Luca, era velato, ma era un accenno all'accordatura 😉
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Risposta 61 di cromatismo
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Luca, era velato, ma era un accenno all'accordatura 😉
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🙂 . . . sì, certo. L'accordatura. Si era capito.
Non tanto il temperamento. Ma proprio il diapason: la "stella polare".
La mia battuta, forse non azzeccata visto che si sa che il diapason-attrezzo è di acciaio armonico (ma il suono del diapason non dovrebbe essere privo di... armoniche!???), era per notare che se cinque o sette partecipanti (così a memoria) si sono fissati sull'aspetto timbrico probabilmente non è solo dimenticanza.
All'atto dell'ascolto (di un brano musicale, non dei rebbi che vibrano) l'altezza del diapason io non la distinguo.
Differenti temperamenti invece mi intrigano, come diverse spezie che, pur non riconoscendole, mi danno sensazioni gustative diverse nella stessa minestra mangiata molte volte (fuor di metafora: lo stesso Preludio-corale sentito e risentito). Di un pianoforte al posto di un cembalo... chi non se ne accorgerebbe?
La questione del diapason è una cosa seria. Non oziosa. Ma, a mio avviso, una questione 'a monte'. 'A valle' invece - all'atto dell'ascolto - perde di importanza.
Un po' come dire che cambia qualcosa nell'apprezzare le acrobazie di un pilota d'aereo sapere se egli con la sua strumentazione di bordo tiene conto del Nord magnetico, del Nord geografico, della stella polare o chissà quale altro riferimento.
Detto questo... magari era solo per dimenticanza che nessuno ha tirato in ballo il diapason.
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Sul discorso relativo alla filologia penso che possa valere (consapevoli che un'esecuzione filologicamente perfetta non potrà mai esistere) su altri compositori ma non su Bach:
la maggior parte della musica di Bach è musica composta utilizzando il contrappunto (fughe,toccate... ricercare...), il concetto di contrappunto è un concetto che a mio avviso trascende dal concetto di scrittura strumentale idiomatica, è come se il timbro perdesse il suo significato a favore del concetto di linee melodiche, che a prescindere dallo strumento impiegato disegnano la musica.
é vero che Bach aveva una grande conoscenza degli strumenti, e quando componeva per esempio per violino solo o violoncello solo teneva conto di una certa idiomaticità nella scrittura (corde vuote, arpeggi tipici degli archi...), ma anche qui il concetto di contrappunto prevale, Bach inventò il contrappunto ad una voce (che poi dava l'impressione di contenere più parti).
Prendiamo per esempio il fatto di eseguire Bach al pianoforte: quale è il problema? si capisco il fatto di voler eseguire Bach su strumenti della sua epoca e che lui ha utilizzato ma cosa c'è di male nelle esecuzioni di Glenn Gould? o di Schiff ? quando ascolto non penso al fatto che sia un pianoforte o un clavicembalo ma penso alle linee melodiche che si sovrappongono, che dialogano,che si imitano...
Sugli strumenti a fiato penso che Bach utilizzasse trombe naturali solo perchè i pistoni non esistevano ancora, ma oggi che possiamo eseguire la sua musica senza tutti i problemi relativi all'uso di strumenti ad ottone naturali, perchè privarci di questa possibilità?
questo non significa che non debbano esistere anche esecuzioni con strumenti "d'epoca" ma che non è possibile stabilire che ci sia l'esecuzione scorretta o quella corretta filologicamente parlando.
Qualcuno, in questo topic scrive che il clavicembalo ben temperato non possa eseguirsi all'organo: non sono d'accordo, pensiamo alla fuga in do#minore a 5 voci dal libro primo per esempio, ma anche alla fuga in mi bemolle minore... con i giusti registri il contrappunto viene disegnato senza alcun problema, ma molte altre fughe si prestano all'esecuzione organistica.
Questo non significa che la destinazione a cui pensava Bach non fosse il clavicembalo ma che è musica talmente assoluta che privarci di poterla eseguire all'organo mi sembra un pò esagerato.