Armonia e contrappunto

Il contrappunto oggi

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Dante

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Risposta 21 di Frank

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Mi sembra un argomento molto attuale, a parte quanto è stato già detto mediterei anche sull’etimologia della parola contrappunto, che notoriamente significa nota contro nota.

 

La parola contrappunto sta in piedi da sola anche senza le specifiche: imitato, fugato, canonico, etc.

 

Per cui, riciclando la definizione di Eagle, si parla si di dimensione orizzontale ma di almeno 2 linee che interagiscono.

 

Secondo me la modernità sta nel “quali linee orizzontali” e “in che modo le stesse interagiscono fra loro”.

 

 

Ci sono regole per quali e come? Secondo me l’estetica può fornire diverse risposte.

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Risposta 22 di micamahler

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Val Maira

Condivido. Chameleon di Herbie Hancock

è secondo me un esempio di loop (anche se con piccole variazioni interne) dove i diversi elementi interagiscono in contrappunto a partire da

1) linea di basso (mano destra)

2) rispostina (mano sinistra)

3) chitarrina funky

4) etc.

Invenzione di Ligeti:

Questo è un evidente omaggio al mestiere...

Di per sè mi sembra che sia significativo ciò che ha detto Frank, cioè, l'estetica (solo lei o i manuali che ci saranno fra 300 anni 😃 ) può fornire delle risposte.

Aggiungerei però una cosa, contrappunto significa, com'è stato detto, almeno 2 linee orizzontali in relazione fra loro, cioè il movimento di una parte "condiziona" il movimento dell'altra. Tendenzialmente aggiungerei la necessità che ognuna di queste linee goda di un suo interesse e non si limiti ad essere un contraltare dell'altra.

Se si prende O King di Berio

dove la melodia principale è "sfasata" fra le diverse parti, beh, anche qui c'è una relazione fra le voci ovviamente non ritmicamente regolare ma

quasi a canone, a stretto. Rispetto ai precedenti, è un altro contrappunto ancora...

Idem

Ancora un'altra cosa!

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Risposta 23 di Feldman

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Ragazzi cari, putroppo son dovuto mancare per parecchio tempo dal forum. Comunque, dato l'argomento così interessante ed attuale, mi permetto di citare il compositore contemporaneo Luca Francesconi:

"Maestro, cosa serve per fare il compositore?"

Luciano Berio: "CONTRAPPUNTO e Analisi. Su questa siete a digiuno"

Il grande Berio, nella sua "intervista sulla Musica", disse chiaramente "non conosco mezzo migliore del contrappunto per collegare il cervello con le orecchie tramite esercizio sistematico".

Se un genio come Luciano Berio sosteneva questo.... un fondo di verità ci sarà!

Chi frequentava la classe di Donatoni a Siena negli anni '80 e '90, imparava a gestire delle tecniche compositive legate al modus operandi del grande veronese; chi invece ebbe la fortuna di frequentare le lezioni di Donatoni quando era docente di Conservatorio (Sandro Gorli e Alessandro Solbiati, ad esempio), ha oggi testimoniato il fatto che le lezioni del buon Franco erano fondamentalmente basate su due pratiche: l'analisi (relazioni nel materiale di partenza, sviluppo e trasformazione) e la fuga bachiana (contrappunto quindi!) spesso accompagnata dal trattato iperscolastico di Schoenberg (esercizi preliminari).

Ora, se due giganti del secondo '900 ritenevano il contrappunto una pratica fondamentale anche per il giovane imitatioincollista di turno (effetti a la' Sciarrin e cose simili, penso al Filidei e compagnia cantante) un motivo forse c'era, ragazzi.... certo, scrivere come Bach non serve a molto quest'oggi, ma è l'insegnamento e l'esperienza che contano! Quindi, W il Contrappunto.... e abbasso gli imitatioincollisti 🙂 Buone Feste!

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Risposta 26 di Dante

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antares86 ha scritto:

sarà ma a me come scriveva Bach piace parecchio 😉 anche se purtroppo non ne sarò mai capace ahah

Bach è unico e difficilmente imitabile...qualcuno ci riesce, anche con discreti risultati...ma scrivere 1000 brani diversi tipo quelli della sua portata ... e con una visione così ampia pensando al piano delle sue opere ... è quasi impossibile.

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Risposta 27 di RedScharlach

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Dante ha scritto:

Bach è unico e difficilmente imitabile...qualcuno ci riesce, anche con discreti risultati...ma scrivere 1000 brani diversi tipo quelli della sua portata ... e con una visione così ampia pensando al piano delle sue opere ... è quasi impossibile.

Scrivere à la Bach è difficile, ma non impossibile. Ovviamente Bach era molto facilitato in questo, poiché non si poneva il problema di dover scrivere ... à la Bach! Al contrario, lui era completamente libero di fare tutto ciò che voleva: e infatti, come osserva Dante, la sua opera è straordinariamente ricca e varia.

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Risposta 28 di Feldman

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RedScharlach ha scritto:

Scrivere à la Bach è difficile, ma non impossibile. Ovviamente Bach era molto facilitato in questo, poiché non si poneva il problema di dover scrivere ... à la Bach! Al contrario, lui era completamente libero di fare tutto ciò che voleva: e infatti, come osserva Dante, la sua opera è straordinariamente ricca e varia.

