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Laboratorio Fuga 2014

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Frank

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Risposta 141 di Frank

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Sono emersi diversi discorsi interessanti e utili, parto dal primo e quello relativo al Soggetto (in allegato l'originale).

Secondo me Gedalge si è sentito in dovere, per esigenze didattiche, di ridurre un po' il numero di battute...sostenere una fuga attorno alle 6 battute non è poco per un allievo alle prime armi. Praticamente ha solo tolto 2/4 alla quarta battuta contraendo il disegno originale e togliendo una ripetizione. Questo secondo me è troppo poco per considerarlo un "abbruttimento", tanto più che è una parte molto interessante (con possibili bei risvolti armonici) ma soprattutto (originale o no) è la parte più  difficile del soggetto da gestire. Causa 3 difficoltà diverse: trovare un CS efficace, valutare bene le mutazioni della risposta (e cosa può succedere nel cambio di modo) e chiudere quel procedimento finale che rende "schiavi" per la sua efficacia.

Premesso questo...

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Risposta 142 di Bianca

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CromaDiBrera ha scritto:

Per quanto riguarda il pedale, l'idea di assegnargli una voce era venuta anche a me perché Frank, nel primo laboratorio sulla fuga, fece lo stesso. Anzi, avevo preso a fantasticare sulla possibilità di scriverla a cinque voci... Però poi mi sono posto il problema se il soggetto fosse di esecuzione agevole e, dopo essermi letto un po' di cose ed aver visto qualche video sul modo di suonare i pedali, ho concluso che con la tecnica più diffusa (che consiste nel far passare un piede dietro l'altro) sarebbe stato necessario inserire uno stacco dopo la prima nota puntata, il che non è nella scrittura data. Magari non è così e qualsiasi organista mi dimostrerebbe il contrario ma, nel dubbio che il soggetto al pedale risultasse nella realtà un po' "forzoso", ho preferito far tutto sulla tastiera (anche perché non mi era mai riuscito di scrivere una fuga a quattro voci eseguibile a due mani, e mi sembrava di avere un'occasione per superare questa mia imperizia, aumentando al contempo la versatilità nella scelta dello strumento). 

Hai provato a mettere il secondo layer del basso sul pedale e fare un playback con Hauptwerk?

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Risposta 143 di Piccinesco

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Ho ascoltato gli elaborati di Cristiank83 e CromaDiBrera, tutte e due ottimi lavori ma con sostanziali differenze: quello di Cristiank in effetti risulta (a mio parere) un lavoro "controllato", come aveva anche dichiarato, più accademico che libero, e questo si evince ascoltandolo, è molto regolare, piacevole, regolare e fluido, molto ben fatto comunque.

Quello di Croma è più azzardato, come quasi ogni suo lavoro, e devo dire che la peculiarità di questo lavoro è quella di dare l'impressione di andare in una direzione, ma in definitiva non intraprendere mai un percorso preciso, definito, e la scrittura questo (sempre a mio avviso) fa percepire, e sarà che essendo incline ai "processi indefiniti", lo percepisco molto bene.

Detto questo, per il momento complimenti a tutti e due.

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Risposta 144 di CromaDiBrera

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Bianca ha scritto:

Cioè vuoi dire che riesci a caricare Hauptwerk in finale? io ci avevo provato ma non aveva funzionato, mi pare, e come dici, con il midi diventava troppo meccanico.

Sì, anche se, come ho scritto, io ho Sibelius e non Finale; in ogni caso, il sistema da seguire è lo stesso. In pratica, funziona così: quando installi Hauptwerk, ad ogni domanda su come vuoi usarlo devi rispondere che lo userai via sequencer/MIDI. In particolare, sotto il menù "General Settings", alla voce MIDI Ports devi attivare la seconda opzione ("sequencer" anziché "console") sia per l'IN che per l'OUT. Poi prova ad assegnare i canali del mixer di finale nel seguente modo: Canale 1 alla pedaliera; Canale 2 al Grand Organo, e i canali successivi ai manuali via via superiori (se ce ne sono); ovviamente, questo vuol dire dover scrivere separatamente ciascuna coppia di righi per ogni singolo manuale (ai pedali, cioè al canale 1, potrai invece inserire in partitura anche il solo rigo in chiave di fa). Io, infatti, ho dovuto scrivere una partitura a parte per l'esecuzione, diversa da quella per la lettura che ho postato qui.

