrabbia se dici così! 🙄😎😃

peggio ... lo banna a vita !! 😃

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Risposta 27 di micamahler

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Sono completamente in disaccordo con Strauss e condivido invece ciò che dice Thallo (soprattutto perchè conosce i Uochi Toki  😃  ) .

é però difficile argomentare perchè il discorso è davvero troppo generico e non ha secondo me alcun senso.

Ne sa di più un jazzista californiano o un bluesman del Mississippi? 

Ne sa di più un pianista cubano o un pianista brasiliano? (a parte il personalissimo " Ma chiss... ")

Poi vorrei davvero sapere a chi ci si riferisce in questa discussione quando si parla dei DJ

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Risposta 28 di Piccinesco

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Personalmente (almeno vado a "colpo sicuro") mi riferisco ai dj (ma allargherei la cerchia) a cui piace la pappa pronta.

In questo senso, anche se ognuno approccia e risolve (più o meno, sempre se ci riesce) a modo suo le difficoltà che gli si pongono dinanzi nel momento in cui prova a fare qualcosa, ci sono sostanziali differenze nell'usare un piano acustico (già da uno digitale) ed un sintetizzatore con pad impostabili.

Negli anni ho avuto parecchi sintetizzatori, ad esempio con una tastiera d'accompagnamento cercai di trovare il modo per realizzare degli effetti altrimenti impossibili vista la mancanza di un lettore di campioni o un campionatore (strumento che in ogni caso non ho mai voluto usare), per me questa è una differenza non da poco rispetto al ragazzetto che importa campioni di suoni e percussioni (anche particolari) sui pad (come le vecchie batterie elettroniche) ed usa anche groove come se fossero stampini. Nella jungle e la drum'n'bass si fa largo uso dei soliti effetti (compressore, gain, overdrive, ecc...) per potenziare il sound, ma la maggioranza sono fotocopie, non ho mai lavorato in questo modo, i groove me li creavo da me, così come per le basi hip hop (che ancora devono essere utilizzate ed in molti casi ho quasi pronte dal 2002, quindi in tempi non sospetti), provai a farne alcune perché spinto da alcuni amici che intendevano preparare dei testi (forse per quest'anno si riesce a fare qualcosa).

Quando andavo nei negozi di musica a provare dei sintetizzatori, il 99,9999999% dei ragazzi provava solo strumenti con accompagnamenti automatici, pad con suoni, groove, pattern pre programmati, cd con parti già suonate e cose simili, questo per dire che l'impronta personale (se escludiamo quella originale dei sound designer) è più che altro, (nei casi in cui si faccia uso e/o largo uso di frasi pronte, non parlo di singoli suoni) riconducibile ai soggetti tra parentesi. Lo so, ognuno spende i propri soldi come vuole, ma l'impressione che subiscono (nel senso che rimangono letteralmente impressionati) nel momento in cui ascoltano pezzi di un certo tipo, sarebbe ridimensionata se solo sapessero come si è arrivati ad un certo risultato, ma se le pongono queste domande? No.

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Risposta 30 di Thesimon

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Pharrel Williams ha un sound pazzesco ragazzi. In un disco di Justin Timberlake su cui hanno lavorato insieme in sala d'incisione la ritmica di Williams è riconoscibilissima. Pharrel lavora moltissimo proprio sulla ritmica dei suoi brani. 

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Risposta 31 di rstrauss

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micamahler ha scritto:

Sono completamente in disaccordo con Strauss e condivido invece ciò che dice Thallo (soprattutto perchè conosce i Uochi Toki  😃  ) .

é però difficile argomentare perchè il discorso è davvero troppo generico e non ha secondo me alcun senso.

Ne sa di più un jazzista californiano o un bluesman del Mississippi? 

