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Laboratorio Fuga 2014

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Frank

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Risposta 181 di Marzapane

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Bianca ha scritto:

Credo che più veloce di tanto non si riuscirebbe a fare e comunque la velocità prevista è proprio quella di 80 / 90, se ce la si fa.

Non so se hai già fatto l'esame di organo complementare, ti renderai conto di quante note puoi suonare al secondo con i piedi.

Se tu non fossi ancora arrivata li con gli studi, un esercizio utile potrebbe essere quello di metterti alla tasiera ed eseguire lo stesso passaggio con solo 2 indici e vedere come butta. Se già ti si ingarbugliano le mani...coi piedi è molto, molto,  più difficile 🙂

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Risposta 182 di Marzapane

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Le fughe mi sono piaciute tutte e 4 parzialmente e per motivi diversi...per cui complimenti.

Cristian, molto strutturata ma poco frizzante

Croma, molto libera ma a volte ho dei cali d'attenzione durante l'ascolto.

RStrauss, carucce le atmosfere, ma alcune cadenze non mi piacciono proprio, probabilmente è una questione di gusto

Bianca, fantasiosa e avolte pure divertente, ma si toccano estremi troppo distanti...questo pesa.

Chiaramente questo è solo il mio parere, sicuramente ognuno avrà i suoi riscontri. Complimenti ancora a tutti.

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Risposta 184 di Bianca

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Marzapane ha scritto:

Non so se hai già fatto l'esame di organo complementare, ti renderai conto di quante note puoi suonare al secondo con i piedi.

Se tu non fossi ancora arrivata li con gli studi, un esercizio utile potrebbe essere quello di metterti alla tasiera ed eseguire lo stesso passaggio con solo 2 indici e vedere come butta. Se già ti si ingarbugliano le mani...coi piedi è molto, molto,  più difficile 🙂

ehm, purtroppo non ho nemmeno la tastiera 😶

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Risposta 185 di Bianca

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Organista94 ha scritto:

Al tempo proposto dal PlayBack le pedalate di Bianca non sono eseguibili, però la partitura non indica un tempo ma un attegiamento (che non indica molto, in realtà)... prendendola a metà del tempo proposto nel file potrebbe andare, ma non so se sia o meno il desiderata. Forse conviene indicare tra parentesi qualcosa. Comunque delle parti sono eseguibili, arpeggi frenetici ai pedali non è un gesto molto organistico. Magari un contrabbasso.

Ma distribuire le note dei passaggi più veloci fra le mani?

Sì, c'è questa possibilità in effetti.

Per quanto riguarda l'utilizzo del tempo più lento: provo a postare un playback. Il tempo che ho scelto però evidenzia meglio il carattere istrionico del pezzo. Avevo addirittura pensato ad un organico tipo banda con tanto di piatti a battuta 14, magari se trovo gli strumenti e il tempo ci provo.

Gli arpeggi sono la parte più critica per il pedale.

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Risposta 186 di Bianca

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rstrauss ha scritto:

Ho provato a suonarla al pianoforte (solo il manuale) : mi sorge un dubbio ... è veramente scritta così ?

I due righi del manuale sono entrambi in chiave di violino e se così fosse praticamente le mani sarebbero sempre attaccate o peggio una sopra l'altra. Non potrebbe essere chiave di basso, in quanto batt. 15 e 16 le note non ci sarebbero.

Bianca ci chiarisci la cosa ?

dunque, il rigo della mano destra è assegnato alla testiera superiore (Swell) mentre il rigo della mano sinistra alla tastiera inferiore (Great). Mi sembra di ricordare che parecchie partiture per organo siano scritte in questo modo, ma mi potrei sbagliare. L'intenzione era quella.

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Risposta 187 di Bianca

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CromaDiBrera ha scritto:

A me piace davvero molto, soprattutto l'esposizione (e un po' meno il finale), anche se non capisco questa impronta stilistica un po' "schizzata", che mi ricorda quell'altro tuo pezzo con le scimmiette. 🙂

Ti ringrazio!

