RedScharlach ha scritto:
Il punto è proprio il rapporto fra il giudizio e il gusto, di cui giustamente parli. Il problema è: il nostro giudizio deve essere mediato da qualcosa di oggettivo? E questo qualcosa di oggettivo dovrebbe essere la storia? (Ma già qui vorrei aprire un’altra parentesi per chiedermi se non sarebbe meglio sostituire “giudizio” con “ascolto”).
Le tre citazioni – esempi perfetti (o imperfetti) di “giudizio storico” in cui “l’oggettivo” si rovescia nel suo contrario – non fanno quindi che consolidare le mie convinzioni.
Io penso che ogni nostro giudizio sia sempre mediato da qualcosa di oggettivo
La Storia non è quella che da le pagelle, in questo caso ai compositori, ma quella che ci racconta come la musica si è evoluta nel corso dei secoli.
Le tre citazioni che io ho riportato non hanno come fine quello di sminuire il compositore in questione perché tutte partono da una constatazione assolutamente condivisibile: Mendelsshon è stato un grandissimo compositore del primo Ottocento e questo perché si può essere grandi, nell'ambito di un'arte, sia che si operi in maniera rivoluzionaria sia che lo si faccia in maniera conservatrice e su questo non c'è alcun dubbio direi.
Il punto oggettivo non è dunque la Storia ma quello che noi riteniamo sia più importante da valutare nel giudicare un compositore: il tipo di musica composta, come è stata composta,se si è stati rivoluzionari o conservatori. Ma anche la vita, l'uomo, il pensiero. Tutti noi non siamo immuni da questo nel dare un giudizio. Fermo restando che ognuno però ha le sue priorità e su quelle basa il tutto.