Per far suonare quello che scrivi, non dovrai aprire Hauptwerk dalla finestra del mixer di Finale (o di Sibelius), ma dovrai attivarlo a parte, cliccando direttamente sulla sua icona come se volessi caricarlo per suonarlo live. 

Poi c'è la questione del recording, cioè del come ottenere un file audio: non si possono usare le funzioni preposte di Finale o di Sibelius, ma il "registratore" interno di Hauptwerk (menù "recording"), il quale è in grado di ottenere una registrazione di tutto quello che suoni (e anche dei registri che attivi "manualmente" con il mouse); cioè: si avvia la registrazione e poi si fa partire il Play del programma di notazione, come per risentire quello che si è scritto (e nel corso di questa, se necessario, si attivano o disattivano dei registri all'occorrenza, in tempo reale come se si stesse suonando); al termine, si torna nel menù recording e si ferma la registrazione. Il programma di editing audio, a questo punto, è utile per tagliare la testa e la coda del file... E lo è anche per convertire la frequenza di campionamento, visto che il file audio che otterrai è a 48 KHz e non a 44.1... Poi è utile anche per mixare i registri che non si riescono a caricare contemporaneamente per limiti di memoria e... molto altro ancora.

Comunque, se tu od altri vorrete provarci e non vi è chiaro qualcosa, chiedete pure. Le librerie di Hauptwerk da poter scaricare ed usare gratuitamente sono diverse decine...! Come questo qui, per esempio (guardate il video alla sezione "media"!) : http://www.dlugakoscielna.net/

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Risposta 145 di CromaDiBrera

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Bianca ha scritto:

Hai provato a mettere il secondo layer del basso sul pedale e fare un playback con Hauptwerk?

All'inizio ci avevo provato, però poi devi assegnare la durata delle note come sarebbero realmente, per ottenere un effetto realistico; per questo mi sono preoccupato della "diteggiatura" dei piedi (ma come si dirà...? 🙂 ) e mi è sembrato che il fraseggio non funzionasse anche perché, secondo me, deve essere condiviso pure nelle altre voci; poi c'è il problema di doverlo fare con un registro adeguatamente sonoro (come un fagotto o un posaume, per esempio), il che significa dover "pompare" anche i manuali. Insomma, alla fine non mi convinceva anche per una semplice questione di gusto, forse perché preferisco le dimensioni più intime (anche nel pianoforte, per dire, dove ho usato spesso il pedale a una corda, più o meno in corrispondenza del ricorso al positivo; quindi come se fosse un manuale a parte del pianoforte).

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Risposta 146 di CromaDiBrera

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raffaeleb ha scritto:

Complimenti a Croma di brera. mi sono sparato tutte le versioni e devo dire che sono davvero colpito.

Un bel lavoro veramente.

Io stavolta ho fatto cilecca.

Grazie, ma ho fatto tante volte cilecca io, al tuo posto...! 🙂

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Risposta 147 di CromaDiBrera

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Dilettante ha scritto:

Intanto grazie. Più che altro, a parte le entrate del Tema...se hai elaborato qualche frammento in particolare e a quale battuta. Tutto qui. L'armonia che usi per me  è già troppo avanti 🙂

Ci provo, ma mi sa che scriverò un bel po' di scemenze:

Le battute 17/20 vengono riproposte in contrappunto doppio tra soprano e contralto nelle 49/52.

Il soprano della 21 nasce (anche se molto variata) da un'inversione della 4a battuta del soggetto; il modo in cui questa sfocia nella risposta viene isolato e ostinatamente ripetuto nelle battute 21/22 (al tenore) e nella 23 al contralto.

