L. V. Beethoven

La Morte Di Beethoven

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Fenice

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Risposta 21 di Thesimon

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Ariccia, RM

Con grande piacere. Attendiamo tue pubblicazioni. Qui c'è sempre fame di sapere, e le argomentazioni poste in questo modo, quasi come un racconto affascinano e non stancano. Comunque vista la tua dialettica alla quale non è possibile non farci caso, io ci penserei a scrivere un libro Armando. Ti metto la pulce nell'orecchio... Chissà che degli incipit da parte di chi ti legge non ti smuovano 😛

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Risposta 22 di OrlandiArmando

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Caro Simone,

Come sempre sei molto gentile ed affettuoso. Nella vita ho preso sempre molto seriamente i giudizi altrui. In effetti, studiando con Beltrami senior, in prossimità dell' esser diplomato, si parlò molto circa la mia qualità musicale. Questa era scarsa, piuttosto scarsa... Non è un male dire - e ammettere - che alcuni aspetti della vita non ti posso che riservare gratificazioni limitate. Non sarei mai stato un musicista. Questo è tutto. Non ho vissuto questa "limitazione" con vero dolore; oggidì non posso fare molte cose che a vent' anni riuscivo a far bellamente. L' analisi stringente sulle mie possibilità mi ha portato verso l' infinitamente piccolo; (come mi disse Giovanni Guanti è nell' infinitamente piccolo che si trova l' infinitamente grande----- ma forse citava Pasteur!!!) ovvero sfruttando le mie - queste si - indubbie capacità di "Vertigine del Catalogo" come dice Umberto Eco, mi son dedicato agli abbozzi beethoveniani. In questo ambito mi posso - e mi devo - muovere. La mia capacità (se così si può dire) deve essere messa a servizio di Internet e dei suoi sbalorditivi fruitori. Tempo fa parlammo di una possibile sezione dedicata ai grandi musicisti; ebbene nella speranza che quel poco che so possa interessare , amico mio, eccomi pronto... al tuo servizio!

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Risposta 23 di Eagle

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OrlandiArmando ha scritto:

Tempo fa parlammo di una possibile sezione dedicata ai grandi musicisti;

Mi sembra interessante; da quello che ho letto sarebbe magari linkabile anche dal tuo sito su Beethoven?

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Risposta 24 di OrlandiArmando

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..............Che poi una descrizione davvero calzante è proprio qua; a volte la soluzione è proprio "casalinga" ma chi vede lontano non vede gli occhiali sul suo naso. E qui aggiungo pure una faccina, magari perplessa: 😐

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Risposta 26 di OrlandiArmando

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E dopo la tombolata, vedo che devo ancora una piccola replica ad Eagle. Mi vorrà scusare del ritardo. No, gli articoli non sono sul sito, ma se vorrà apriremo un piccolo post su cui trascriverò ogni singolo articolo, se questo vi può fare piacere. Intanto, sul sito, sto aggiungendo ogni singola descrizione per ogni opera di B., ed ho praticamente coperto tutte le opere da 1 a 138 (manca ancora l' opus 84, la 113 e 117 e poco altro). Inoltre mi dovrebbero arrivare gli scan del manoscritto che proprio pochi giorni fa è stato venduto all' asta per una cifra pazzesca. Gli Mp3 saranno presto on-line.

A presto!

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Risposta 27 di pianoexpert

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rocca di papa

Armando, grazie per questi bei contributi che ci regali. Anche a me farebbe piacere sapere se hai scritto o scriverai un libro sul Grande. La sua Musica è un "tuono" nella storia e suonandola si percepisce il "fuoco". Complimenti

Paolo

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Risposta 29 di OrlandiArmando

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Grazie Paolo e scusa per la risposta tardiva. Non merito elogi, veramente!

Si potrebbe dire "di che cosa NON morì"! Esistono interi trattati sulle patologie di Beethoven, ed alcuni titoli li trovi sulla sezione bibliografia del sito. Per tutta la vita, fu un uomo malato cronicamente.

