Armonia e contrappunto

Il contrappunto oggi

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Dante

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Messaggio iniziale di Dante

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E' un po' che mi domando se il contrappunto è un argomento ancora attuale. Non mi riferisco alla didattica, per cui al dovere più o meno condiviso di approfondire l'argomento, ma proprio all'esprimersi con modernità con queste tecniche (a prescindere dalla sintassi).

Forse è una domanda inutile, ma non ho ancora capito se può essere ancora un terreno "fertile"

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Risposta 2 di ScalaQuaranta

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mha...sarà il caldo...ma mi scappa di fare una riflessione filosofica:

nell'universo, a parte quel primo (e presunto) attimo che ha coinciso col big bang,

non si è mai verificata (presumo) la manifestazione di UN solo evento per volta.

è insita nella natura, organica e/o inorganica che sia, la concomitanza di eventi,

indipendenti tra di loro ma spesso collegati da legami, evidenti, meno evidenti,

fisici, logici, geometrici, ecc.

quindi anche nella musica che, pur essendo un'espressione intima, libera e personale dell'uomo,

è in senso lato espressione della natura, la concomitanza di eventi (leggi contrappunto) ha e sempre

avrà o dovrebbe sempre avere ragion d'essere, secondo me.

il concetto cardine è questo.

quello che si evolve è lo stile: le consuetudini di costruzione delle linee melodiche, gli intervalli, le fonti scalari da cui attingere e a cui fare riferimento, gli eventi sonori, gli strumenti musicali utilizzati, i procedimenti artigianali o concettuali, ecc.

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Risposta 4 di Zazza

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Avevi già avuto modo di apprezzare il Microcontrappunto

Tutto per dire che ha ragione Scala Quaranta...sta al compositore usare una tecnica con modernità, non è la tecnica in se moderna...è solo un mezzo.

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Risposta 5 di Ludovica

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ScalaQuaranta ha scritto:

quello che si evolve è lo stile

Merita una riflessione.

Per rispondere all'autore del topic, ultimamente mi sembra che tutti si siano buttati sul suono...dimenticandosi altri elementi della musica.

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Risposta 6 di pestatasti

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Ludovica ha scritto:

Merita una riflessione.

Per rispondere all'autore del topic, ultimamente mi sembra che tutti si siano buttati sul suono...dimenticandosi altri elementi della musica.

... anche in conseguenza dei mezzi: oggi è l'era dell'elettronica e del digitale.

Meno creatività musicale, più fantasia ingegneristica?

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Risposta 7 di micamahler

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Ah, il progresso, com'è sempre vissuto negativamente...

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Risposta 8 di Margherita1

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pestatasti ha scritto:

... anche in conseguenza dei mezzi: oggi è l'era dell'elettronica e del digitale.

Meno creatività musicale, più fantasia ingegneristica?

Purtroppo devo smentire, la "fantasia" ingegneristica serve eventualmente per le fasi di creazione del materiale...ma tutto il resto richiede molta creatività musicale...a partire dal temperamento, che non è così scontato sia quello del pf.

Praticamente serve ancora più creatività musicale che con i mezzi tradizionali....lo sto provando sulla mia pelle...

Però Pestatasti non so che conoscenze hai, puoi magari fornirmi qualche elemento di riflessione per entrare meglio nelle tue affermazioni?...magari ho dei limiti io, ma devo riconoscere che l'ambito elettronico è molto oneroso a livello di creatività ...

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Risposta 9 di pestatasti

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Margherita1 ha scritto:

Purtroppo devo smentire, la "fantasia" ingegneristica serve eventualmente per le fasi di creazione del materiale...ma tutto il resto richiede molta creatività musicale...a partire dal temperamento, che non è così scontato sia quello del pf.

Praticamente serve ancora più creatività musicale che con i mezzi tradizionali....lo sto provando sulla mia pelle...

Però Pestatasti non so che conoscenze hai, puoi magari fornirmi qualche elemento di riflessione per entrare meglio nelle tue affermazioni?...magari ho dei limiti io, ma devo riconoscere che l'ambito elettronico è molto oneroso a livello di creatività ...

No, no, nessuna affermazione... al contrario era una domanda (infatti ho messo il punto interrogativo) anche provocatoria.

Confesso la mia frustrazione e invidia per aver ormai divorziato malamente dall'elettronica dopo aver battuto e ribattuto la testa contro latenze ed altri problemi vari per me irrisolvibili e invece banali per chi mastica un minimo di ingegneria elettronica.

Scherzi a parte a me la musica elettronica (di qualità) piace molto.

Comunque sono davvero convinto che i mezzi influenzino il modo di scrivere e, quindi, l'estetica musicale.

Il contrappunto nasce da una scrittura pre-tonale concepita ancora per lo strumento musicale più antico: la voce.

Magari dico una sciocchezza ma ho spesso pensato che, oggi, i moderni sequencer inducano a scrivere "a strati sovrapposti". Il brano diventa una serie di "loop" che si ripetono e si combinano l'uno con l'altro. Effettivamente è una caratteristica che si riscontra, non certo nella musica colta cosidetta "contemporanea", ma in molti brani magari più leggeri e (perdonatemi se aggiungo un'altra castroneria) nel cosidetto minimalismo.

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Risposta 10 di RedScharlach

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pestatasti ha scritto:

Magari dico una sciocchezza ma ho spesso pensato che, oggi, i moderni sequencer inducano a scrivere "a strati sovrapposti". Il brano diventa una serie di "loop" che si ripetono e si combinano l'uno con l'altro. Effettivamente è una caratteristica che si riscontra, non certo nella musica colta cosidetta "contemporanea", ma in molti brani magari più leggeri e (perdonatemi se aggiungo un'altra castroneria) nel cosidetto minimalismo.