Da 26 il soprano ripropone il soggetto variato (ma qui ho commesso un errore: sarebbe stato molto più elegante tenere il do iniziale e riproporlo più integro, arrangiandomi in qualche modo con le altre voci per ottenere un effetto simile...), fino a quando (29) contralto e tenore lo riprendono con un accenno di canone a specchio (poi, in 30/31, tra soprano e basso).

In 32 viene ripresa la coda del soggetto che porta ad una serie di episodi modulanti (a 33, sesta eccedente italiana), fino a 36.

A 37, ripresa del soggetto in Mi bemolle maggiore (al tenore), con sovrapposizione di diverse figure precedenti da parte delle altre voci.

A 40/41, riesposizione del soggetto inverso al soprano, poi variato, insieme ad una riesposizione variata del tenore che procede sostanzialmente in rapporto di terze, mentre il basso tiene un pedale comune agli accordi di Fa minore e diminuito.

Da 45, ripresa del soggetto (variato) al basso, con sovrapposizione di figure precedenti nelle altre voci. Per 49/52, vedi quanto scritto per 17/20

(Una delle idee che mi sono passate per la testa in corso d'opera, che poi non sono riuscito a sostenere, era quella di utilizzare questa frase come un elemento ricorrente di rondò, per la serie “fàmolo strano”...!).

A 53/54, il soggetto viene ripreso dal contralto mentre il tenore compie un piccolo stretto riaccennandolo all'inverso. A 56, Il soggetto viene riproposto al basso, attraverso un andamento armonico più “luminoso, sostanzialmente in maggiore.

A 66/67, la cadenza finale coincide con un piccolo stretto (soprano, basso e contralto), accennato sul soggetto (ma proprio solo un “ammiccamento”) e molto ravvicinato, nella dominante della tonalità d'impianto.

P.S. Io scrivo sempre "un piccolo stretto" perché mi pare che come li faccio io siano 'na str...ta, ma diciamo che ci ho provato...

Finale (68) con terza piccarda.

...E non sparate sul pianista, eh? 🙂

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Risposta 148 di CromaDiBrera

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raffaeleb ha scritto:

Bella la campana della chiesa. è molto suggestiva. Immagino la scena. Con la chiesa vuota in penombra

a luci spente. Una sola luce squarcia lo spartito poggiato sul leggio. La luce carezza il volto di quel musicista che di nascosto era entrato dal retro della chiesa con degli spartiti nascosti dentro la giacca per avverare il suo desiderio. Suonare l'organo della chiesetta di sant'Ignazio. Profanare di nascosto quell'organo che si era spinto a suonare alleluia o Il signore è la mia salvezza.

<Finalmente musica> disse l'organo dentro di sè. Erano anni che non ne sentivo così. L'organo si ripuliva dalle ragnatele. Le canne mai usate finalmente con il getto dell'aria si svuotavano di polvere e di ragnatela, mentre il musicista starnutiva, allergico a quella polvere stantia che tanto odiava.

Eh, ma sei un poeta! Guardati un po' le foto, è proprio come scrivi tu! (clicca anche sulle varie voci correlate, nel menù a sinistra)

http://www.hauptwerk.nl/historyoosterwijtwerden.php

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Risposta 149 di Frank

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@Croma, mi permetto di dire qualcosa perchè immagino sia uno che apprezza. Sarebbe molto più comodo, sbrigativo e meno "rischioso" scrivere: "gradevole"

Ho dato un occhiata alla tua partitura, questa fuga ha 2 anime, quella strutturata dell'esposizione e quella destrutturata del resto.

Io soffro di più nella parte strutturata per alcuni motivi:

- La risposta non è molto efficace nel finale, termina con "re fa mi re" ma tira meno ad esempio di "re# do si la".

- A proposito di Risposta, istintivamente l'hai chiusa meglio del soggetto. A battuta 5 quel frammento di scala discendete che porta a “la” è un po' "debole".

Secondo me la gestione dell'elemento conclusivo del Soggetto che meno ti è piaciuto in questa parte ti ha costretto anche a collegamenti armonici un po' al  limite.

Io qui ci lavorerei ancora un po' ricercando soluzioni più efficaci anche in funzione di quello che verrà. Ad esempio un primo episodio fra l'esposizione di S e R a Soprano e Contralto...e il secondo giro fra Tenore e Basso.

