L. V. Beethoven

Il fatto che simili opere restino inaccessibili alla massa è forse una necessità

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Frank

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Risposta 21 di Tiger

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danielescarpetti ha scritto:

Io penso che le cose si stiano muovendo e che il “buon senso” e la “giusta ragione” dovranno trionfare, prima o poi, e che anche questi grandissimi compositori avranno il posto che giustamente gli compete nell'ambito della storia della musica.

Io penso che ce l'abbiano già, ma forse non è questo il succo del discorso. Ho letto appassionatamente (e avidamente) il topic; ad un certo punto qualcuno (non mi ricordo chi, scusate, tante righe) parla di potenziale.

 

Esattamente, potenzialmente con internet tutti possono, ma quanti fanno come Luca o te Daniele, che non siete strettamente addetti ai lavori ma vi interessate profondamente ( 😃 ) di cultura.

 

E a dirla tutta penso che si dica addetti ai lavori per fare prima e per non essere” snob”, dicendo ad esempio “colti” o “non colti” …. ma la sostanza è la stessa: se uno ha studiato è colto altrimenti no, l’addetto ai lavori è in un certo modo “costretto” ad esserlo o meglio, è il suo mandato e ci sono comunque molti che fanno finta di niente. Per cui onore a voi e onorato di poter parlare con voi…ma una volta c’era la scusa che la massa veniva tenuta a bada e “pilotata”, i mezzi non c’erano, adesso uno può fare esattamente tutto quello che vuole (tornando al volere) fare…ma poi si fa? Conoscete la musichetta del pulcino pio? Disco d’oro…

 

Adesso ,prendete qualsiasi brano pubblicato in questo forum da qualsiasi forumista …dopo il disco d’oro cosa esiste? Spero che abbia reso bene l’idea.

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Risposta 22 di Kappa

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danielescarpetti ha scritto:


Il 6 ottobre è stato consegnato a Venezia, il Leone d’oro alla carriera al compositore e direttore d’orchestra Pierre Boulez ormai ultimo fra i compositori viventi di quella che fu definita l'Avanguardia di Darmstadt.

In realtà c’è anche un tal Krzysztof Penderecki. Non so se conosci la sua musica ma è di gran lunga più ascoltabile di Boulez, anche più “teatrale”, passatemi la forzatura.


danielescarpetti ha scritto:


Questo insigne riconoscimento seppur tardivo, viene a premiare uno dei massimi compositori del Novecento e, probabilmente oggi, il più grande vivente - lo dico con rispetto parlando verso tutti gli altri compositori

Fra i viventi può essere, visti gli ultimi decessi…ma non sottovaluterei gente come Arvo Pärt per intenderci, vedi la sua ultima produzione. Inoltre, parlando dei recentissimi scomparsi, il vero colosso è Messiaen….come si diceva, tagliato fuori dal mondo accademico…per cui il mondo colto per definizione.

Sempre pensando al secolo scorso, se dovessi tornare indietro non citerei nemmeno Boulez, più che altro Mahler. Chiaro che se dai il premio quando solo uno dei tanti è ancora vivo … ai voglia a tardivo riconoscimento.
Ricordiamoci che Morricone ha preso il premio nobel per la musica …
http://www.pianoconc...l-per-la-musica

…c’è evidentemente qualcosa che non funziona nel ragionamento e siamo sempre nell’era di internet! Eh!

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Risposta 23 di Otello

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Il pulcino Pio e il premio Nobel a Morricone, annota Tiger. La musica, come le arti e lo spettacolo, è anch’essa soggetta di fatto alle cosiddette scelte di “mercato”. Dunque, sembrerebbe alle masse, per dirla con Frank. O ai molti incolti, se ho ben compreso il pensiero di Tiger.

“Mercato” è un termine che evoca molte suggestioni, una parola che vorrebbe intendere un concetto assai ampio. In realtà, “mercato” è un termine che non ha alcun significato, ma è utile solo a nascondere l’esistenza di gerarchie sociali, economiche e politiche che detengono un potere assolutamente incontrollato sulla società mondiale intera. La mitologia del “mercato” copre una realtà economica e politica nella quale il potere delle oligarchie è garantito da una quantità sterminata di protezionismi d’ogni genere.

Il “mercato” della musica, come qualsiasi altro, è nelle mani di affaristi privati. La musica professionistica si alimenta di operazioni commerciali senza alcuna concorrenza, perché i proprietari delle diverse società, che a vario titolo sono in questo business, si spartiscono gli enormi profitti che ne derivano. Tutti loro ne traggono vantaggio, perché i costi vengono pagati dal pubblico (che consuma spettacoli, dischi, edizioni librarie, gadget e abbigliamento connesso), dal lavoro di coloro che dipendono (in modo palese oppure occulto) da queste società, e molto spesso dai contribuenti tutti. L’istituzione politica è preposta al mantenimento di questi privilegi, e mai al loro smantellamento, semplicemente perché qualunque politico di professione dipende da gruppi affaristici.

L’Italia, più ancora degli altri paesi europei, è soggetta al potere degli Stati Uniti e dell’Alleanza atlantica. Le gerarchie “artistiche” rispecchiano inevitabilmente quelle delle diverse nazioni. Le maggiori multinazionali mondiali sono anglo-americane, svizzere e francesi. I russi sono superproduttori di materie prime. I paesi sudamericani stanno sfuggendo al controllo statunitense, perché i loro soci in affari, Russia ma soprattutto Cina, hanno sapientemente creato intorno a loro una fitta rete di protezioni.

Il vero continente scomparso oggi è dunque l’Europa, che paga un tributo enorme allo strapotere anglosassone in primo luogo, ma subisce anche le conseguenze della lotta infinita fra statunitensi da una parte e russi e cinesi dall’altra. Stabilito che la cultura, compresa quella musicale è sempre stata essenzialmente di matrice europea, non c’è dunque molto da stupirsi dello stato delle cose. In tutti gli ambiti.

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Risposta 24 di thallo

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Si sta andando un po' a braccio...

visto che sono stati tirati fuori argomenti interessanti, aprite qualche altro topic, così ne parliamo approfonditamente. Non so, qualcosa sul dopo Darmstadt, o sull'etica del compositore (vedi Beethoven), o sul mercato e i riconoscimenti. E' un peccato perdere questi spunti, ma qui diventa tutto troppo "centrifugo" :-)

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Risposta 25 di Otello

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Hai ragione, Thallo. Il fatto è che Frank ha iniziato un argomento tanto interessante quanto vasto. E' facile perdersi in tale abbondanza.

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Risposta 26 di CanCan

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thallo ha scritto:

visto che sono stati tirati fuori argomenti interessanti, aprite qualche altro topic, così ne parliamo approfonditamente.

o sul mercato e i riconoscimenti. E' un peccato perdere questi spunti, ma qui diventa tutto troppo "centrifugo" :-)

Per i riconoscimenti In realtà c'è già, è stato pure segnalato ... tu cosa ne pensi?

http://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/1777-premi-nobel-per-la-musica/

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Risposta 30 di CanCan

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thallo ha scritto:

io intendevo riconoscimenti più immateriali :-) ma ok

ah, non avevo capito...si parlava di "Leone d’oro" ... e allora ho fatto 1+1 ... 🙂

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