thallo ha scritto:
Ma nessuno può seriamente pensare che sia possibile imparare il contrappunto con De La Motte...
Sostanzialmente dissento! 🙂 Per "imparare seriamente" il contrappunto (e mi riferisco esclusivamente al contrappunto rinascimentale), penso che OLTRE a de la Motte e Dionisi-Zanolini, si dovrebbero leggere Meier, Jeppesen, Powers, le monografie sui compositori (i vari companions), la letteratura delle riviste specialistiche, si dovrebbe prendere confidenza con la trattatistica dell'epoca, da Aaron a Zarlino (ovvero dalla A alla Z!), bisognerebbe analizzare con cura i grandi compositori (e sono tanti, e più li si conosce più si apprezzano le differenze), si dovrebbe studiare seriamente il gregoriano (e come presupposto il latino, e la liturgia), bisognerebbe esercitarsi nella composizione "in stile", bisognerebbe cantare questa musica ... E sicuramente tante altre cose che al momento non mi vengono in mente.
Partendo da questi presupposti, mi sembra ovvio che nessuno possa pretendere di approfondire il linguaggio di Dufay Ockeghem Binchois Isaac in ventiquattro pagine: in quelle poche paginette si danno spunti, utili, di riflessione (sul ritmo, se non ricordo male!).
Dato per assunto che la conoscenza della modalità è imprescindibile per la comprensione della polifonia rinascimentale, preferisco un approccio che glissa del tutto sulla questione, piuttosto che una esposizione raffazzonata. Da questo punto di vista trovo maggiormente fuorviante, seppure giustificabile in relazione alla coscienza filologica dell'epoca, la riduzione dei valori ritmici adottata (ma non sempre!) dal Dionisi-Zanolini.
Diether de la Motte è stato innanzitutto un compositore/didatta, e non un musicologo. Forse lo apprezzo proprio per il mio orientamento più compositivo che musicologico. Trovo estremamente educativa, dal punto di vista compositivo, una lezione di composizione in stile basata su un minuzioso approccio analitico. Non vedo davvero una lettura della storia della musica dove il nuovo sostituisce il vecchio perché è migliore, al contrario: nel Contrappunto di de la Motte, come del resto anche nel Manuale di armonia, non abbiamo la costruzione di uno "stile scolastico a-storico" che indifferentemente mette nel calderone Josquin Lasso da Victoria e Palestrina (oppure Bach e Cesar Franck!).
Cosa di preciso nelle 57 pagine su Josquin non ti convince? http://it.scribd.com...ap-su-J-Desprez
Di sicuro è un approccio che lascia molto lavoro da fare all'allievo, e anche all'insegnante, ma al contempo indica un buon percorso di studio.
PS per la cronaca, non provengo dall'area cremonese ... sono di formazione bolognese 🙂