E' vero, non ci avevo mai pensato, ma effettivamente i due pezzi hanno qualcosa (forse parecchio) in comune. Anche se sono due pezzi scritti in contesti e occasioni completamente diversi, hanno in fondo due significati analoghi: sono sarcastici (o almeno scritti con quell'intenzione), anche se in modi diversi.

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Risposta 188 di Bianca

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Piccinesco ha scritto:

Potresti comunque ovviare se in partitura precisi che la parte del pedale può essere suonata da un organo a parte con un registro 8', perchè non avendo precisato quale registro dovrebbe usare l'esecutore, rimane implicito, anche grazie all'ascolto, che si tratta di un 8'.

si, comunque ho schiacciato tutti gli stop dell'organo che mi ha suggerito Croma, fino a quando non è uscito qualcosa che mi sembrava andare bene 😛

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Risposta 191 di rstrauss

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Ho esaminato la fuga di CristianK e devo dire che il lavoro è sicuramente solido e ben scritto.

Quello che manca è un controsoggetto che dia un pò di varietà. Così com'è è troppo statico e crea un pò di monotonia.

Del resto il soggetto è fatto di semiminime e crome e il controsoggetto per le prime 6 battute ha solamente  semiminime e minime e poi crome.

Troppo uguale e questo purtroppo compromette un pò il carattere della fuga che comunque tecnicamente è scritta bene.

L'unico passaggio che non mi convince è quello citato da Frank batt. 57-62 con T e B. che si scornano.

Altra cosa gli stretti io li avrei voluti più "stretti" ... le entrate dovrebbero partire larghe e poi stringersi fino ad arrivare a un'entrata per ogni battuta.

Così si crea la tensione.

In ogni caso una  buona fuga. 

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Risposta 193 di CromaDiBrera

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Marzapane ha scritto:

Croma, molto libera ma a volte ho dei cali d'attenzione durante l'ascolto.

Tra le varie pause, alla prossima metterò anche quella per il caffè. 🙂

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Risposta 194 di CromaDiBrera

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Siccome non sono molto contento di quello che ho fatto (non lo sono mai) e mi pare che ci siano diverse cose da correggere, a tempo perso sto rimettendo mano alla mia fuga e mi sto divertendo con una piccola novità che sto trovando molto utile (almeno per me): quella di assegnare colori diversi a tutti gli incisi e ai membri di frase delle esposizioni, in modo da costringermi a chiedermi da dove vengano ciascuno di quelli che ho usato negli sviluppi successivi. Mi sono accorto, in questo modo, che bastano pochi ritocchi per rendere più espliciti alcuni passaggi, riconducendone i pezzi ai membri già fatti ascoltare (e la cui logica, avendola tessuta io stesso, davo per scontata anche per l'orecchio altrui). Ad averci pensato, lo avrei fatto dall'inizio, in fase di composizione, perché sono certo che ne sarebbe venuto fuori qualcosa di molto diverso e, probabilmente, di più efficace.

Non so se il procedimento vi interessa, ma magari posterò la mia seconda versione (una fuga a colori!) quando l'avrò terminata.

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Risposta 195 di Frank

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CromaDiBrera ha scritto:

Non so se il procedimento vi interessa, ma magari posterò la mia seconda versione (una fuga a colori!) quando l'avrò terminata.

Non so se ti ricordi Croma, ma le mie prime 2 fughe dei LAB erano proprio a colori 🙂

Era nel file Guida all'ascolto 😉

E' un ottimo strumento didattico e se ci sei arrivato da solo tanto meglio. L'ho sempre sostenuto che gli autodidatta sono  i più "didattici", ma non lo sanno 🙂. ...e rischio anche che la storia mi dia ragione.

(pensa che li ho apprezzato Sibelius a Finale).

