AbateFaria ha scritto:
...anche i migliori sbagliano, ma dove posso udire la versione di Mozart?!
intendiamoci, -"per me"- non è il massimo, non voglio dare nessun giudizio di merito eh...
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AbateFaria ha scritto:
...anche i migliori sbagliano, ma dove posso udire la versione di Mozart?!
intendiamoci, -"per me"- non è il massimo, non voglio dare nessun giudizio di merito eh...
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Debbo prendere atto che Frank ha raccolto una nostra vecchia idea della quale avevamo parlato anni fa, cioè di raccogliere per un lab un "tentativo" di studio di Mozart sulle fughe. 😉 In ogni caso, io conservo molti dubbi che il soggetto fosse una invenzione di Mozart. Anzi, resto convinto del contrario. Non mi meraviglierei che, nello sforzo profuso per elaborare uno studio sulla fuga, si sia arrogato la paternità della questione a prescindere da quella del soggetto.
In ogni caso, sul Paumgartner (direttore del Mozarteum di Salisburgo al tempo della pubblicazione che cito), si legge: "nel 1788 Mozart trascrisse per quartetto d'archi l'importante Fuga in do minore per due pianoforti K426 (novembre 1783) aggiungendovi un'introduzione. Rimasero incompiute una fuga in sol minore a quattro voci K401, una sonata in la minore per violino e pianoforte in la minore K402, consistente poi in una fuga preceduta da un'introduzione in la maggiore, ... . Il gran numero di frammenti ed anche le composizioni interamente realizzate dimostrano come Mozart in questo campo musicale non andasse oltre lo stadio del tentativo. [...] Tutti i suoi tentativi di immedesimarsi incondizionatamente nello spirito dei grandi maestri del passato appaiono sempre un po' inceppati dalle pastoie scolastiche".
E infatti per l'appunto, secondo me, questo soggetto è una pastoia scolastica. Ma è una questione di gusti.
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Ma insomma, la fuga? Vi è piaciuta...? no...? sì...? non so...? Dovevo scrivere anche le note guida, come il maestro Altieri? 🙂
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Bianca ha scritto:
Bello l'organo, hai usato hauptwerk (o sei andato in Slovenia 😆 )?
No no, sono andato in Slovenia! 😃 Comunque, il "barbatrucco" sta nell'usarlo con i programmi di notazione.
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Comunque non voglio negare l'evidenza, su Mozart ho preso proprio una cantonata.
Certo che fa un bell'effetto sentire lo stesso soggetto da lui...! Se avessi conosciuto questo suo movimento, non sarei mai stato in grado di cavarne qualcosa. Il condizionamento sarebbe stato troppo forte.
Ma poi cosa c'entra Gedalge?
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CromaDiBrera ha scritto:
Dovevo scrivere anche le note guida
A me sarebbe utile, l'ho ascoltata e mi è piaciuta, forse in alcuni punti mi sembra un po' "affaticata". Probabilmente un mio limite.
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Anche a me è piaciuta, come dicevo soprattutto la versione dell'organo. Non entro nel merito della forma, ma all'ascolto la trovo gradevole e interessante in alcuni passaggi.
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CromaDiBrera ha scritto:
No no, sono andato in Slovenia! 😃 Comunque, il "barbatrucco" sta nell'usarlo con i programmi di notazione.
intendi usare hauptwerk direttamente da finale? usi midiyoke?
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CromaDiBrera ha scritto:
Ma poi cosa c'entra Gedalge?
E' il manuale per eccellenza di chi studia la fuga e in appendice ci sono svariati soggetti di Gedalge stesso e d'autore (stesso discorso per Dubois). Praticamete il soggetto del laboratorio è proposto anche nell'appendice del Gedalge 🙂
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Esatto, era proprio Gedalge. Dato che non sapevo se si poteva svelare l'arcano, ho deciso di inserire soltanto l'iniziale, tutto lì.
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Oracolo ha scritto:
E' il manuale per eccellenza di chi studia la fuga e in appendice ci sono svariati soggetti di Gedalge stesso e d'autore (stesso discorso per Dubois). Praticamete il soggetto del laboratorio è proposto anche nell'appendice del Gedalge 🙂
Ne ho sentito parlare, ma non l'ho studiato. Però è interessante notare che il soggetto non è proprio uguale a quello di Mozart. Non che voglia giustificarmi parzialmente, intendiamoci, ma la seconda parte del soggetto (che è diversa) era quella che mi piaceva di meno, soprattutto l'ultima battuta.
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Dilettante ha scritto:
A me sarebbe utile, l'ho ascoltata e mi è piaciuta, forse in alcuni punti mi sembra un po' "affaticata". Probabilmente un mio limite.