Come dicevo la seconda parte è più destrutturata, per me è un pregio ed è un segno di rinnovamento. Devo dire che la rinuncia alla coda del Soggetto ti ha messo a tuo agio anche sotto il piano armonico.

A proposito degli stretti, hai avviato a 66 tale procedimento. Io qui ci lavorerei ancora. Perchè non pensare ad un pedale di dominante, poi imitato su uno a seguire di tonica? Intendo senza allungare troppo ma ulteriormente ottimizzando al resa del materiale, con una scala ascendente si può fare di tutto negli strettti.

Questo ovviamente in generale, secondo me dopo aver migliorato questi macro aspetti, potrebbero esserci ancora degli altri margini di miglioramento. Ad esempio hai fatto uso delle pause, questo è un punto a favore, ma posizionarle in modo più strategico (ad esempio prima dell’annuncio di un elemento portante della composizione) ti può permettere di valorizzare meglio gli elementi tematici e ha una serie di altri risvolti favorevoli .

Dimenticavo, facevi cenno al fatto che trovi più riuscita la versione per pianoforte, uno dei motivi può essere il decadimento del suono che smussa alcuni spigoli che l'organo mette ben in evidenza, visto che ogni suono viene appunto tenuto per tutto il suo valore. E in effetti, seppur più ad ampio raggio, Schumann nelle sue regole di vita musicale faceva cenno a questa questione.

Comunque sia, tecnicismi a parte, ho ascoltato volentieri il tuo brano...era un po' che mancavi ai LAB 🙂

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Risposta 150 di Bianca

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CromaDiBrera ha scritto:

Sì, anche se, come ho scritto, io ho Sibelius e non Finale; in ogni caso, il sistema da seguire è lo stesso. In pratica, funziona così: quando installi Hauptwerk, ad ogni domanda su come vuoi usarlo devi rispondere che lo userai via sequencer/MIDI. In particolare, sotto il menù "General Settings", alla voce MIDI Ports devi attivare la seconda opzione ("sequencer" anziché "console") sia per l'IN che per l'OUT. Poi prova ad assegnare i canali del mixer di finale nel seguente modo: Canale 1 alla pedaliera; Canale 2 al Grand Organo, e i canali successivi ai manuali via via superiori (se ce ne sono); ovviamente, questo vuol dire dover scrivere separatamente ciascuna coppia di righi per ogni singolo manuale (ai pedali, cioè al canale 1, potrai invece inserire in partitura anche il solo rigo in chiave di fa). Io, infatti, ho dovuto scrivere una partitura a parte per l'esecuzione, diversa da quella per la lettura che ho postato qui.

Per far suonare quello che scrivi, non dovrai aprire Hauptwerk dalla finestra del mixer di Finale (o di Sibelius), ma dovrai attivarlo a parte, cliccando direttamente sulla sua icona come se volessi caricarlo per suonarlo live. 

Poi c'è la questione del recording, cioè del come ottenere un file audio: non si possono usare le funzioni preposte di Finale o di Sibelius, ma il "registratore" interno di Hauptwerk (menù "recording"), il quale è in grado di ottenere una registrazione di tutto quello che suoni (e anche dei registri che attivi "manualmente" con il mouse); cioè: si avvia la registrazione e poi si fa partire il Play del programma di notazione, come per risentire quello che si è scritto (e nel corso di questa, se necessario, si attivano o disattivano dei registri all'occorrenza, in tempo reale come se si stesse suonando); al termine, si torna nel menù recording e si ferma la registrazione. Il programma di editing audio, a questo punto, è utile per tagliare la testa e la coda del file... E lo è anche per convertire la frequenza di campionamento, visto che il file audio che otterrai è a 48 KHz e non a 44.1... Poi è utile anche per mixare i registri che non si riescono a caricare contemporaneamente per limiti di memoria e... molto altro ancora.

