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Intervista 2004/2007 al compositore Paolo Castaldi

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Ludovica

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Risposta 21 di Gerardo

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rstrauss ha scritto:

 Stessa cosa di quando parla di Beethoven dicendo che "suona male".

Secondo me non aveva un accezione negativa, anzi, definisce quel modo come il "sound" beethoveniano. In sintesi, il suo bello. Probabilmente era un riferimento velato alla raffinatezza, che ovviamente è intrinseca nella scrittura di Mozart. Beethoven è tutto tranne che raffinato.

A tal proposito, riferendomi al tuo commento su Mozart, parti dal presupposto che una cosa splendida sia anche utile. Il passaggio non è così scontato, comunque condivido la tua osservazione per la parte relativa a WAM

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Risposta 22 di Piccinesco

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Conosco poco del lavoro di Beethoven, ma non lo percepisco così "rude" come spesso si scrive, al contrario trovo che Mozart (è un'impressione) si è anche "trattenuto".

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Risposta 23 di RedScharlach

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Ma Castaldi considera sensata la propria musica? Immagino di sì (perché dovrebbe scrivere qualcosa di insensato?) ... Mi chiedo però per quale ragione la musica di Castaldi sarebbe sensata, e quella di Donatoni no.

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Risposta 24 di Ettore

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mmhm Red, torna il concetto di "senso" e non significato.

A me sembra, seppur in modo approssimato, che delle motivazioni (ovvio, sue) le dia. Tira fuori Donatoni in un contesto molto preciso, o sbaglio?

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Risposta 25 di RedScharlach

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Francamente no, non mi sembra molto preciso ... anzi, mi sembra piuttosto generico.

Comunque ho ascoltato solo un paio di cose di Castaldi, senz'altro troppo poco per farsi un'idea, ma devo dire che non mi è chiaro per quale motivo la sua musica è sensata (o dotata di significato? boh?) e quella degli altri compositori da lui citati no. O meglio, capisco dove va a parare con Stockhausen. Ma con Donatoni? Dov'è che la musica di Donatoni si abbandona al grafismo fine a sé stesso? ... Mah!

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Risposta 26 di LucaCavaliere

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D'accordissimo che la musica funziona in modo «molto strano»: quando parla della «lama sottile del presente», che è ciò che possiamo "toccare", e la memoria del passato che ci aiuta a ricostruire l'intero.

Aggiungo (scoperta dell'acqua calda) la 'memoria del futuro': il fatto che di un'opera che abbiamo ascoltato già altre volta abbiamo la memoria di "dove andrà"; anche se non sappiamo "come ci andrà" e con che "faccia" (e questo è il bello dell'interpretazione 😎).

Per nulla d'accordo sull'affermazione che la musica sia fatta di fogli di carta in quanto quelli sono ciò che di tangibile il compositore ci ha consegnato.

Va bene: «le note sono l'interpretazione della musica» (io intendo questo come: le note sono l'interpretazione di un'idea sonora).

Ma le note (scritte) non sono la musica. Suvvia!

Che poi ci sia bisogno della partitura in mano per sfuggire al questa «maledizione»...  Maledizione!?...

Ma è la bellezza di un'arte che si svolge nella dimensione del tempo. Altro che maledizione!

Per chi ascolta ci vogliono orecchie, testa e... voglia. Non una partitura in mano.

A volte vorrei non saper leggere il pentagramma per avere un rapporto più 'sonoro' con ciò che ascolto, senza che una parte di me vada a distrarsi (a mio avviso inutilmente) immaginando il tracciato su carta di ciò che sto ascoltando. (Esagero, ma solo per render l'idea)

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Risposta 27 di LucaCavaliere

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Gerardo ha scritto:

A tal proposito, riferendomi al tuo commento su Mozart, parti dal presupposto che una cosa splendida sia anche utile. Il passaggio non è così scontato

non sarà un passaggio scontato, ma a me pare un bel presupposto 🙂

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Risposta 28 di Xenakis

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RedScharlach ha scritto:

Francamente no, non mi sembra molto preciso ... anzi, mi sembra piuttosto generico.

