Essendo tornato ora da una splendida serata per il mio compleanno gentilmente offerta dalla mia fidanzata, dedicata all'ascolto della quinta di Beethoven a cura dell'orchestra sinfonica di Roma, sono ancora più convinto che di musicale nella Herma non ci sia proprio nulla, pertanto, posso cominciare io con le tre pagine Clà, poi quando vuoi ti aggiungi anche te... 😛
Tanto per fare il punto...
Xenakis ha scritto:
Alla richiesta di argomentazioni Xenakis caccia fuori questo link sulla Herma; 16 pagine stampate in inglese che riguardano la trattazione matematica della Herma.
Boesendorfer ha scritto:
Come affrontare lo studio di una composizione come questa?
Partendo dall'ascolto, studio ed analisi di altre pagine dello stesso Autore, che non fu soltanto
compositore, ma anche architetto, amico e collaboratore di Le Corbusier.
Come compositore, applicò alla tecnica compositiva la teoria delle probabilità e della logica matematica,
coerentemente alla sua concezione della musica come agglomerato di masse e di linee sonore.
Boesendorfer qui cita chiaramente che Xenakis non fu solamente un compositore ma anche architetto, e che come compositore applicò la teoria delle probabilità e della logica matematica e la matematica non è un'opinione, altro che isomorfismo ! Quello che esce dalla matematica è un risultato numerico e ben preciso, non ambiguo ed avente un certo ordine logico.
Xenakis ha scritto:
... nel link trovi parecchie risposte, hai avuto modo di leggerlo?
Xenakis preme nuovamente sulla lettura del link... Leggo il link che non fa che confermare quello che già anticipatamente pensavo... La trattazione dell'analisi della Herma è praticamente al 90% matematica.
Xenakis ha scritto:
L’inventarsi è legato all’importare un concetto di un’altra disciplina nella musica. Ad esempio i frattali esistono in matematica da una certa data, qualche studioso ha teorizzato sull’argomento partendo dalla cosa più vecchia del mondo…la neve.
Infatti il modello teorico del frattale per definizione è appunto il fiocco di neve…questo è un fatto, questo è qualcosa di nuovo in ambito matematico.
Quello che è stato nuovo in musica è stato quello di scrivere un brano sfruttando la teoria dei frattali. Ne più ne meno come faceva Bach con i quadranti magici ci Athanasius Kircher…per cui Bach non si è inventato nulla in termini matematici, ma ha fatto suo un concetto della matematica scrivendo musica e in quantità industriale (e senza l’ausilio del PC, pensa cosa avrebbe potuto fare oggi) … ne più ne meno di quello che “ironicamente” dicevi tu…
Si continua a parlare di concetti matematici... In particolare si sottolinea che Xenakis abbia usato un concetto matematico esistente per sfruttarlo come caposaldo per la Herma. Quindi si utilizza la matematica per comporre.
Tiger ha scritto:
Sappiamo tutti che Xenakis era uno "scienziato" tanto per dire? Lo chiedo perchè lui si illudeva di portare in musica principi acustici, scientifici, etc. ... un po' meglio di Stockhausen ma alla fine, tanto più i suoi testi, mi sembrano (e non solo ame) autoreferenziati.
Qui invece Tiger vuol far intendere che Xenakis provi a realizzare qualcosa con la matematica ma che praticamente ci credesse solo lui, perché i conti non erano il suo forte... Risvolto della medaglia. Qui viene fornita un'altra impressione...
thallo ha scritto:
forse è meglio che non commenti i messaggi di shark... ma unire Xenakis con i Lager, come dire, mi sembra un tantino eccessivo. E, anche questo, offensivo nei confronti di quelli a cui questa musica piace (e piace con le orecchie, non con la matematica. Notare come io di rado giustifichi il fatto che una cosa mi piace parlando dei riferimenti matematici... io sono perfino "discalculico", brutta parola che significa che ho dei piccoli problemi a ragionare coi numeri)
I video di Nono sembrano dire il contrario.
Ecco poi proprio questo non capisco... Note a caso ti piacciono all'orecchio solo perché si ripetono con una certa frequenza e organizzazione... Proprio non riesco a capire. Stai dicendo che mia cugina piccola non ti piace perché suona note a caso non ordinate in blocchi, ma se suonasse le stesse note a caso però disposte in blocchi ti piacerebbe... Boooh
thallo ha scritto:
Oh no, sono un musicologo e so che tutto quello che dici è FALSO.
Dammi la bibliografia e ne discutiamo.
Il '900 non è stato solo espressionismo, e l'espressionismo è nato prima della guerra (vai a vedere quand Buechner ha scritto il Woyzeck), così come le voci bianche, che nel '900 non sono affatto state usate molto.
Sembra che anche qui Nono dica il contrario.
