Di nome e di fatto, ecco a voi il "cazzino". Quelli senalati da TheSimon sono ancora decenti
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Risposta 41 di Ludovica
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Di nome e di fatto, ecco a voi il "cazzino". Quelli senalati da TheSimon sono ancora decenti
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Sono d'accordo ma secondo me bisognerebbe focalizzare il discorso non sulla nudità in sé ma sul contesto. La nudità può divenire arte (vedi la maggior parte delle sculture), rappresentano corpi nudi, così come le pitture su tela. Ma un nudo "inusuale", ovvero in un contesto dove di solito non si mostra nudità rappresenta per la nostra cultura scandalo o esibizionismo. Ecco, se sono in spiaggia con moglie e figli e vedo uno conciato come quello del post di Ludovica, lo riempio di botte e lo mando a casa pieno di tumefazioni.
Si tratta dunque di rispetto per le persone che condividono lo stesso spazio e che vorrebbero trascorrere una giornata serena, senza imbecilli che si esibiscono con un calzino sui genitali. Allo stesso modo la serenità potrebbe essere interrotta da una persona che mi viene col burka in spiaggia, probabilmente islamica e, visto il periodo di attentati, vai a capire cosa nasconde sotto al burka.
Tornando ai contesti la Wang non suona nuda, potremmo al limite dire "un po' osé", ma indossa comunque abiti eleganti e scarpe eleganti che sono comunque tollerati nel contesto in cui si trova.
La commessa vestita come la Wang in un supermercato sinceramente non ce la vedo, non dico che starebbe male, semplicemente sarebbe un pesce fuor d'acqua perché siamo abituati a vedere le commesse del supermercato in abiti da lavoro.
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TheSimon ha scritto:
La nudità può divenire arte (vedi la maggior parte delle sculture),
Vero, ma anche la perversione (forse)
http://svirgolettate.blogspot.it/2013/10/apoteosi-dellano-la-mostra-ojo-del-culo.html
Amministratore
Concordo !
Anche io sinceramente queste cose non le capisco. Non ci vedo nulla di artistico, vedo solo una trovata pubblicitaria per far parlare di sé (per la mia opinione, non in senso positivo).
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:-)))Ludovica ha scritto:
Spiegherò il burka in termini molto occidentali. Il burca serve all'uomo per evitare di portare le corna. Neutralizzare ogni possiiblità di tradimento, questo serve. loro però possono fare quello ce vogliono...va beh! 🙁
Finalmente la risposta di una donna!
D'ora in poi parteciperemo alle discussioni del forum "rigorosamente" nude.
Fatevene una ragione.
;-)
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:-))) (ma loro possono, la commessa di Voghera NO!)Ludovica ha scritto:
Di nome e di fatto, ecco a voi il "cazzino". Quelli senalati da TheSimon sono ancora decenti
(Oltretutto rimpicciolisce, anziché esaltare "le gioie")
Ridicolo, ma innocuo.
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TheSimon ha scritto:
Sono d'accordo ma secondo me bisognerebbe focalizzare il discorso non sulla nudità in sé ma sul contesto. La nudità può divenire arte (vedi la maggior parte delle sculture), rappresentano corpi nudi, così come le pitture su tela. Ma un nudo "inusuale", ovvero in un contesto dove di solito non si mostra nudità rappresenta per la nostra cultura scandalo o esibizionismo. Ecco, se sono in spiaggia con moglie e figli e vedo uno conciato come quello del post di Ludovica, lo riempio di botte e lo mando a casa pieno di tumefazioni.
Si tratta dunque di rispetto per le persone che condividono lo stesso spazio e che vorrebbero trascorrere una giornata serena, senza imbecilli che si esibiscono con un calzino sui genitali. Allo stesso modo la serenità potrebbe essere interrotta da una persona che mi viene col burka in spiaggia, probabilmente islamica e, visto il periodo di attentati, vai a capire cosa nasconde sotto al burka.
Tornando ai contesti la Wang non suona nuda, potremmo al limite dire "un po' osé", ma indossa comunque abiti eleganti e scarpe eleganti che sono comunque tollerati nel contesto in cui si trova.
