pestatasti ha scritto:
La musica è linguaggio (almeno secondo l'opinione ancora consolidata) e come tale non può fare a meno della forma (altrimenti risulta incomprensibile).
si sono scritti libri e libri su tutto questo. E, credimi, nessuna opinione è consolidata, soprattutto quella che la musica sia un linguaggio.
L'opera d'arte è sostanza e forma.
come sopra.
Per altro, io continuo sempre a pensare una cosa... ok che abbiamo una didattica tremenda in Italia, ma quando a scuola vi dicevano "è così e basta" voi eravate contenti? Le affermazioni vanno argomentate, non dico provate, ma almeno argomentate.
In più di 2000 anni di filosofia ci sono state CENTINAIA di definizioni di forma.
Su tutto il resto, quindi, stesso giudizio di genericità...
Rispondo anche ad Aspirante.
Riesci a dirmi cosa non capisci? Magari citando il mio messaggio, non so... non è così lungo.
Ripeto comunque i concetti chiave.
Esistono "principi formali" ed esistono "forme".
Il principio formale è, nelle parole di Plotino ( http://it.wikipedia.org/wiki/Plotino ), l'unicità a cui si riduce il molteplice. L'idea che un intero pezzo sia costruito su pochi elementi, o perfino su un solo elemento, è una diretta conseguenza della filosofia della forma di Plotino che, piuttosto che parlare di forme, parla appunto di principi formali. A me non piace fare quei paralleli tipo "Plotino vive nel medioevo, allora la musica medievale segue la teorizzazione di Plotino". Non sempre funziona così, anzi. Ma esistono composizioni, anche medievali, in cui funziona così. Molta polifonia antica ha dei principi formali unificatori, ed il mottetto isoritmico (un genere) più che avere una forma ha una serie di principi formali.
La forma, invece, è in genere un modello con cui si susseguono le parti di qualcosa. Più o meno questa definizione è aristotelica (Aristotele parla della forma della tragedia ne La Poetica). Quando parliamo di forme tripartite o bipartite parliamo, effettivamente, di forme, esterne. Le forme si riconoscono dall'esterno, in un certo senso. I principi formali dall'interno. Non so, sarebbe come dire che le forme sono le formine per i biscotti, che non tengono insieme la pasta ma la delimitano. In realtà, però, la pasta sta insieme perché hai scelto di unire burro, uova e farina, e questa unione è il principio formale, la costante strutturale del biscotto.
Quasi tutte le forme musicali sono un'unione di forme esterne e di principi formali. La forma sonata, come si sa, è tripartita. Ma il fatto che sia bitematica non ha a che fare con la forma esterna, è piuttosto un principio formale.
Quando parlo di organicismo parlo di quella particolare unione tra forma esterna e principio formale che c'è negli esseri viventi. Pensa al DNA. Il DNA è un principio formale, cioè, non è visibile dal di fuori ma è il principio per cui tutto si forma. L'idea che una composizione ben scritta abbia alla base un principio formale così forte da essere l'unica cosa da cui si sviluppa è un mito fondatore di molta musica classica (e di molta analisi musicale). La stessa analisi schenkeriana, una tecnica di analisi di cui abbiamo parlato spesso su questo forum, si basa sull'idea che alla base di OGNI composizione tonale ci sia una stessa struttura formale.