Rispondere succintamente a questa domanda sarebbe un torto a Ludwig e forse andrebbe anche al di là di un semplice post; quindi mi limito a rispondere direttamente alla domanda: Qualcuno sa dirmi la causa della morte di Ludwig van Beethoven? La risposta: Complicazione epatica derivata da un infezione polmonare (bronchite-polmonite o broncopolmonite) contratta a fine dicembre 1826, con decorso infausto. (Arresti cardiaci, blocchi intestinali o renali, ma le stesse broncopolmoniti sono risultanti infauste di malattie pregresse di vario genere). Per ciò mi fermo: mi verrebbe da dire circa il significato ottocentesco di Cancro, di Febbre, di Colica, di Umore, ma si va già al di là del generale.

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Risposta 31 di OrlandiArmando

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Ciao Ray piacere!

Cirrosi è fuorviante: si pensa alla cirrosi epatica da alcool..... a questo punto ecco le parole di Weissenbach: Il fegato era « ridotto alla metà del suo normale volume, coriaceo e di un colore blu verdastro, pieno di noduli della misura di un fagiolo, sia sulla superficie tubercolata, sia al suo interno ».

Quindi Si tratta qui di cirrosi macro-nodulare, cioè post-epatitica e non di cirrosi micronodulare che è proverbialmente legata all’alcoolismo. Infatti l’epatite di Beethoven aveva avuto un lungo decorso, come dimostra la sua storia clinica a partire dal 1821, ed esplose dopo il freddo sofferto durante il viaggio da Gneixendorf a Vienna. Tale epatite cronica attiva, associata a colite, reumatismi, catarri ripetuti, ascessi, criopatia (affezioni da raffreddamento), l’oftalmia e le malattie della pelle, ci fanno pensare in maniera determinante a un’immunopatia del tessuto connettivo. In questo caso il quadro clinico sarebbe spiegato in modo perfetto, a differenza dell' aloolismo. (non è una opinione etica!!!)

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Risposta 32 di Lucas

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Non mi ricordo dove l'avevo letto, ma sembra che all'epoca, per esaltare il gusto del vino e renderlo più "appetibile" a chi potesse essere più assuefatto ad esempio per effetto dell'alcoolismo, si usavano bicchieri di piombo (o trattati con questo materiale)...che evidentemente proprio bene non faceva o comunque costituiva un'aggravante.

Cosa ne dite? E' la classica bufala?

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Risposta 33 di OrlandiArmando

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Ciao Lucas.

Ma ciao Lucas!

Sebbene in passato si parlasse di Saturnismo, non risulta una diretta colpa del piombo ella malattia beethoveniana. In effetti le due patologie hanno sintomi simili: anche nel saturnismo si manifestano dolori addominali, dolori addominali, astenia,, colorito cinereo (invece B. era rubizzo) , alterazione del metabolismo, gotta, diarrea, vomito, nausea, intensa sete (la sete bruciante del dicembre 1826 è da ascriversi alla febbre batterica). Ho visto il vasellame Beethoveniano alla BH, cucchiai, forchette, zuccheriera, ecc... tutte in metallo argentato o argento dorato all' interno. Condutture in piombo non ce n' era praticamente più... Il vino adulterato era però un classico; il piombo serviva per togliere il gusto acido e renderlo più "abboccato" (dei maledetti Ciravegna ante litteram?) ma il nostro quando poteva beveva vino del Reno, di provenienza Wegeler. In effetti bastava un fazzoletto con un poco di zolfo per generare a contatto una una macchia nerastra inconfondibile.... so che nelle osterie gli avventori di passaggio ne avevano sempre dietro....

Però quest' argomento come stuzzica! Vedo anche che questa sezione vola... bene bene bene!

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Risposta 34 di Gatto

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Ma come si fa, a distanza di secoli, di fare diagnosi così precise? ... capisco le testimonianze, etc.

