mha...sarà il caldo...ma mi scappa di fare una riflessione filosofica:
nell'universo, a parte quel primo (e presunto) attimo che ha coinciso col big bang,
non si è mai verificata (presumo) la manifestazione di UN solo evento per volta.
è insita nella natura, organica e/o inorganica che sia, la concomitanza di eventi,
indipendenti tra di loro ma spesso collegati da legami, evidenti, meno evidenti,
fisici, logici, geometrici, ecc.
quindi anche nella musica che, pur essendo un'espressione intima, libera e personale dell'uomo,
è in senso lato espressione della natura, la concomitanza di eventi (leggi contrappunto) ha e sempre
avrà o dovrebbe sempre avere ragion d'essere, secondo me.
il concetto cardine è questo.
quello che si evolve è lo stile: le consuetudini di costruzione delle linee melodiche, gli intervalli, le fonti scalari da cui attingere e a cui fare riferimento, gli eventi sonori, gli strumenti musicali utilizzati, i procedimenti artigianali o concettuali, ecc.