Comunque, se tu od altri vorrete provarci e non vi è chiaro qualcosa, chiedete pure. Le librerie di Hauptwerk da poter scaricare ed usare gratuitamente sono diverse decine...! Come questo qui, per esempio (guardate il video alla sezione "media"!) : http://www.dlugakoscielna.net/

Ci provo, così magari non riesco ad arrivare nemmeno per il 15 con una cosa che ho finito mesi fa 😃

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Risposta 151 di Bianca

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CromaDiBrera ha scritto:

Comunque, se tu od altri vorrete provarci e non vi è chiaro qualcosa, chiedete pure. Le librerie di Hauptwerk da poter scaricare ed usare gratuitamente sono diverse decine...! Come questo qui, per esempio (guardate il video alla sezione "media"!) : http://www.dlugakoscielna.net/

ho guardato la libreria dell'organo del Velosovo (se è questa http://www.sonusparadisi.cz/en/organs/major-european-schools/velesovo-slovenia.html ), ma non mi sembra free. La versione demo funziona?

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Risposta 152 di CromaDiBrera

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Bianca ha scritto:

ho guardato la libreria dell'organo del Velosovo (se è questa http://www.sonusparadisi.cz/en/organs/major-european-schools/velesovo-slovenia.html ), ma non mi sembra free. La versione demo funziona?

Quella che hai linkato è la pagina della versione con i registri al completo (361 euri); puoi cercare la versione demo nel menù "free stuff" sulla barra in alto, la trovi nella seconda pagina (che poi è questa qui: http://www.sonusparadisi.cz/en/blog/velesovo-demo-sample-set/). Come vedi, i registri sono molti di meno (dieci in tutto, cioè quattro per manuale e due ai pedali, cui puoi aggiungere una copula tra i manuali e il tremolo sia su questi che sul pedale), ma la qualità di questi è identica alla versione completa; inoltre, puoi caricare la demo anche nella versione free di Hauptwerk, che consente un massimo di 1,5 Gb.

L'unico organo completo effettivamente free della Sonusparadisi (nel senso che viene cortesemente chiesto di pagarlo se piace, ma il suo uso è illimitato) è quello di Kdousov: http://www.sonusparadisi.cz/en/organs/early-and-small-instruments/kdousov.html#!/

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Risposta 153 di CromaDiBrera

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Frank ha scritto:

@Croma, mi permetto di dire qualcosa perchè immagino sia uno che apprezza. [...]

Grazie, certo che apprezzo.

Sul finale della risposta nell'esposizione, dovrei provare ad accogliere il tuo suggerimento; però mi sembra che non porterebbe al ritorno alla tonalità di la minore per il soggetto al tenore, cosa che invece ottengo con una cadenza plagale.

Premessa su questa benedetta quarta battuta del soggetto: la ragione essenziale per la quale non mi piace è che quella frase andrebbe naturalmente distribuita su due voci: due semiminime sul primo e sul terzo accento (il Mi e il Sol#) e le crome alla voce superiore che fanno quel tipo di movimento; questo è quello che quell'andamento melodico suggerisce all'orecchio. Così com'è a me sembra una sintesi un po' "arozzata", come si dice a Roma. Ma io stesso, più appresso, come ho scritto in risposta a Dilettante, ho fatto una cosa analoga (che, a gusto mio, è un errore).

Ciò premesso, il frammento di scala discendente prolunga la chiusa del soggetto, nelle mie intenzioni indebolendone l'effetto dal punto di vista ritmico (visto che non mi piaceva...). In ogni caso, per rendere più fluido il discorso melodico, nelle mie esercitazioni sul genere ho sempre cercato di fare la stessa cosa, ovvero di legare la fine del soggetto con l'inizio della risposta per non entrare in competizione con l'ingresso del controsoggetto. Ma è una pura questione di gusto.