Dal link Iannis Xenakis: strutturalismo e poetica della sonorità oggettiva. L’arte partecipa di un meccanismo inferenziale che costituisce la base su cui si muovono tutte le teorie delle scienze matematiche, fisiche e degli esseri viventi. Le sue proporzioni sono riconducibili ai giochi di numeri (…) in architettura, letteratura, musica, pittura (…) giochi di continuità, di prossimità, nel tempo o fuori tempo come giochi di essenza topologica che si producono tutti sul terreno di questa inferenza, nel senso stretto della logica.[1]
Penso che l'arte viva a parte e non faccia parte di un meccanismo inferenziale con le scienze matematiche. Sono due concetti diversi che possono abbracciarsi forse solo in alcuni casi. Quando si dice che la musica è matematica, questa è una falsità !! La musica nasce come arte, è poi lo scienziato a trovare delle motivazioni matematiche che giustifichino alcune scelte del compositore. Della serie: la mela cade dall'albero senza sapere che la sua equazione di moto è s = (-1/2)gt^2. Poi lo scienziato osserva, teorizza, misura, sperimenta (quello che viene chiamato metodo empirico) ed in fine verifica. Nella musica secondo me accade lo stesso. Il genio crea, l'orecchio corregge, la mente scrive ed immagina. Che quei rapporti armonici siano giusti lo sperimenta poi lo scienziato, ma quello esiste già senza che lo scienziato ci metta mano e tutto funziona.
Xenakis ha tutto tranne che dello scientifico; a tal proposito Thallo stesso potrebbe riproporre la ricca bibliografia che mi elencò all'epoca per farmi cambiare idea 😉
Qui improvvisamente si cambia totalmente idea. Fino ad un secondo fa Xenakis era uno "Sperimentatore matematico", ma improvvisamente ha "tutto tranne che dello scientifico".
Dai rileggiamoci e cerchiamo di essere un po' coerenti altrimenti la cosa non si regge in piedi.
Leggo letteralmente da wikipedia: "Iannis Xenakis (Brăila, 29 maggio 1922 – Parigi, 4 febbraio 2001) è stato un compositore, architetto e ingegnere greco naturalizzato francese...."
ma "ha tutto tranne che dello scientifico"... Ma stiamo scherzando ?
e ancora
"Nel 1956 Xenakis pubblica una teoria della musica stocastica, la quale si appoggia tra l'altro sulla Teoria dei giochi di John von Neumann. L'alea diventa in questo contesto molto di più di un semplice "caso"; al contrario di quanto succede con Boulez (Terza sonata per pianoforte, o in altre coeve opere "aperte"), o con John Cage e le sue "rinunce", per Xenakis la probabilità è interamente calcolata, le regole vengono rese esplicite (vedi Achorripsis oppure ST/10-1 nel 1961). Il processo globale è interamente prevedibile, anche se gli avvenimenti che lo compongono sono aleatori. Con questa filosofia compositiva, Xenakis cerca di avvicinarsi ai fenomeni biologici ed agli avvenimenti naturali del mondo vivente."
Come si nota questo (anni sessanta) è il periodo della musica Stocastica di Xenakis cosa che sto sostenendo dal mio primo post ! (vi giuro che prima d'ora non avevo letto le voce Iannis Xenakis su Wikipedia).
thallo ha scritto:
La discussione è andata avanti, ma io oggi davvero non avevo voglia di rispondervi.
Ringrazio Xenakis (l'utente) per aver ricordato alcune mie passate discussioni. Non ricordo la bibliografia che ti ho dato, ma probabilmente la discussione avvenne sul tema musica e matematica. In quella situazione ricordai semplicemente come esistano una serie molto alta di scelte musicali alla base di composizioni apparentemente "formalizzate". La formalizzazione matematica ha metodi e scopi diversi. La formalizzazione pseudo-matematica di alcune composizioni (che non l'ha inventata Xenakis) è un isomorfismo, ovvero un ricercato stratagemma stilistico che tende a suscitare sensazioni, di ordine, di espansione progressiva, di processualità.
Co-me-se-i-o-par-la-ssi-co-sì-per-si-mu-la-re-un-ro-bot.
Chi legge questa frase e pensa che io sia un robot sbaglia. Chi ascolta Xenakis e pensa che quella sia matematica, e non musica, sbaglia.
Co - me - se - io ecc. ecc. è un insieme ordinato che viene segmentato e riordinato. Qui il punto è assai diverso ed assomiglia molto più a quello riportato da stellina invece. Se parliamo di stocastica organizzata in insiemi, allora dobbiamo piuttosto pensare a parole costituite da lettere accostate in modo casuale che vengono organizzate in gruppi "ordinati" e sovrapposte con una certa logica MATEMATICA, guarda il caso.
In un altro post che ho dimenticato di quotare chiedi un giudizio che non sia matematico ma musicale. Mi dispiace ma io non riesco proprio a vedere nulla che sia nulla, neanche una nota che sia musicale. Tutto quello che vedo è solo matematica e gruppi, utilizzati anche male per giunta.
Ho fatto questo breve excursus perché in questa simpatica partita a palla avvelenata, simpatica perché voglio sperare che se stessimo parlando a voce, il tutto sarebbe possibile davanti ad una buona tazza di thé; dove le due squadre ("pro herma" e "contro herma") si sfidano a colpi di tastiera mi sembra che la fazione "contro Herma" sia ben coalizzata nelle sue convinzioni e nei pochi ma saldi ideali che gli si contestano, mentre mi sembra che nella squadra pro herma ci siano opinioni divergenti, a tratti poco coerenti, in sostanza ognuno sta dicendo la sua ma se si vuole arrivare a convincere un gruppo credo che gli ideali dovrebbero essere non dico comuni ma per lo meno un po' più vicini...