Mi sono ascoltato più volte il brano, anche io in cuffia, e condivido diverse delle impressioni già raccontate.
In prima battuta ti dico che anche Berg, che era di quel periodo, scriveva serie "ingentilite" 🙂. Per cui non rappresenta un problema perchè non sei Schoenberg, vivi oggi e non un secolo fa ... per cui prendi una serie e facci quello che ti pare. Dici che
"Tra l'altro ho capito che quando la serie è buona... metà del lavoro è fatto."
Non solo le scelta delle note (e degli intervalli, sorattutto. Implicito) è importante ma, come giustamente dice Thallo, anche la sua articolazione ritmica...che almeno deve arrivare nel suo sviluppo. Ma anche qui, quando una giornata d'inverno è veramente definita e articolata?
Per spingerti oltre, il primo suggerimento utile che mi è venuto in mente è stato già speso da Thallo (che mi "ruba" sempre le risposte migliori 🙂 )...comunque è proprio quello di masticare il buon Messiaen (Thallo siamo parenti? 🙂 ) che a livello timbrico è uno dei maggiori fautori dello scorso secolo, se non il massimo esponente.
A proposito degli interpreti, a me ha colpito di più la viola...anche se per definizione tutti se la prendono con lei. Io di solito mi fido dei buoni interpreti e spesso fanno nascere idee e buoni desideri, per cui la vera domanda è...come mai non ha assecondato il fff. Eppure non mi sembra di primo pelo.
Ti confermo che il mio desiderio più grande è stato quello di sentire veramente silenzio quando c’era scritto ... peccato per il file audio, ma con una buona immaginazione 🙂
Comunque lo reputo un buon pezzo soprattutto in base alla risposta che hai saputo dare alle difficoltà che ti sei posto di superare.
Rendere attuale una serie, con un organico interessante ma difficile e spingendosi nella ricerca timbrica.
Calcola che è più difficile far suonare 2 strumenti che un intera orchestra 😉 per cui io se fossi in te sarei soddisfatto in generale.
Mi piace lo spazio sonoro che definirei “desolato”, un posto alla quale sono molto affezionato e se fossi un uomo della prima metà degli anni ’950 ne abuserei … intendo proprio di questa indicazione, anche se noto si sta riscoprendo la moda di usare nelle indicazioni di tempo termini descrittivi. Per cui questo ci scriverei …
Mi complimento e al prossimo lavoro.
Frank
PS
Sul discorso regole, condivido quanto scritto un po’ da tutti, è anche vero che si parla di regole di gusto, gusto di un certo periodo … tu ti costruirai col tempo il tuo dizionario che sarà a sua volta mosso dal gusto, il tuo gusto, e ti creerai un posticino "regoloso" o "regolamentato" dovei ti sentirai a casa e “rassicurato” 🙂