Ciao a tutti,
mi sono letto il vecchio topic segnalato da Frank (grazie) e anche il nuovo aperto da Daniele su Il primato nella musica.
io, nel tentativo di portare qualche spunto, rimango per il momento "sulla sonda Voyager". Per due motivi. 1) primato nella musica 2) comprensione della musica.
1) Primato. Le persone che hanno deciso cosa ci dovesse essere su quel disco allegato al Voyager hanno fatto, a loro volta, un discorso sul primato nella musica. é abbastanza usuale fare ad altri, o a se stessi, la domandina «su un'isola deserta potendo portare non più di 10 cose . . . cosa porterei?». Quelli invece si sono chiesti «volendo allegare un "curriculum" dell'umanità [e non avendo (sfortunatamente?!) una USB da 32GB] . . . Cosa mandiamo?».
è chiaro che, in buona coscienza, avranno cercato di scegliere il meglio.
2) Comprensione. Immagino che coloro che hanno fatto queste scelte sperassero, anche solo un pochino, che un eventuale altra civiltà oltre il nostro sistema solare ascoltando il primo movimento della Quinta lo potessero capire, apprezzare, e che facesse anche a loro come a noi drizzare i peli (ammesso che li abbiano 😵 ).
Ora mi riallaccio alla domanda che Thallo rivolgeva a CrazyPiano il 24.04.2012 nel topic segnalato qui sopra da Frank: Cosa intendiamo con "comprendere"?
io riflettendoci, tempo fa, avevo trovato questa risposta.
'Comprendere' è com-prendere: prendere 'con me'. Sentire che quella cosa (quella musica, quel dipinto...) fa un po' parte di me, del mio mondo interiore. E Sentire che anch'io (nato da così pochi anni) appartengo un po' a quella musica nata molto prima di me, che in lei mi sento 'compreso' , 'capito', e che con lei sto bene. Mi piace.
Ma se una determinata opera la sento così "mia", è perchè ho respirato la sua stessa aria, appartego allo stesso terreno (storico-culturale).
è per questo che non comprendiamo la musica cinese (http://www.pianoconc...te-ed-occidente). Per lo stesso motivo per cui non comprendiamo il Cinese: non ci siamo stati immersi. Ma non capiamo nemmeno l'Italiano prima di esserci stati immersi per almeno due anni (pur senza ancora saperlo parlare).
Poi, in età adulta, può esserci conoscenza anche senza comprensione. Voglio dire che posso venire a conoscere come si dice 'mamma' in Cinese senza davvero com-prendere quella parola: senza che risuoni dentro di me come dentro un Cinese, o come dentro di me risuona 'mamma' in Italiano. Immagino però - chi conosce bene un'altra lingua può dirlo - che dopo un po' di 'immersione' in una lingua nuova, oltre al significato delle parole (conoscenza), emerga anche il 'sapore' delle parole (comprensione). Purtroppo è un'esperienza che a me manca.
Dunque se noi non capiamo il Cinese (la musica o la lingua, è lo stesso) così . . . con uno schiocco di dita, mi sembra molto improbabile che un eventuale alieno possa capire ed emozionarsi ascoltando quel disco che c'è sul Voyager (chissà dov'è? 😟).
Ad ogni modo, da fervente beethoveniano, mi ha sempre fatto piacere che il primo movimento della Quinta fosse tra gli eletti
(. . . che la giuria fosse popolare o musicologica 😆 . . . )
ciao!