Bel topic, tanti spunti, posso solo aggiungere visto il riferimento di Xenakis ai compositori che in realtà negli ultimi 30 anni al conservatorio (mi riferisco ai corsi superiori) “sembra” si siano dimenticati che c'è la strada dell'istinto musicale che non può essere imbrigliato in un progetto che ha delle forti correlazioni ad ambienti extramusicali.
Però dico “sembra” perché sotto un certo punto di vista può essere giusto che sia così perché a scuola puoi approfondire quello che è già successo e quindi, tornando indietro nel recente passato, questo è un genere di musica che viene approfondito.
Insomma, i corsi sono pervasi dal post-strutturalismo 😉
Premesso questo, un compositore deve dire la sua e non quella degli altri, per cui è giusto che conosca tutto quello che è successo ma poi si esprima nella sua contemporaneità, fatta di altro.
Oggi questo genere di musica, ma anche cose alla Fedele (per citarne uno), suonano parecchio vecchie … si è riscoperto il filo diretto con l’istinto musicale, con la sfera della percezione, per cui la composizione deve tenere conto dell’orecchio. Questo non significa che oggi uno deve tornare a scrive tonale, ma con il proprio approccio e il proprio stile dire qualcosa.
Le composizioni di Xenakis sono a volte estreme, Donatoni parlava di macchina…ovvero automatismi che portano a generare musica. Quando però la macchina è la propria mente, esce il proprio stile e forse si dice qualcosa.
Seppur con un approccio “progettuale”, il compositore deve lasciarsi aperta la possibilità di scegliere qualcosa…come faceva il buon Berio. Griglie su griglie, ma poi quale riga della tabella usare lo decideva lui 🙂
Questo sicuramente comporta uno sforzo maggiore, sostenere un progetto che ha dinamiche extramusicali, tenendo conto dell’orecchio non è facile. Perché l’orecchio è governato magari da altre leggi…per cui, si arduo il compito, ma che ha spostato completamente l’approccio e per cui i modi e le tecniche per produrre musica.
Non si butta via niente, non nascondo che ho scritto brani basati sul calcolo combinatorio, ma le combinazioni di elementi arrivavano quando dicevo io e non a caso…per cui i brani stanno in piedi anche musicalmente e sono al limite dell’ascoltabile. Una cosa che, sottolineo, a scuola ti dicono di dimenticare…per fortuna dura solo 3 anni 😉
La classica frase è: "non importa come suona" ... deve essere coerente e figo "graficamente" ... 😟
Io trovo che Herma sia interessante, oltre il limite dell’ascoltabile, mi piace non tanto per una soddisfazione dell’ascolto ma per una soddisfazione intellettuale. Due tipi di piaceri diversi, oggi bisogna trovare la quadra… un po’ come una volta si è dovuto trovare la quadra fra contrappunto e armonia.
… adesso potete massacrarmi 🙂