La commessa vestita come la Wang in un supermercato sinceramente non ce la vedo, non dico che starebbe male, semplicemente sarebbe un pesce fuor d'acqua perché siamo abituati a vedere le commesse del supermercato in abiti da lavoro.
Quindi se indosso un abito un po' osé dell'Oviesse non sono adeguata, mentre se indosso un abito un po' osé di Versace sono adeguata.
La Wang, al pari della commessa sta "lavorando".
Se si pretende serietà da una commessa, la si deve pretendere anche da un musicista, anzi a maggior ragione da un musicista.
Amministratore
Questa non l'ho capita sinceramente. Non mi sembra di aver parlato di marche di vestiti ma di contesti.
La wang sta lavorando in un certo contesto, la commessa in un altro a prescindere dalla marca del vestito.
Il parallelo con il tuo esempio è questo... Siccome una commessa va a lavorare in Jeans un cameriere che lavora all'Hilton può andare a lavorare in Jeans perché entrambi stanno lavorando. Non comprendo la logica di questo ragionamento...
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TheSimon ha scritto:
Questa non l'ho capita sinceramente. Non mi sembra di aver parlato di marche di vestiti ma di contesti.
La wang sta lavorando in un certo contesto, la commessa in un altro a prescindere dalla marca del vestito.
Il parallelo con il tuo esempio è questo... Siccome una commessa va a lavorare in Jeans un cameriere che lavora all'Hilton può andare a lavorare in Jeans perché entrambi stanno lavorando. Non comprendo la logica di questo ragionamento...
Devo essermi spiegata male.
Cercherò di essere più chiara (oggi è stata una lotta, sono sfiaccata). :-)
Se il problema è la nudità ed il messaggio che arriva è GUARDAMI!, trovo meno adeguato al contesto l'abbigliamento osé (sull'eleganza della Wang avrei qualcosa da dire, ma si tratterebbe solo di una questione di gusti) della pianista, rispetto a quello della commessa.
Amministratore
Beh io non la trovo comunque volgare, è un abito un pochino osé ma comunque elegante, che può dunque essere usato un in contesto elegante. Poi ci sono di mezzo i gusti. Quello che per me può apparire un osé elegante per altri può apparire sfacciato.
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Viola ha scritto:
D'ora in poi parteciperemo alle discussioni del forum "rigorosamente" nude.
Fatevene una ragione.
;-)
Allora giocoforza noi uomini parteciperemo 'rigorosamente' (e basta) 😆
A parte le stupidate (a volte non riesco ad autocensurarmi)... a mio avviso tutti i ragionamenti che ho letto (di entrambe le parti) hanno fondamento e ne esce una sorta di perpetuum mobile
Se devo essere lapidario mi ritrovo con gli argomenti di Simone: importanza della sicurezza > dovere di essere riconoscibili.
Se devo andare "sul filosofico"... è qui che si genera il moto perpetuo:
il burka (il burkini ne è un derivato) in certi luoghi del mondo nasce come imposizione maschile sulle donne.
in Italia una donna è libera di scergliere di indossare un tipo di abbigliamento che nasce come imposizione
in Francia una donna è "costretta a essere libera" (!) da questa imposizione
Non so. io faccio fatica a star dietro a tutto ciò...
Membro
LucaCavaliere ha scritto:
Se devo andare "sul filosofico"... è qui che si genera il moto perpetuo:
in Italia una donna è libera di scergliere di indossare un tipo di abbigliamento che nasce come imposizione.
__________________________________________
Questo è la "nostra" visione edulcorata del fenomeno.
In realtà, gli integralisti che risiedono nel nostro Paese se ne fottono delle nostre leggi e continuano a seguire i loro precetti religiosi e le loro usanze neo-medioevali.
La donna non può scegliere di indossare liberamente un abbigliamento, deve sottostare ai precetti religiosi e/o alle imposizioni familiari.
Le donne vengono trattate come animali da riproduzione.