Comunque ho ascoltato solo un paio di cose di Castaldi, senz'altro troppo poco per farsi un'idea, ma devo dire che non mi è chiaro per quale motivo la sua musica è sensata (o dotata di significato? boh?) e quella degli altri compositori da lui citati no. O meglio, capisco dove va a parare con Stockhausen. Ma con Donatoni? Dov'è che la musica di Donatoni si abbandona al grafismo fine a sé stesso? ... Mah!

Anche secondo me è troppo vago, certo, il Donatoni che scrive brani su frammenti di giornali sparsi qua e la per terra...è un discorso, altri brani un'altro. Per cui come notava RStrauss, troppo vago in tutto. E ome hanno detto anche altri, a volte si capisce dove vuole andare a parare ma il suo percorso non è molto chiaro...sempre se segue un percorso.

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Risposta 29 di Zazza

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rstrauss ha scritto:

Condivido quasi tutto quanto detto da Castaldi ... quello che non mi è piaciuto è il commento su Mozart, viziato anche da un'evidente contraddizione : parla di una splendida sinfonia basata sulle note "pe-pe-pe po-po-po" e poi definisce la musica di Mozart "inutile" ... allora è splendida o è inutile ? Bah ... parlare adesso di inutilità di una musica scritta nel 1700 è fuoviante. Lui dice che Mozart era come adesso la musica Pop e che la si può ascoltare durante il pranzo o durante altre attività ludiche. Tirata un pò ci può anche stare, ma non si può certo generalizzare ... potrei essere d'accordo se parliamo dei trii, di qualche concerto per pianoforte o di qualche sinfonia giovanili ... non si può certo definire così le messe, le ultime sinfonie, i concerti della maturità le opere ecc.

Praticamente RStrauss, se volessimo trovare un criterio "comune", potremmo dire che si "salvano" dal discorso di Castaldi le opere più contrappuntistiche, che per definizione sono anche quelle più "dotte" (soprattutto se il contrappunto sfocia nella fuga)

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Risposta 30 di rstrauss

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zazza, si ... volendo sintetizzare ... ma sintetizzare qui non funziona, anzi cadi nello stesso errore di Castaldi. Quello che lui ignora o vuole ignorare è che Mozart scriveva quasi tutto per intrattenimento ... musica destinata ad essere eseguita alle "accademie" durante le quali una parte del pubblico ascoltava e gli altri facevano tutt'altro ... la musica è sempre la stessa, quello che è diverso è il pubblico.

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Risposta 31 di Zazza

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rstrauss ha scritto:

cadi nello stesso errore di Castaldi. Quello che lui ignora o vuole ignorare è che Mozart scriveva quasi tutto per intrattenimento ...

No, scusa. Ma castaldi cosa dice? Proprio questo 🙂

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Risposta 33 di Zazza

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rstrauss ha scritto:

si ... però poi precisa "inutile" ... rovinando quando detto prima.

Più che rovinare, precisa che per lui la musica da intrattenimento è inutile. Ne prendiamo atto.

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Risposta 34 di rstrauss

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mi piacerebbe capire per cosa scrive lui la sua musica ? ... per conciliare l'appetito ... oppure forse il sonno ? ... la musica è intrattenimento !

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Risposta 35 di Gerardo

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rstrauss ha scritto:

 ... la musica è intrattenimento !

Una parte della musica si, non tutta 🙂

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Risposta 36 di Piccinesco

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Diciamolo, chiunque potrebbe scrivere musica per fare il gradasso, per ostentare tutta la sua conoscenza, per dimostrare chissà cosa, questo vale per chiunque, sempre e fermo restando che quest'ultimo chiunque precisi il suo intento.

