Ti rispondo seriamente per ordine anche io...
A me non cambia che becchi le note oppure no, non fa senso questo discorso neanche suonando Beethoven o Chopin o Mozart, la stecca scappa a tutti; rispondevo a chi ha posto la domanda con una risposta sensata, ovvero, gruppi di note appartenenti ad insiemi.
1) Non hai capito il senso di quello che ho scritto... Basarsi su un fondamento matematico fa sì che ciò che viene proposto non sia casuale. E' però importante seguire questo algoritmo matematico fino in fondo ed effettuare le proprie scelte prima di mettersi a scrivere. La formalità e la coerenza si basa su questo. Ecco, qui non abbiamo coerenza perché se anche una sola nota non proviene dalla formalità dell'algoritmo utilizzato, beh allora si può assumere che il prodotto sia randomico. Esempio: se la serie di Fibonacci restituisce una serie ordinata di numeri che sono QUEI numeri (0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34...) anche cambiandone solamente uno farebbe propendere per una serie inesistente, che non è quella di Fibonacci e che possiamo assumere come stocastica, magari ordinata, ma stocastica es. (0,1, 1, 2, 3, 5, 8, 12, 21, 34)
Quello che io dico è che forse neanche voi sapete di cosa state parlando. Volete giustificare le critiche che vi si fanno dicendo che dietro c'è una spiegazione matematica, parlate di ricorrenze senza sapere dove sono queste ricorrenze. Le ricorrenze di cui parli sono tutte scritte in partitura, frase per frase ma la mia opposizione prende forma da prima, dalla base.
2) Anche questo non è vero, se cercherai sul forum vedrai che ho parlato molto bene di uno studio di Stockhausen suonato da Pollini, argomento vecchio di qualche mese, ergo quello che hai scritto è una falsità.
3) Questa frase che hai scritto è molto importante ed è vero che la sostengo e ti dirò di più, continuerò a sostenerla finché qualcuno non mi dimostrerà il contrario. Hai una bellissima cultura musicale quindi non puoi essere preso come esempio ma la dimostrazione di quello che dico è che quando 30 post fa' chiesi ai sostenitori di spiegarmi questa partitura, tutto quello che sono riuscito ad ottenere è stato: "leggi questo link". La mia richiesta era ovviamente provocatoria, resta il fatto che nei post precedenti ho solo sentito dire: "a me piace ascoltarla, a me non piace ascoltarla", nessuno ha motivato e argomentato la sua soddisfazione / insoddisfazione, l'unico a farlo sono stato io finora e fino a prova contraria. Mi piacerebbe ascoltare argomentazioni.
Andando avanti io non catalogo affatto questo brano come semplice, neanche come il più difficile, la mia osservazione iniziale riportando l'esempio di mia cugina era riferita e finalizzata alla randomicità delle note. Ed io non amo un brano Random.
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Guarda io non la chiamo battaglia contro i compositori, non la chiamo battaglia contro gli esecutori e battaglia contro i mulini a vento. Ognuno di voi può suonarla, non la ritengo stupida, affatto, mi sembra invece molto intelligente da un certo punto di vista, io la ritengo semplicemente inutile. Se anche esiste per la storia, se io non l'ascolto e non la suono, per me non esiste, questo è un dato di fatto. Il concetto di campo è ben chiaro anche in fisica. I campi esistono nel momento in cui c'è una particella che la sperimenta. Le particelle siamo noi: interpreti, compositori o semplici ascoltatori. Chi l'ascolta la sperimenta, per lui esiste, per chi non l'ascolta non esiste. Ecco perché mi sembra sciocco, con rispetto parlando, tentare di convincermi dell'importanza di qualcosa che per me non esiste. 😉