E' anche vero che, preoccupato del gioco di cambio dei manuali (le pause sono frequenti per questo motivo), forse l'ho fatta troppo lenta. Però forse non si tratta solo di questo e mi piacerebbe capire meglio cosa intendi per "affaticata"; c'è qualche momento dove avverti di più questo aspetto?
Mi spiace per le note perché, scherzi a parte, avevo pensato di metterle, ma poi mi sembrava un po' troppo pretenzioso o autoreferenziale sottolineare un'inversione del tema o il contrappunto doppio di una frase. Tra l'altro, anche se qui mi sono impegnato, non sono bravo nell'analisi armonica; ho cercato di piazzare spesso delle seste eccedenti perché sono quelle che sto cercando di studiare ora... 😛
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Bianca ha scritto:
intendi usare hauptwerk direttamente da finale? usi midiyoke?
Non uso midiyoke (che non conosco), ma neanche i file midi.
In pratica, uso Hauptwerk come una qualsiasi piattaforma vst con le sue librerie (Kontakt, Play, Aria o altro) direttamente dal programma di notazione. La cosa interessante è che non è previsto un uso di questo tipo e, persino, girano anche dei programmini sulla rete che promettono di consentire ciò, ma sono inefficaci; io, invece, ho trovato il modo assegnando i canali giusti per i vari manuali e settando Hauptwerk in modo che venga "eseguito" dal programma di notazione.
Hauptwerk è una roba di una qualità stratosferica ed è un programma studiato per le esecuzioni dal vivo con una consolle dedicata (composta di manuali, pedali, ecc.). Oppure, puoi importare dei file midi, ma ovviamente poi il risultato è meccanico. Invece, con un programma di notazione (io ho Sibelius 6, ma Finale è lo stesso) e un qualsiasi editor AUDIO (no midi!) come Audacity, Garageband o Reaper (che è il top ed è praticamente gratis) si può evitare la consolle da svariate migliaia di euri (oltre al dover saper suonare l'organo!). Naturalmente, bisogna saper editare un'esecuzione verosimile (cioè espressiva) direttamente sul programma di notazione; e questa è una cosa alla quale ho dedicato molto tempo, ma che molti trascurano.
Insomma, a parte il programma di notazione, tutto il resto non costa nulla. E' gratis (ho usato la versione free di Hauptwerk). L'unica libreria che io abbia usato estranea ad Hauptwerk è stata quella del piano, che è il Bosendorfer della East West.
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Bianca ha scritto:
Anche a me è piaciuta, come dicevo soprattutto la versione dell'organo. Non entro nel merito della forma, ma all'ascolto la trovo gradevole e interessante in alcuni passaggi.
Grazie. 🙂 L'organo, naturalmente (nel senso che è così di sua natura), fa sentire più gli acuti che i bassi; è una questione fisica, di pressione dell'aria. Quindi ha il problema di mascherare un po' il movimento delle voci inferiori; per questo motivo ho cercato di assegnare queste, nei momenti più salienti e compatibilmente alla possibilità di esecuzione reale, al grand organo (e quelle superiori, invece, al positivo). Ho usato il pedale quasi solo come rinforzo del timbro, senza che intervenisse nel gioco delle parti, perché ho visto che anche Bach faceva così... 😛
A gusto mio, però, lo strumento che rende meglio è il pianoforte. Almeno in questo mio caso.
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Non avevo colto nemmeno io che fosse di Mozart. Ho i miei dubbi ... l'ultima battuta che risolve senza l'appoggiatura mi ha fatto propendere per un'altro autore sempre del periodo. Avrei detto Hummel o Haydn, ma Mozart proprio no.
Però mi è piaciuto molto e l'ho scritta per organo (tanto per continuare il ciclo) con registri abbastanza sostanziosi e un pedale che ha una sua vita.
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rstrauss ha scritto:
Non avevo colto nemmeno io che fosse di Mozart. Ho i miei dubbi ... l'ultima battuta che risolve senza l'appoggiatura mi ha fatto propendere per un'altro autore sempre del periodo. Avrei detto Hummel o Haydn, ma Mozart proprio no. Però mi è piaciuto molto e l'ho scritta per organo (tanto per continuare il ciclo) con registri abbastanza sostanziosi e un pedale che ha una sua vita.
Ma, appunto, l'ultima battuta non è di Mozart (e neanche la penultima). Evidentemente, è frutto di una "revisione" di Gedalge.