Ne sa di più un pianista cubano o un pianista brasiliano? (a parte il personalissimo " Ma chiss... ")

Poi vorrei davvero sapere a chi ci si riferisce in questa discussione quando si parla dei DJ

E' un tuo diritto essere in disaccordo ... ma giusto per chiarezza ... io non sono in disaccordo con Thallo, ma faccio una precisazione doverosa quando lui parla di nicchie ... anche lui ha ammesso "parlare di Bjork è come vincere facile" ... in tutte la arti le nicchie sono da sempre l'argomento di rifugio in caso uno non sappia più dove andare a parare ... citando artisti di nicchia troverai sempre qualcosa di diverso da opporre a chiunque non sia d'accordo con te e proprio per questo ho fatto la precisazione di cui sopra ... Cosa centra Bjork con le discoteche ? cosa centrano gli Uoki Toki con i DJ o con la musica cosiddetta commerciale ? ... mi dispiace contraddirti ma la risposta è : non centrano nulla proprio perchè sono di nicchia ! ... ne ho sentiti fin troppi di discorsi come questo, intendo su certi artisti alternativi tirati in ballo quando non ce n'era bisogno o che centrano come i cavoli a merenda. Sarebbe come parlare delle opere di Puccini e tirare in ballo Brahms che non ha mai scritto opere liriche.

Piccinesco poi ha centrato il discorso ... qui non parliano degli Uoki Toki, o di Bjork ecc,. ma parliamo della musica a più larga diffusione, come del resto la domanda iniziale diceva parlando di "discoteche" vs sale da concerto.

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Risposta 32 di danielescarpetti

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Le conclusioni di tutta questa discussione dunque potrebbero essere queste: si può essere DJ ed avere una grande cultura musicale e, "maestri di conservatorio" - ho usato i due estremi proposti da Emanuele che, nelle migliori tradizioni ha gettato il sasso e poi ha ritirato la mano senza più dire la sua 😟  🥷  - con cultura musicale relativa. perché, di per sé, non è l'abito che fa il prete.

Ognuno ascolti la musica che gli è più consona perché non è assolutamente vero che tutta la cosiddetta musica d'arte sia tale e non è altrettanto vero che tutta la musica pop sia robetta commerciale. 

Via la puzza da sotto il naso perché ci sono tanti "sconosciuti" che professando musiche "altre", che hanno molto da dire in fatto di musica contemporanea e avveniristica.

Onde evitare malintesi in tutto quello che ho scritto non c'è ironia, ma è quello che penso.

Claudio io ho ascoltato tutta la musica che tu hai proposto e l 'ho apprezzata anche se, devo dirti che quella che veramente ho sentito  interessante è solo quella  degli "Uochi Toki. Lo dico non da DJ e tanto meno da compositore o maestro di conservatorio. A parte la bestemmai che dicono e che era meglio non esserci ,è' l'unica che continuerò ad ascoltare, tutto il resto è, secondo me, parte di un deja-vu, più o meno rivisitato.

Mi auguro che comunque, il tuo ragazzo, sia altrettanto disponibile ad ascoltare la musica che solitamente tu ascolti - o ascoltavi? -: Wagner, Scelsi...

Dimenticavo: perché scandalizzarsi se un dj particolarmente quotato prende tanti soldi - se veramente ne prende tanti: a dir la verità non ho neanche la più pallida idea di quanto possa prendere, ma la cosa non mi meraviglierebbe affatto - dopo tutto viviamo in un mondo dove chi tira calci a palloni  prende delle cifre scandalose. Ma è tutto normale no?. Chi fa la classifica siamo solo noi dopo tutto con le nostre preferenze.

Moderatore

Risposta 33 di thallo

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Marco odia Wagner :-) 

Comunque, a prescindere dalla questione delle nicchie, io faccio mia l'attenzione di Simone alla produzione, al sound. Che non è di nicchia, è ormai un livello minimo richiesto a tutti. 

Detto questo, non sono AFFATTO un esperto di DJ, djing e musica da discoteca, ma sono certo che il nostro discorso sia banalizzante anche in questo senso. E per una volta vorrei che voi vi sforzaste :-) il voi va a RStrauss e a quelli che la pensano in questo modo: che cosa si ascolta in discoteca oggi? 

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Risposta 34 di danielescarpetti

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Ecco, Claudio, il punto è esattamente questo: aldilà di Marco, ogni volta che io leggo discussioni di questo genere mi pongo questa domanda che non mi sembra affatto impertinente e che dovrebbe, comunque, presupporre una meditazione: parlo in prima persona, io, solo in questi ultimi anni della mia vita, ascolto esclusivamente - si fa così per dire naturalmente perché sto parlando di duemila anni di storia della musica e non mi sembra poco - musica  - come la vogliamo chiamare - colta, d'arte,  o...?. Ma nella mia vita  ho ascoltato spesso musica pop, e anche a tutt'oggi - non ho nessuna difficoltà a trovare del bello e del buono anche in quella musica.