Più in dettaglio, battuta 5, questo è stato il mio ragionamento: dando per scontato che alla risposta occorra una nota sul tempo forte per conclusione naturale del soggetto, questa può essere (per linearità melodica e senza coda) o il do che ho scritto, o il mi; e ho scelto il do anziché l'ottava, per completezza armonica; ci metti il la inferiore (che ho collegato mediante il si con le crome), e hai il rivolto 4/6 di la minore, cui si aggiunge subito il fa# che porta diritto al V del V nella battuta appresso. E quindi quel rivolto di la minore diventa un'appoggiatura sul V. Dl punto di vista ritmico (cui per istinto guardo prima del resto), ho scelto l'arresto con la semiminima sul secondo accento per lasciar libero l'effetto della sincope di ingresso del controsoggetto, che lo rende immediatamente riconoscibile (diversamente, per esempio, la risposta sull'accento forte avrebbe potuto essere la serie di quattro crome do si do re, a chiudere sul mi che ho scritto a metà battuta). Insomma, a modo mio ci avevo ragionato... Immagino che, come negli scacchi, non esista la mossa migliore; ma a me questa piaceva, tanto è vero che poi l'ho ripresa giocandoci qua e là.  

Mi interesserebbe molto comprendere meglio la relazione che hai sottolineato, tra la conclusione del soggetto e i collegamenti armonici (ma forse ti chiederei di scendere troppo nel merito rispetto all'attenzione che mi hai già cortesemente dedicato).

Sugli stretti hai certamente ragione, è che non ci sono proprio riuscito; mi sono sentito condizionato molto da quel salto tra prima e seconda battuta del soggetto, che infatti mi piace quasi quanto la quarta battuta (Mozart verrà a tirarmi i piedi), più o meno per le stesse ragioni: a me vien voglia di tenere il fa sopra il sol#, che diventano due voci... 

Sulla tenuta del suono, non ricordo le regole di Schumann; però ho cercato di tenere conto del fatto che l'organo si suona generalmente più staccato del pianoforte (per via del reverbero ambientale) e, nella realizzazione che ho fatto del playback, ti renderai facilmente conto che soprattutto le note lunghe durano meno del valore scritto. Solo nelle legature di portamento ho usato l'intera durata delle note che vi sono comprese (ma non in quelle a fine legatura, peraltro). Devo anche dire, però, che nell'ascolto della stesura armonica ho usato l'organo (proprio perché so che i pasticci di armonia si sentono di più) prima di ridurre la durata effettiva delle note e ad un tempo stralentissimo; quindi, se ci sono passaggi discutibili sotto questo aspetto, non posso dire di non averli sentiti.

Naturalmente, se tu o chiunque qui volesse farmi notare nel dettaglio qualche bruttura armonica, riterrei di ricevere una cortesia.

Io preferisco il pianoforte non solo perché le dinamiche rendono meglio percepibili i movimenti delle voci inferiori, ma anche perché si può enfatizzare questo o quel passaggio, l'ingresso di una voce anche intermedia, o anche avvertire meglio l'aspetto "poliritmico" determinato dalla sovrapposizione delle voci.

Per quanto riguarda le pause, come spiegavo a Bianca, siccome sono partito con l'idea dell'organo, ho usato le pause in funzione dei cambi di registri o di manuali. In pratica, si trattava di alternare diversità di timbro (o di "atmosfera") tra le diverse sezioni, ma è senz'altro vero che avrei potuto farne un uso più strategico; solo che non saprei identificare degli episodi portanti della composizione, perché all'interno del divertimento non c'è una vera e propria ripresa e non c'è una bella sezione finale per gli stretti, o un bel pedale di tonica. 

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Risposta 154 di Frank

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Premessa su questa benedetta quarta battuta del soggetto: la ragione essenziale per la quale non mi piace è che quella frase andrebbe naturalmente distribuita su due voci: due semiminime sul primo e sul terzo accento (il Mi e il Sol#) e le crome alla voce superiore che fanno quel tipo di movimento; questo è quello che quell'andamento melodico suggerisce all'orecchio. Così com'è a me sembra una sintesi un po' "arozzata", come si dice a Roma. Ma io stesso, più appresso, come ho scritto in risposta a Dilettante, ho fatto una cosa analoga (che, a gusto mio, è un errore).

