Riprendendo una tecnica già sviluppata da Beethoven, Brahms usa accostare zone armoniche lontane mediante nessi non basati sui collegamenti armonici.
La prima frase del primo movimento dell'op. 60, in Do minore (bb. 1-10), si conclude con una cadenza sospesa sulla D, ma è una quinta vuota, senza la terza Si. A b. 11, invece della tonica, irrompe drammaticamente il Si bemolle, che traspone l'impianto armonico un tono sotto: dal I al VII, da Do minore a Si bemolle minore, senza modulazione.
La duplice progressione delle bb. 13-20 arriva alla D di Si bemolle minore, ma a b. 21 c'è una cadenza piuttosto sorprendente, e molto ingegnosa: invece del Sol bemolle maggiore troviamo il Sol maggiore, ovvero una cadenza d'inganno al VI alterato, anziché al VI naturale; e per di più si tratta di un VI maggiore, ovvero la D della tonalità di impianto.
Ma l'oscillazione fra il Si bemolle minore e il Do minore non si risolve se non a b. 27, con una D di Do minore, anch'essa incompleta (stavolta manca il Re, che viene sostituito alla battuta seguente dal Mi).
http://petrucci.mus.auth.gr/imglnks/usimg/5/58/IMSLP179859-PMLP29589-Brahms_Werke_Band_8_Breitkopf_JB_28_Op_60_scan.pdf
E a proposito delle quinte vuote, di cui già aveva parlato Frank, uno degli esempi più evocativi è forse l'inizio della prima Ballata dell'op. 10: evidentemente proprio con l'intento di dare un tono popolare e arcano.
http://conquest.imslp.info/files/imglnks/usimg/e/e1/IMSLP84163-PMLP04266-Brahms_Werke_Band_14_Breitkopf_JB_60_Op_10_filter.pdf