Prendo spunto da questa richiesta di Cristian83 per aprire una discussione ad hoc, mi sembra un ambito troppo interessante per perdere lo spunto fra i commenti del laboratorio sulla fuga.
cristiank83 ha scritto:
Fra l'altro colgo l'occasione per chiedere un po' a tutti (visto che sto trattando la fuga al conservatorio) con quali criteri determinate la modulazione del soggetto e quali limiti vi ponete al fine della conservazione del tema soggetto di base.
Intanto spieghiamo bene anche per chi si avventura nella fuga che quando parliamo di tonica o dominante non intendiamo una semplice armonizzazione del soggetto.
Si conviente che se un soggetto inizia con il quinto grado della scala (es. Sol in do maggiore) il soggetto è già modulante alla dominante.
Anche il settimo grado nella scala maggiore viene considerato dominante anche se alcuni lo considerano dominante solo se poi si scende sul quinto grado. Diverso è nel modo minore dove il settimo deve essere naturale per considerarsi modulazione al quinto grado.
Cavolo sono già stanco di spiegare tutte le possibilità e c'è ancora una sacco da dire...
... voglio solo capire se i vostri termini di ragionamento sono gli stessi dei miei, poi affronteremo tutte le possibilità.
Ok cristiank, io ero partita dall'esempio del laboratorio, che può includere delle piccole modulazioni, appunto tonicizzazioni. Su inizio e fine del S., certo...se un soggetto è tonale automaticamente è perchè inizia sulla dominante è sta modulando alla tonica e viceversa per la fine.
Nel Gedalge c'è un soggetto in re minore che inizia con << re do# re mi la sib la fa mi re do# re >> : in questo caso il do# non è da considerarsi appartenente alla dominante in quanto nel tono della dominante (la minore) ci sarebbe il do naturale per cui si risponde con << la sol# la si (naturale) mi fa mi do si (naturale) la sol# la >>
Se il soggetto fosse, sempre in re minore, << re do (naturale) re mi la si (naturale) la >> il do naturale apparterrebbe al tono della dominante e quindi si risponderebbe con << la fa sol la re mi re >>
La cosa strana è che se fossimo in re maggiore e quindi il soggetto fosse << re do# re mi la si la fa# mi re do# re >> ... 😉