Non confondiamoli con i cari e buoni e gentili e rispettosi e generosi e premurosi italiani (che facciamo impazzire).
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Viola ha scritto:
Ma ciò a cui assisto quotidianamente (e di persona) mi spaventa.
Mia cara Viola, la paura è un sentimento che ci accomuna a tutti gli altri animali dal più semplice a quelli più grandi e grossi e per questo, al pari della spiritualità, merita il più profondo rispetto e sarebbe un gravissimo errore ridicolizzarla.
Tutti abbiamo paura solo che la paura è soggettiva: c'è chi ha paura per certe cose e chi per altre e chi di ... entrambe. 🙂
La paura che tantissima gente ha oggi per quello che sta accadendo, per i cambiamenti e per il futuro sono comprensibilissimi e umani e sarebbe sbagliatissimo, da parte di ognuno di noi, a prescindere da come la pensiamo, non farcene carico e soprattutto sottovalutarli.
Questo perché la paura è una cattiva consigliera e se interessa una gran parte della popolazione di questo emisfero non va affatto presa sottogamba.
Proprio quasi un secolo fa, sempre in questa parte del mondo per paura del comunismo una grande fetta di persone si sono affidate al fascismo, al franchismo e al nazismo sperando in questa maniera di allontanare il pericolo della belva comunista e affidandosi al mostro che ha portato il mondo alla catastrofe.
Oggi per tantissimi occidentali il pericolo non è più il comunismo- ormai definitivamente sconfitto - ma è questa macedonia di culture che sta diventando il vecchio continente.
Si ha paura del "diverso" dell'"altro" da noi e corriamo il pericolo, consigliati e guidati dalla paura, di consegnarci nelle mani di populismi che erigono e erigeranno muri e che ci dicono che solo facendo come dicono loro si potrà risolvere i problemi.
Ma non è così secondo me e, scusami la mia presuntuosità.
Solo la tolleranza, la comprensione, il rispetto fra le diverse culture può farci continuare a sperare e renderci più ... "umani" e uniti. Non si tratta di rinunciare ai nostri valori, quelli nati dalla rivoluzione francese e non ancora pienamente nemmeno messi in pratica nemmeno da noi ma di renderli veramente universali.
A te - e a chiunque la pensi come te - dedico questa
che è la canzone più bella del mondo!Membro
Un'ultima cosa:
non è che ho fatto a meno del prete,
per avere l'imam.
Passo e chiudo.
Buona giornata a tutti.
Membro
La signora Wang, come buona parte delle pianiste di oggi, scelte per le loro conformazioni anatomiche sessualmente attraenti più che per la loro "arte", si veste in modo inopportuno e quanto meno insopportabile per il luogo e per l'occasione in cui, appunto, "lavora".
I vestiti che indossano le pianiste in voga hanno un eccesso concreto, un sovraccarico d'informazioni sessuali, che disturbano chiunque abbia una sana conformazione psicofisica e sessuale.
Sono un messaggio più chiaro di quello delle prostitute della stazione (o come le escort d'alto bordo che si vestono proprio in quel modo) che viene portato alle estreme conseguenze da imbarazzantissimi atteggiamenti alla tastiera che simulano il coito e l'orgasmo.
Trovo ancora più imbarazzante che nessun uomo si sia ancora opposto a questa insopportabile vetrina di donne vendute per il loro corpo, per il loro aspetto, anche nell'arte. (anche se, in verità, si è sempre fatto...)
Oppure, scusate la psicanalisi, di "gnocca" dal vivo se ne vede così poca che si ha bisogno di scrutarla, d'esplorarla morbosamente ovunque, ad ogni occasione, anche a teatro?
Sinceramente, se proprio dobbiamo dire la verità, era molto più sensuale la Argerich con quei bei maglioni invernali!
Queste, sia musicalmente, che fisicamente, mostrano soltanto quanto e come siamo messi male nella musica e nel sesso.
Membro
Un programma molto istruttivo sul ruolo della donna nella "cultura" occidentale
Membro
Sfregio della musulmana, non si toglie il velo
Il giudice non perdona: condanna esemplare