Non avranno riesumato i resti di Beethoven?...almeno spero...

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Risposta 35 di OrlandiArmando

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Ciao Gatto e ciao a tutti. Per soddisfare la curiosità, ecco una (bella?) foto del teschio di Beethoven. (notate le ossa parietali segate, la parziale ablazione dei denti e la mascella ricollocata provvisoriamente in sede) Allegato

Per quanto riguarda gli esami autoptici, così come le diagnosi, i medici erano estremamente competenti.Palpazioni, esami deduttivi, odori, umori, portavano a risultati eccellenti. Il problema vero era questo: stabilire una cura! E' vero che potevano scoprire un tumore solamente con l' esperienza..... ma poi? Placebo, medicinali tossici e operazioni chirurgiche devastanti, con anestesie tossiche o assenti.....

Ultima risposta: il corpo di B. fu riesumato 2 volte, nel 1863 e nel 1888. In questa occasione però si notò che lo scheletro era in condizioni pessime. Un articolo definitivo è stato scritto da William Merdith, e ne potete leggere un estratto qua: http://www.scribd.co...lliam-Meredith Come diceva Mike: Allegria!!!

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Risposta 36 di Gatto

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...argomento allegro ... 😵

Ma non sono troppo datate come riesumazioni? Forse con le tecniche moderne si può essere più precisi ... no?

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Risposta 37 di Marcello

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...ho sempre avuto una curiosità, dopo la sua morte, la grandezza di Beethoven fu subito riconosciuta?

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Risposta 38 di OrlandiArmando

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Beh, la riesumazione è stata fatta per la ricollocazione prima e per una ricognizione dopo. Le tecniche moderne sono state utilizzate per analizzare le numerose ciocche di capelli, per individuare le cause dei suoi disturbi e della sua morte. Il Dott. Walsh nel 1994 ha ottenuto dal proprietario (il dott Guevara, che ho avuto il piacere di conoscere) l’autorizzazione per effettuare analisi su 20 capelli del compositore, confrontando i risultati con quelli di un gruppo di controllo. Le ricerche hanno trovato concentrazioni di piombo elevatissime, circa 43 volte superiori a quelle di un uomo normale. Questi risultati mostrano come l’avvelenamento da piombo, sebbene non sia stato la causa della morte, potrebbe essere stato causa di molti disturbi che hanno accompagnato Beethoven per tutta la sua vita, come i disturbi della digestione e dolori addominali molto intensi. La ricerca mostra inoltre come siano assenti tracce di metaboliti delle droghe e che non siano riscontrabili combinazioni di metalli che facciano pensare a disordini del glucosio o patologie dell’assimilazione. a tal proposito, vi consiglio il bel libro di Russel Martin I capelli di Beethoven Piemme edizioni, Pagg. 287.

Rispondo velocissimamente anche a Marce (ciao Marce!) "...ho sempre avuto una curiosità, dopo la sua morte, la grandezza di Beethoven fu subito riconosciuta?" Certamente. Già in vita Beethoven fu una celebrità! Era molto conosciuto e stimato, e sui quaderni vi è questa frase di pugno: "Sia pure! tanto, un posto nella storia della musica non me lo toglierà nessuno" (Novembre 1823......)

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Risposta 39 di Thesimon

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Ariccia, RM

"Sia pure !"

Dunque era una risposta ad una domanda di concessione... Di cosa si parlava ?

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Risposta 40 di OrlandiArmando

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Ciao Simon!

Frase riportata da un colloquio con circa le musiche di Rossini che furoreggiavano a Vienna negli anni 1820-1825; dal Mosé al Barbiere; forse si può notare un certo "languore" di Ludwig che si sente - per così dire - un poco meno "alla moda" presso i suoi concittadini (acquistati) Viennesi. Molte le frasi ed i giudizi "tranchants" sulla musica e sul gusto del Pesarese. (in verità più degli amici che dello stesso B.)

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