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Risposta 196 di CromaDiBrera

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Frank ha scritto:

Non so se ti ricordi Croma, ma le mie prime 2 fughe dei LAB erano proprio a colori 🙂

Era nel file Guida all'ascolto 😉

Accidenti, non lo ricordavo...! Evidentemente, mi ero lasciato sfuggire quei file. Sono ancora disponibili?

Moderatore

Risposta 197 di Frank

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CromaDiBrera ha scritto:

Accidenti, non lo ricordavo...! Evidentemente, mi ero lasciato sfuggire quei file. Sono ancora disponibili?

Certo, te li reinvio ...

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Risposta 198 di Frank

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Ci tengo a precisare una cosa a proposito di questo

CromaDiBrera ha scritto:

 Mi sono accorto, in questo modo, che bastano pochi ritocchi per rendere più espliciti alcuni passaggi, riconducendone i pezzi ai membri già fatti ascoltare

Il lavoro che ti sei messo in mente di fare è utilissimo per rispettare il materiale tematico, ma le strutture, che ci dovrebbero sempre essere, poi devono essere ben "nascoste".

Insomma, all'ascolto non devono pesare, ma un'approfondita analisi è in grado di rintracciarla. Un po' come succede con il repertorio, anzi, l'anlisi a volte capita che sollevi più i "dubbi" che le certezze. Senza contare che se abbiamo difficolta su opere storicizzate, stra analizzate, dove la poetica e l'estetica di un compositore a pochi segreti (vista l'approfondita conoscienza di tutte le sue opere)...figuriamoci con degli inediti 😉

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Risposta 199 di CromaDiBrera

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Frank ha scritto:

Il lavoro che ti sei messo in mente di fare è utilissimo per rispettare il materiale tematico, ma le strutture, che ci dovrebbero sempre essere, poi devono essere ben "nascoste".

Insomma, all'ascolto non devono pesare, ma un'approfondita analisi è in grado di rintracciarla. 

Grazie per i file!

Scusa, ma non ho capito questa cosa delle strutture nascoste. Ti riferisci allo schema formale dell'intera fuga? O alla struttura delle frasi musicali?

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Risposta 200 di Frank

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E' un discorso generale, ma senza astrarre troppo, parliamo di un divertimento.

Una tecnica è quella di prendere una parte significativa del S., CS. Parte libera e imitarla fra le voci...se vogliamo è veramente un lavoro schematico e quasi da copia incolla.

Il punto è poi fare in modo che questa schematicità non pesi, per cui tutto il contorno (appunto le altre voci), devono creare interesse. Allora come "nascondere" una struttura di un divertimento? Bella domanda.

Intanto dipende dal materiale, ma ricordo che in una fuga Gozzo mi chiese: "non trovo la struttura degli stretti, come ti sei comportato? A orecchio, liberamente, come viene, etc."

In realtà la struttura c'era eccome, ma esta stata talmente "manipolata" elaborata che era difficile capire veramente queli erano i frammenti portanti (che avevano generato quegli stretti) e quelli a riempimento.

Pensa  a mettere giù dei frammenti uguali nelle 4 voci, poi inizi a raddoppiarne alcuni alla decima, ad altri (magari a coppia) gli cambi l'attacco, agli altri 2 la coda, poi ci innesti pezzi del S o CS o viceversa o pate libera, pause (perchè no?)....ad un certo punto, tu stesso che non hai usato i colori, a distanza di poco non ti ricordi precisamente ma il divertimento sta in piedi lo stesso e risulta pure interessante e proporzionato.

Non è detto che debba essere sempre così, ma nascondere le strutture è un 'arte al pari di crearle...da non sottovalutare. Non lo ripeto sempre, ma i miei sono sempre inviti a riflettere più che delle vere "regole", tant'è che nelle fughe che ti invierò, la struttura è ben declamata.... (erano fughe didattiche) 🙂

Ma dipende, appunto .... "riflettere" sull'argomento.

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