Per quanto riguarda il pedale, l'idea di assegnargli una voce era venuta anche a me perché Frank, nel primo laboratorio sulla fuga, fece lo stesso. Anzi, avevo preso a fantasticare sulla possibilità di scriverla a cinque voci... Però poi mi sono posto il problema se il soggetto fosse di esecuzione agevole e, dopo essermi letto un po' di cose ed aver visto qualche video sul modo di suonare i pedali, ho concluso che con la tecnica più diffusa (che consiste nel far passare un piede dietro l'altro) sarebbe stato necessario inserire uno stacco dopo la prima nota puntata, il che non è nella scrittura data. Magari non è così e qualsiasi organista mi dimostrerebbe il contrario ma, nel dubbio che il soggetto al pedale risultasse nella realtà un po' "forzoso", ho preferito far tutto sulla tastiera (anche perché non mi era mai riuscito di scrivere una fuga a quattro voci eseguibile a due mani, e mi sembrava di avere un'occasione per superare questa mia imperizia, aumentando al contempo la versatilità nella scelta dello strumento).
P.S. Quella su Bach, che ho scritto sopra, era una battuta; anche se fosse vero (come a me sembra) che non era solito affidare una voce al pedale per le fughe, resta il fatto che le sue sonate a tre per organo dimostrano che non c'è alcun limite ad assegnare linee melodiche alla pedaliera, se non per la possibilità di eseguire certi passaggi. Naturalmente, alternare note ascendenti e discendenti risulta molto più facile rispetto ad una scala di note contigue, o ad un arpeggio sulle triadi.
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CromaDiBrera ha scritto:
Non uso midiyoke (che non conosco), ma neanche i file midi.
In pratica, uso Hauptwerk come una qualsiasi piattaforma vst con le sue librerie (Kontakt, Play, Aria o altro) direttamente dal programma di notazione. La cosa interessante è che non è previsto un uso di questo tipo e, persino, girano anche dei programmini sulla rete che promettono di consentire ciò, ma sono inefficaci; io, invece, ho trovato il modo assegnando i canali giusti per i vari manuali e settando Hauptwerk in modo che venga "eseguito" dal programma di notazione.
Hauptwerk è una roba di una qualità stratosferica ed è un programma studiato per le esecuzioni dal vivo con una consolle dedicata (composta di manuali, pedali, ecc.). Oppure, puoi importare dei file midi, ma ovviamente poi il risultato è meccanico. Invece, con un programma di notazione (io ho Sibelius 6, ma Finale è lo stesso) e un qualsiasi editor AUDIO (no midi!) come Audacity, Garageband o Reaper (che è il top ed è praticamente gratis) si può evitare la consolle da svariate migliaia di euri (oltre al dover saper suonare l'organo!). Naturalmente, bisogna saper editare un'esecuzione verosimile (cioè espressiva) direttamente sul programma di notazione; e questa è una cosa alla quale ho dedicato molto tempo, ma che molti trascurano.
Insomma, a parte il programma di notazione, tutto il resto non costa nulla. E' gratis (ho usato la versione free di Hauptwerk). L'unica libreria che io abbia usato estranea ad Hauptwerk è stata quella del piano, che è il Bosendorfer della East West.
Cioè vuoi dire che riesci a caricare Hauptwerk in finale? io ci avevo provato ma non aveva funzionato, mi pare, e come dici, con il midi diventava troppo meccanico.
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Complimenti a Croma di brera. mi sono sparato tutte le versioni e devo dire che sono davvero colpito.
Un bel lavoro veramente.
Io stavolta ho fatto cilecca.
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Bella la campana della chiesa. è molto suggestiva. Immagino la scena. Con la chiesa vuota in penombra
a luci spente. Una sola luce squarcia lo spartito poggiato sul leggio. La luce carezza il volto di quel musicista che di nascosto era entrato dal retro della chiesa con degli spartiti nascosti dentro la giacca per avverare il suo desiderio. Suonare l'organo della chiesetta di sant'Ignazio. Profanare di nascosto quell'organo che si era spinto a suonare alleluia o Il signore è la mia salvezza.
<Finalmente musica> disse l'organo dentro di sè. Erano anni che non ne sentivo così. L'organo si ripuliva dalle ragnatele. Le canne mai usate finalmente con il getto dell'aria si svuotavano di polvere e di ragnatela, mentre il musicista starnutiva, allergico a quella polvere stantia che tanto odiava.
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CromaDiBrera ha scritto:
Mi spiace per le note perché, scherzi a parte, avevo pensato di metterle, ma poi mi sembrava un po' troppo pretenzioso o autoreferenziale sottolineare un'inversione del tema o il contrappunto doppio di una frase. Tra l'altro, anche se qui mi sono impegnato, non sono bravo nell'analisi armonica; ho cercato di piazzare spesso delle seste eccedenti perché sono quelle che sto cercando di studiare ora... 😛
Intanto grazie. Più che altro, a parte le entrate del Tema...se hai elaborato qualche frammento in particolare e a quale battuta. Tutto qui. L'armonia che usi per me è già troppo avanti 🙂