Tornando in topic Iannis Xenakis: strutturalismo e poetica della sonorità oggettiva. L’arte partecipa di un meccanismo inferenziale che costituisce la base su cui si muovono tutte le teorie delle scienze matematiche, fisiche e degli esseri viventi. Le sue proporzioni sono riconducibili ai giochi di numeri (…) in architettura, letteratura, musica, pittura (…) giochi di continuità, di prossimità, nel tempo o fuori tempo come giochi di essenza topologica che si producono tutti sul terreno di questa inferenza, nel senso stretto della logica.[1] Etc. Sarà molto utile anche a Stellina e agli interessati per entrare nel vivo del pezzo 😉
Questo lo dice Campaner...
"Ora, di fronte a queste opere sussistono certamente dei problemi di corrispondenza dovuti essenzialmente a uno scarto, o errore fra l’origine hors-temps e l’incarnazione sul piano sensibile (algoritmo, corrispondenze fra insiemi sonori e movimenti dei solidi). Si tratta di differenze che si giocano da un punto di vista di organizzazione macroscopica, o di un’imprevista libertà locale che Xenakis non giustifica coerentemente con l’ipostazione iniziale.
Eppure l’autore stesso mette in guardia di fronte a un’operazione di decostruzione dell’impianto teorico della propria musica a partire da questi errori, negando che si trattino di una “scelta”, o in qualche modo di una libertà locale accordata in virtù di un’esigenza stilistica:
Questo lo dice lo stesso Xenakis !
Nell’azione, la mia matita può scivolare, e me ne accorgo troppo tardi, dopo la pubblicazione; talvolta cambio certi dettagli (…), commetto errori teorici che comportano errori nel particolare. Ho fatto il possibile per essere perfettamente conseguente in ciò che scrivo."
Che è esattamente quello che sto cercando di sostenere dall'inizio della conversazione. Approccio matematico che significa formalità ! Non voglio fare del sillogismo astruso e non voglio neanche peccare di presunzione ma qui c'è un problema di fondo serio. Scegliere la strada della musica o quella della matematica. Se si sceglie quella della musica abbiamo delle sfumature, se si sceglie quella della matematica abbiamo solo bianco o nero. Ora se devo giudicare una composizione su una base matematica dal momento che di quella si parla, devo osservare che venga rispettata quella che in matematica si chiama "applicazione" ovvero l'applicazione che passa da un sistema ad un'altro deve produrre risultati non ambigui altrimenti decade l'intera teoria matematica. Ho fatto un esempio molto calzante ieri con la serie di fibonacci.

Questa serie restituisce sempre un risultato non ambiguo. Se chiamiamo "N" l'insieme dei numeri in ingresso ed "I" l'insieme dell'immagine dei numeri prodotti sostituendo opportunamente all'interno della serie, qualora all'interno di "I" esista un solo numero diverso da quelli prodotti dalla serie di Fibonacci posso assumere che TUTTO L'INSIEME non sia quello dell'immagine dell'applicazione Fibonacci e quindi quell'insieme contiene elementi presumibilmente stocastici. E quindi l'insieme prodotto da Xenakis se non formalmente corretto appoggiandosi su principi matematici è semplicemente stocastico, e si torna al mio primissimo post di questa discussione.
Spero che questa volta sia chiaro il mio punto di vista, non so più veramente con quali altri termini spiegarlo.