Secondo me errori in senso assoluto non ne esistono, Mozart ripere quel procedimento almeno 3 volte nel suo soggetto. Io l'esposizione l'ho scritta e devo dire che per dare giustizia a quel passaggio serve parecchio mestiere. Devo riconoscere che secondo me Mozart aveva ragione, si può rendere molto bello quel passaggio. Se pazienterai, prima o poi la mia versione arriverà e se passerà troppo tempo te la spedirò in modo da proporti un'alternativa ... spero convincente. Dal mio punto di vista, se sentivi l'esigenza, potevi distribuire la coda su più voci modificando il soggetto dato. Meglio assecondare la propria musicalità...che lottarci. Poi c'è la voglia di misurarsi con il materiale e si prova a superarsi.

> Mi interesserebbe molto comprendere meglio la relazione che hai sottolineato, tra la conclusione del soggetto e i

>collegamenti armonici
> (ma forse ti chiederei di scendere troppo nel merito rispetto all'attenzione che mi hai già cortesemente dedicato).
Volentieri, ma non ho ben capito. Qual'è la mia frase che ha datto scattare questa esigenza?

> Devo anche dire, però, che nell'ascolto della stesura armonica ho usato l'organo (proprio perché so che i pasticci di

> armonia si sentono di più)
Questo è uno dei punti (e penso che a Bianca ricorderà qualcosa) 🙂

> Naturalmente, se tu o chiunque qui volesse farmi notare nel dettaglio qualche bruttura armonica, riterrei di ricevere una cortesia.
Io non riscontro brutture negli accordi in se ma in alcuni collegamenti che sono meno efficaci di altri. Tu dirai in che senso. Usi un linguaggio pressochè tonale, a volte però, ci sono collegamenti più melodici che armonici che indeboliscono un po' il discorso tensivo.

> Io preferisco il pianoforte non solo perché le dinamiche rendono meglio percepibili i movimenti delle voci
> inferiori, ma anche perché si può enfatizzare questo o quel passaggio, l'ingresso di una voce anche intermedia,
> o anche avvertire meglio l'aspetto "poliritmico" determinato dalla sovrapposizione delle voci.
Questo è un'altra sfumatura del problema, quando senti una fuga di Bach all'organo, senti tutto quello che c'è da sentire senza che l'interprete la possibilità di ricorrere alla dinamica. Questo ci insegna che non basta usare tecniche contrappuntistiche per creare un opera che funzioni veramente su tutti gli strumenti (riallacciandomi al discorso precedente di Cristian sugli organici).

> solo che non saprei identificare degli episodi portanti della composizione,
> perché all'interno del divertimento non c'è una vera e propria ripresa e non c'è una bella sezione finale per gli stretti, o

>un bel pedale di tonica.

Potrebbe essere utile dare un occhiata ad alcune composizioni di Cesar Franck, penso che il suo linguaggio possa fornirti molti stimoli sul piano contrappuntistico e nella tua direzione.

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Risposta 155 di Bianca

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CromaDiBrera ha scritto:

Quella che hai linkato è la pagina della versione con i registri al completo (361 euri); puoi cercare la versione demo nel menù "free stuff" sulla barra in alto, la trovi nella seconda pagina (che poi è questa qui: http://www.sonusparadisi.cz/en/blog/velesovo-demo-sample-set/). Come vedi, i registri sono molti di meno (dieci in tutto, cioè quattro per manuale e due ai pedali, cui puoi aggiungere una copula tra i manuali e il tremolo sia su questi che sul pedale), ma la qualità di questi è identica alla versione completa; inoltre, puoi caricare la demo anche nella versione free di Hauptwerk, che consente un massimo di 1,5 Gb.

L'unico organo completo effettivamente free della Sonusparadisi (nel senso che viene cortesemente chiesto di pagarlo se piace, ma il suo uso è illimitato) è quello di Kdousov: http://www.sonusparadisi.cz/en/organs/early-and-small-instruments/kdousov.html#!/

Grazie, potevo guardare meglio mi dirai, ma sono sempre di corsa 🙁 ... provo a scaricarlo.