Quoto tutto, caro Red! 😉 Come stai?

C'è anche da dire che, pur avendo lo stesso artigianato e la stessa musicalità di un J. S. Bach, non potremmo imitarlo alla perfezione perchè non viviamo la sua epoca e non abbiamo le sue stesse esperienze professionali e di vita, tutti elementi fondamentali nella formazione di uno stile personale.

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Risposta 29 di RedScharlach

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Feldman ha scritto:

😉 Come stai?

Tutto bene grazie, spero anche tu! ... era un po' che non ti si vedeva da queste parti 🙂

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Risposta 30 di Feldman

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Non male, non male! Si, purtroppo ho dovuto mollare per mancanza di tempo. Mi fa piacere constatare che le "discussioni compositive" sono più vive che mai! Questo forum è davvero ben organizzato.

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Risposta 32 di Feldman

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RedScharlach ha scritto:

Già ... hai già visitato la nuova sezione Ascolti del XXI secolo?

Si, fantastica! Hai lanciato tu l'idea? Finalmente uno spazio per la diffusione della musica contemporanea...

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Risposta 33 di RedScharlach

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Feldman ha scritto:

Si, fantastica! Hai lanciato tu l'idea?

L'idea è stata di Frank ... io collaboro ben volentieri ... ho già in mente il prossimo ascolto 🙂

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Risposta 34 di Piccinesco

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Rispondo a Margherita 1: mi sembra un pò "strano" il fatto che l'approccio alla musica elettronica, ponga maggiori problemi rispetto alla scrittura con strumenti acustici. Se si parla di composizione (a qualsiasi livello), il campo dell'elettronica intesa come musica accessibile a chiunque per mezzo di vst free, synth hardware ecc..il problema della realizzazione di un lavoro (per me) risiede sempre nella capacità del compositore e non strettamente dalla difficoltà o meno che riscontra nell'uso di alcuni prodotti, a meno che non si parli di sintetizzatori con strutture complesse come Max msp e simili, per i quali è necessaria oltre alla conoscenza di ogni singolo elemento costitutivo di un sintetizzatore, ma in questo caso non ad un livello intuitivo come per software più semplici, anche (male non fa) una certa dimestichezza con l'acustica, ma qui già andiamo oltre. Intendo dire che se si usano i software più conosciuti o meno del mercato, anche su diverse piattaforme software (sistemi operativi), rimane comunque il fatto che, se non si intende comporre un pezzo specificando variazioni in diversi parametri di un sintetizzatore, come specifiche determinanti un processo studiato a priori, non capisco dove si incontri la difficoltà nell'usarli; per me è molto più difficile comporre per strumenti acustici soprattutto per quanto riguarda le possibilità tecniche ed esecutive. Con i software (si lo si vuole) è possibile fare di tutto, però sarebbe anche il caso di specificare tutto, e qui posso comprendere non tanto la difficoltà nel produrre il materiale, quanto nel preparare una partitura (molti neanche lo fanno, e per me sbagliano) aderente al risultato finale. Riguardo i loop invece, purtroppo dal punto di vista tecnico, troppi software mettono a disposizione funzioni random, e questo limita il processo creativo, perché molti si limitano ad usare questa funzione, quindi lasciando tutto al caso, e alla fine delegando al software scelte che dovrebbero essere, anche se istintive, personali.

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Risposta 35 di Margherita1

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Ok Piccinesco, ma il copia incolla o la casualità (e vogliamo metterci l'aleatorietà) esiste anche in ambito tradizionale...sta all'artista usare ma non abusare 🙂

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Risposta 36 di Piccinesco

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Villanova di Guidonia

Sul copia e incolla nell'ambito della musica elettronica penso (e ci sono moltissimi esempi) che di personale c'è ben poco, ma non è necessario arrivare a "certa" musica elettronica, basta prendere un genere che in Italia viene copiato e anche male, l'hip hop: genere dove vengono usate basi molto spesso ridondanti e povere di spunto personale, e peggio ancora quando gran percentuale della musica è ottenuta per mezzo di parti già pronte. Cose simili avvengono nella jungle, nella drum n' bass (ora non ricordo esattamente come si scrive) ecc..si usano gli stessi suoni, gli stessi effetti, e il tutto si riconosce dopo pochi secondi. Il problema è che poi chi fa così è convinto di essere un compositore. La musica aleatoria seria, non mi convince per il fatto che se uno lascia tutto o parte di un lavoro al caso, non sa cosa sta scrivendo, già è difficile scrivendo in modo tradizionale figuriamoci in questo. Poi per me non si può partire (qualcuno lo farà sicuramente) dal presupposto dello sconvolgimento da parte dell'ascoltatore, perché non riesce a capire (e ci credo, se non lo sa neanche il compositore figuriamoci gli altri), perché si perde. È molto più spettacolare se si riesce a scrivere qualcosa di particolare, ma che abbia un senso, che il tutto parta da un intento pensato, anche assurdo, ma che abbia un perché.

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