Ieri vedevo un intervento di Carmelo Bene di qualche anno fa (me lo ha consigliato un amico mentre parlavamo di Leopardi), non conoscevo e non conosco Bene, non so cosa ha fatto, però da quel poco che ho potuto vedere l'impressione che ho avuto è di una grandissima arroganza, mascherata in alcuni momenti da una serietà che bisognerebbe analizzare per vedere se era vera o ricercata.

Poi non avendo (io stesso) conoscenze in merito a specifici argomenti non saprei e potrei rispondere o trarne conclusioni, o comunque pareri; però l'atteggiamento è quello che per primo colpisce, e se una persona, seppur con una grande cultura è così arrogante, preferisco una un pochettimo più ignorante, ma con la quale ci si può parlare, questo senza nulla togliere al merito.

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Risposta 37 di LucaCavaliere

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rstrauss ha scritto:

mi piacerebbe capire per cosa scrive lui la sua musica ? ... per conciliare l'appetito ... oppure forse il sonno ? ... la musica è intrattenimento !

Già scrivere musica che per conciliare il sonno mi pare una cosa nobile... Ma in ogni caso: non credo esista musica inutile.

Esiste musica composta per intrattenimento, per ballare, per creare l'atmosfera giusta per fare sesso, per pregare, per lavorare, per rilassarsi, per proclamare nobili ideali, per pranzare, per correre, per prendere sonno, per non prendere sonno, per esaltare alla lotta, per esercitarsi nella composizione, o perchè semplicemente... sia piacevole (ad altri), oppure sia piacevole anche solo all'autore (non lo escluderei),

Una musica ha sempre una funzione in origine.

Una funzione che, a seconda delle idee personali, possiamo approvare disapprovare o guardare con sospetto.

Poi succede che, nella fruizione, si possono mischiare le cose; e un brano composto con una funzione venire usato per scopi a volte anche molto lontani da quello originale.

E anche in questo caso... a volte ci sono "contaminazioni" interessanti, a volte si assiste a grosse porcate (ma anche in questo il giudizio soggettivo 🙄)

P.S. Personalmente non ho nulla contro nessuno di quegli scopi che mi sono venuti in mente e ho elencato (chissà quanti ne ho dimenticati).

Mi sento infastidito solo dall'idea di una musica in cui la vendibilità e il ritorno commerciale siano non già la conseguanza finale (sacrosanta), ma... l'idea "ispiratrice" iniziale.

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Risposta 38 di Piccinesco

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Riguardo l'ultima osservazione, abbiamo flotte di dj's che usano pezzi altui, il più delle volte rovinando tutto (come al solito), e avendo anche successo. Non se ne esce.

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Risposta 39 di Annuccia

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rstrauss ha scritto:

 ... la musica è intrattenimento !

mmhmm, a me è subito venuta in mente la musica sacra. Dubito che un corale Luterano serva ad intrattenere, è parte integrante del protestantesimo. Come questo esempio ce ne sono molti altri, vogliamo paralre degli inni? Cosa dovrebbero andare ad intrattenere?

Chiedo, giusto per capire se mi è sfuggito qualcosa 🙂

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Risposta 40 di rstrauss

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Annuccia ha scritto:

mmhmm, a me è subito venuta in mente la musica sacra. Dubito che un corale Luterano serva ad intrattenere, è parte integrante del protestantesimo. Come questo esempio ce ne sono molti altri, vogliamo paralre degli inni? Cosa dovrebbero andare ad intrattenere?

Chiedo, giusto per capire se mi è sfuggito qualcosa 🙂

Hai ragione, infatti io non volevo sconfinare, ma restare nell'ambito di quello che ha detto Castaldi. Sono d'accordo che la musica sacra non ha niente a che fare con l'intrattenimento, infatti la definiamo sacra !

LucaCavaliere

Avrei un esempio del tuo P.S. e cioè di musica creata solo a scopi commerciali : G. Allevi. La massima espressione del marketing musicale a beneficio di un personaggio inventato da uno staff di persone di altissimo livello professionale e che io rispetto (solo loro).

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