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Risposta 156 di Bianca

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CromaDiBrera ha scritto:

Poi c'è la questione del recording, cioè del come ottenere un file audio: non si possono usare le funzioni preposte di Finale o di Sibelius, ma il "registratore" interno di Hauptwerk (menù "recording"), il quale è in grado di ottenere una registrazione di tutto quello che suoni (e anche dei registri che attivi "manualmente" con il mouse); cioè: si avvia la registrazione e poi si fa partire il Play del programma di notazione, come per risentire quello che si è scritto (e nel corso di questa, se necessario, si attivano o disattivano dei registri all'occorrenza, in tempo reale come se si stesse suonando); al termine, si torna nel menù recording e si ferma la registrazione. Il programma di editing audio, a questo punto, è utile per tagliare la testa e la coda del file... E lo è anche per convertire la frequenza di campionamento, visto che il file audio che otterrai è a 48 KHz e non a 44.1... Poi è utile anche per mixare i registri che non si riescono a caricare contemporaneamente per limiti di memoria e... molto altro ancora.

a proposito, ma c'è un modo di comandare i registri da Sibelius/Finale (che so, inviando un segnale midi) oppure si deve fare tutto in real time col mouse?

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Risposta 157 di Bianca

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Frank ha scritto:

> Devo anche dire, però, che nell'ascolto della stesura armonica ho usato l'organo (proprio perché so che i pasticci di

> armonia si sentono di più)

Questo è uno dei punti (e penso che a Bianca ricorderà qualcosa) 🙂

Effettivamente mi ricordo di aver già fatto un discorso a riguardo (forse anche più di una volta) ma non ritrovo il punto preciso su questo forum...

Comunque è certo, l'organo, come altri strumenti "hanno una musica loro" e certe cose non gli si addicono proprio. Poi oltre tutto, l'organo usa registri di mutazione con 4', 8' ecc con i quali bisogna fare molta attenzione ad usare certe armonie...

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Risposta 158 di CromaDiBrera

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Bianca ha scritto:

a proposito, ma c'è un modo di comandare i registri da Sibelius/Finale (che so, inviando un segnale midi) oppure si deve fare tutto in real time col mouse?

Probabilmente sì, inserendo dei messaggi midi sullo spartito; però non ho approfondito. 

Siccome pare che non ci sia modo di tener aperte contemporaneamente le finestre (o di affiancarle), io, nell'ordine, faccio così:

- apertura dello spartito (Sibelius/Finale)

- assegnazione della libreria da usare (Hauptwerk) e dei canali nel mixer (1/pedali, 2/manuale in basso, ecc.)

- apertura di Hauptwerk (io ho destinato uno dei tre settings disponibili all'uso con Sibelius)

- caricamento dell'organo (nel menù "organ", se vuoi caricare un campione troppo grande, puoi scegliere di escludere i registri che non ti interessano per risparmiare memoria)

- apertura manuale dei registri e avvio della registrazione (nel menu recording, "start audio recording"); oppure viceversa, se vuoi includere i rumori di questo "smanettamento"

- clicco sulla finestra di Sibelius/Finale (e la finestra di Hauptwerk si chiude in secondo piano) e avvio la normale riproduzione (non la registrazione, ti ricordo)

- al termine della riproduzione, riclicco sulla finestra di hauptwerk per riportarla in primo piano, rivado nel menù recording e clicco "stop audio/midi recording playback.

Fatto. Per l'editor del file audio che ottieni, se Reaper ti sembra troppo complicato sulle prime, puoi usare Audacity (che è free).

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Risposta 159 di CromaDiBrera

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P.S. Poi, quando avrai tempo, se vorrai impazzire tra i campioni disponibili (sia di organo che di calvicembalo), potrai perderti in questo link di riferimento, dove ci sono tutti i link di quelli da poter usare con Hauptwerk (quelli gratuiti o in demo si trovano scorrendo la pagina in basso): http://www.pcorgan.com/SampleSetsEN.html

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Risposta 160 di CromaDiBrera

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Frank ha scritto:

Potrebbe essere utile dare un occhiata ad alcune composizioni di Cesar Franck, penso che il suo linguaggio possa fornirti molti stimoli sul piano contrappuntistico e nella tua direzione.

Ti ringrazio per il suggerimento; stavo ascoltando questo e, in effetti, mi sembra molto interessante. 

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