Mi domando: quanti di quelli che amano e ascoltano esclusivamente - o quasi esclusivamente - musica pop fanno il contrario?

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Risposta 36 di micamahler

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Articolo meglio ciò che ho detto prima per non risultare soltanto polemico: durante questa discussione diverse volte si è detto " quanti sanno che si fa così? " , " loro non si fanno le domande " , " loro hanno fatto la gavetta suonando...altro che computer! " . Ma davvero sappiamo così tanto su tutte le persone dell'ambito della musica leggera? perchè poi vorrei ricordare che la discussione è relativa alla musica leggera, non semplicemente alla musica da discoteca ( ma poi: quale sarebbe questa musica da discoteca? esistono diversi tipi di discoteche con diversi tipi di musiche! esiste l'house, esiste l'hardcore, esiste la techno, esiste la minimal, la breakbeat, etc.) .

Poi Thallo dice che Pharrell è un controtenore e fa bene a dirlo perchè lui propone un ascolto e poi lo analizza. Ma io credo che l'importante non sia il fatto che Pharrell è un controtenore (fralaltro, lo saprà lui stesso di esserlo? e se lo sa, a che gli serve? ) ma siano semmai i claps, le reminiscenze gospel e tutto il resto e che non possono essere analizzati con gli strumenti tradizionali ( leggi: i Soft Machine come Puccini per la voce all'ottava) propri della musica "classica" .

In ultimo: che suonare sia utile lo sappiamo tutti, mi sembra proprio un po' scontato doverlo sottolineare. Ma vorrei anche ricordare che anche utilizzare un software e farci sopra la gavetta non è una cosa molto semplice, non è che tutti utilizzano Garage Band o Fruity Loop , il chitarrista dei RadioHead processa il suo suono attraverso Max Msp, gli Autechre suonano tramite Max Msp, c'è chi pratica il Live Coding  e quant'altro. Fare la gavetta solo suonando in alcuni di questi ambiti serve a ben poco, la programmazione non è proprio una stupidaggine.

Certamente gli ultimi di cui ho parlato sono delle nicchie ma vorrei sapere, dato che parliamo di Puccini, chi, in sala come Thallo, sarebbe in grado di "disquisire " sulle raffinatezze armoniche del compositore ( così come aveva ad esempio fatto Frank in un suo post su Suor Angelica ).           - ho modificato il msg perchè il video copriva parte del testo -

Esempi di live coding :

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Risposta 39 di Piccinesco

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La domanda che ha posto Daniele nel suo penultimo post la trovo più che pertinente (non in riferimento al titolo della discussione, ma in merito al ruolo, con tutte le possibili sfumature, che ha il fruitore, l'appassionato, il "fissato", il musicista che predilige la musica pop, hip hop, r&b, soul, rock, ecc...in rapporto alla musica di cui maggiormente si discute qui sul forum). Normalmente sono più attento quando si tratta di parlare di musica di un certo tipo (sinfonica, da camera, corale) e più aggressivo quando si tratta di musica "più semplice". Nel 2002 feci dei pezzi, diciamo basi hip hop che alcuni definivano strane, troppo complicate per quel genere, ora però i ragazzi sono cresciuti e dopo aver ascoltato più di me riguardo questo genere, hanno iniziato a dire che sono avanti anche agli americani (sarei più soddisfatto se riuscissi a scrivere una fuga, una sinfonia, un quartetto d'archi anziché un pezzo di musica elettronica, ma non si può essere diversi da quello che si è. Ho ascoltato parecchio materiale e, in ambito hip hop molta della produzione americana è ridicola, fosse per me non meriterebbe la pubblicazione, sono una persona insicura, ma in certi casi non è necessaria l'esperienza o la gavetta, bisogna, e su questo non ho peli sulla lingua, dire che molta musica hip hop e rap fa letteralmente ridere, perché l'approccio è statico, passivo, ripetitivo, e si sente, basta ascoltare "le basi", purtroppo non riesco ad essere buonista e diplomatico, non avrebbe senso, neanche se fossi in punto di morte e chi stesse vegliando su di me è colui che ho aspramente criticato) visto che le facevo già più di 10 anni fa certe cose (sempre rimanendo in questo genere), perché l'approccio era ed è fare musica per quello che sono e non basandomi sul genere (che "prevede" una cassa così, il rullante in quel modo, la ritmica fissa, ecc..), risultato? Contattato da persone che (a detta loro) cercavano basi alternative, hanno poi risposto "eh però se il rullante non è a tempo e la base non "è fissa" come faccio a rapparci sopra"?, ed io "non me ne importa niente, vuoi fare cose alternative? Prova, ma non inserire annunci in cui cerchi cose diverse se poi ti rifugi nella prassi. Questo per dire che i software li usano quasi tutti, ma come vengono usati? Io vedo lo stesso atteggiamento anche nella fotografia (e la "pratico" da pochi mesi), nei forum si disquisisce di metodica, di tecnica, e poi "tutti" a ricercare le stesse cose (adesso faccio un comparativo tra musica e fotografia): compressione/effetti_hdr; random pattern_scatto a raffica; phrase loop_image stabilizer; e la lista non sarebbe finita.