L'idea degli strati sovrapposti non è affatto una sciocchezza... ma io la trovo in molta musica "contemporanea", e non solo nel minimalismo: ad esempio in On and off and to and fro di Simon Steen-Andersen.

Ma questa idea si trova già completamente sviluppata nella Sagra della primavera, o in Debussy.

La domanda è: la scrittura a strati esclude il contrappunto?

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Risposta 13 di RedScharlach

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Gerardo ha scritto:

Per me i loop sovrapposti possono essere visti come canoni....

Non male come risposta!

Ma se i loop seguono cicli differenti, e quindi si sfasano? A quel punto non è più vincolante il rapporto di "nota contro nota", ma vale solo il discorso della fascia. Ad esempio, se mettiamo in loop le sequenze ABCD e ABCDE, abbiamo

ABCDABCDABCDABCDABCD

ABCDEABCDEABCDEABCDE

per cui il rapporto fra le due voci cambia di ciclo in ciclo. Dubito che in questo caso si possa parlare strettamente di contrappunto.

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Risposta 14 di Aspirante

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Provo a dire la mia vaccata 🙄 Non è che fra tutti questi canoni

http://www.pianoconc...ne-cancrizzante

... c'è ne uno che si sfasa? Che ne so, leggo

Canone per aggravamento o aumentazione

Canone per diminuzione

Canone ritmico

Di cui so poco e niente 🙁

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Risposta 15 di RedScharlach

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Hai ragione: il canone per aumentazione è una cosa del tipo

ABCDEFG

AABBCCDDEEFFGG

mentre il canone per diminuzione è

AABBCCDD

ABCD

per cui il contrappunto cambia di momento in momento.

Ma in questo caso le singole voci procedono gradualmente divergendo, e quindi mi sembra che non sia più valida l'idea di loop, che implica invece una ripetizione ciclica.

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Risposta 16 di ScalaQuaranta

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secondo me, si sta discutendo, NON sul concetto di contrappunto (che sì, siamo tutti d'accordo che nasce dal principio del 'punctum contra punctum') ma sull'evoluzione dei contenuti e degli stili compositivi che tale concetto ha compreso nel corso della storia.

non intendo aprire un dibattito sui massimi sistemi musicali ma vorrei fare qualche altra considerazione sull'argomento.

(perdonatemi....è sempre per colpa del caldo e per la bramosia del mare che rivedrò tra pochi giorni!!!).

dunque....

forse sbaglierò, ma quando penso al 'contrappunto' mi viene spontaneo impostarmi mentalmente sul principio supremo della 'concomitanza di eventi'. E per 'eventi' intendo una serie di entità musicali svincolate da qualsiasi legame 'gerarchico'. Mi spiego: una 'melodia accompagnata' sottintende un'entità superiore (la melodia) e un'entità inferiore (l'accompagnamento). Di conseguenza, mi viene spontaneo 'sentire' e 'pensare' questo tipo di musica come 'artificiale' o meglio 'innaturale' (in virtù del fatto che, in natura, non esistono, secondo me, eventi superiori o inferiori, ma solo e semplicemente eventi). Il principio del contrappunto in senso lato (e non il solo contrappunto fiammingo, alla bach, o alla palestrina, ecc. per intenderci) lo sento più vicino all'espressione naturale, più vicino all'essenza dell'universo (aò....ma che mme sò fumato???!!!). Quindi, che siano temi, linee melodiche, fasce, loop, micro-intrecci, ecc. credo si faccia sempre capo al concetto-chiave: la 'concomitanza di eventi'. Dentro questa 'scatola' possiamo metterci qualsiasi cosa, almeno 2 e che si manifestino contemporaneamente, libere, indipendenti e non predominanti.

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Risposta 17 di Eagle

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Il contrappunto è la linearità orizzontale della musica...ovunque rintracciabile, dovrebbe esserci contrappunto 🙂

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Risposta 18 di RedScharlach

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Eagle ha scritto:

Il contrappunto è la linearità orizzontale della musica...ovunque rintracciabile, dovrebbe esserci contrappunto 🙂

A dire il vero, non capisco bene la tua definizione: una monodia gregoriana è basata sulla "linearità orizzontale della musica"... quindi è anch'essa contrappunto?

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Risposta 19 di RedScharlach

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ScalaQuaranta ha scritto:

Quindi, che siano temi, linee melodiche, fasce, loop, micro-intrecci, ecc. credo si faccia sempre capo al concetto-chiave: la 'concomitanza di eventi'. Dentro questa 'scatola' possiamo metterci qualsiasi cosa, almeno 2 e che si manifestino contemporaneamente, libere, indipendenti e non predominanti.

Direi di no: il contrappunto non è una generica concomitanza di eventi, ma una concomitanza di eventi normata da precise prassi stilistiche. D'accordo, le prassi variano di epoca in epoca, ma il contrappunto nasce proprio per regolare e per controllare la concomitanza degli eventi. Anche i concetti di libertà, indipendenza e non predominio mi sembrano piuttosto vaghi.

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Risposta 20 di Dante

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Tanti interessanti contributi, ma mi resta il dubbio. Dalle vostre parole non ho capito se c'è stata nel tempo una "trasformazione" del contrappunto sino ad arrivare a cose tipo loop, etc.

Oppure sono cose effettivamente separate.

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