Batto sempre su questo punto perché da sempre sento persone che hanno come quasi unico scopo, il fine, non importa come possono arrivarci, l'importante è spiattellare il risultato. Personalmente chiuderei due persone in due diverde stanze, fornirei loro gli stessi mezzi e poi tornerei per constatare i risultati: a parità di approccio, chi ha sempre sostenuto "la via più facile" ne uscirebbe distrutto, altro che video, cd, copertine, slogan, spot, e altre cazzate del genere. Tornando alla domanda di Daniele, ho sentito persone che non hanno mai sentito parlare di Bach (succede), dipende dal vissuto, dal contesto, un pò da tutto; non noto quasi mai persone che ascoltano musica leggera, nominare Chopin, Brahms ed altri, alcuni sono convinti che Song in A dells Keys sia tutta opera sua, mentre lo "spunto" deriva dalla sonata denominata Al chiaro di luna di Beethoven, ancora un altro pezzo della Houston che prende spunto da "Per Elisa". Insomma, se è comprensibile il fatto di non poter conoscere tutta la musica, è altrettanto vero (ed è un "sintomo" di come molti percepiscono o non percepiscono l'importanza di certa musica ritenuta sorpassata, quando al contrario quella che difendono fa cadere il latte dalle ginocchia) che se una persona ritiene una cantautrice come la Keys la reale autrice del tema della sonata op 27 di Beethoven, dimostrando di non conoscere l'originale (uno dei piu famosi pezzi al mondo, e non da una settimana), apre la strada ad una riflessione sul grado di conoscenza che molte persone hanno. Ovvio che può succedere, non è obbligatorio ed automatico sapere tutto, però dico che un pò incide questo stato di fatto.

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Risposta 40 di danielescarpetti

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Ecco, Piccinesco, tu hai dato una risposta alla mia domanda!

Anagraficamente parlando, vengo da una generazione che ascoltava i Genesis, la Premiata forneria Marconi, il Banco del Mutuo soccorso, Zepelin ecc,, Oppure i cantautori come Bob Dylan e Fabrizio De André. Questo, quelli "Impegnati, se no gli altri ascoltavano Fin che la barca va e Scende la pioggia.

Io, proponevo a questi miei coetanei la musica di Beethoven, Mozart, Bach, Brahms... 

Ascoltavo la loro musica e, non avevo alcun problema a trovarla bella e interessante al punto di farla mia in molte sue espressioni: d'altra parte tutti quei gruppi - ma loro lo sapevano? - si ispiravano alla grande tradizione classica.

Loro ascoltavano la mia musica e spesso lo facevano per compiacermi: fin che si trattava della Quinta o della Quarantesima di Mozart, o del concerto K 467, tutto andava bene ma, appena gli offrivo l'Offerta musicale di Bach ... qui iniziavano i problemi.

Ho frequentato anche tanto le discoteche: allora si sentiva e ballava disco-dance, e ogni volta che uscivo di lì mi stupivo come riuscissi a coniugare l'ascolto di quella musica con quella che prediligevo.

Se proponevo ad uno dei miei amici della discoteca qualcosa della "mia" musica mi sentivo dire che era musica vecchia e barbosa.

Mi domando: quanti di loro si rendessero conto di ballare anche sulle note di Per Elise o della Quinta opportunamente riviste e rimodernizzate?

Qui sta il punto secondo me! Qui sta la differenza!

Oggi, quanti di quegli ascoltatori - non parlo dei compositori perché non lo so - di prodotti di nicchia del pop sono consapevoli di essere comunque figli di quella tradizione che getta le sue radici sulla musica greca e cristiana con tutto quello che ne è conseguito?

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