L'elaborazione di AbateFaria non mi dispiace, mi riservo di analizzarla meglio....
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Risposta 61 di geppino12575
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L'elaborazione di AbateFaria non mi dispiace, mi riservo di analizzarla meglio....
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Volevo segnalare un paio di cose sul brano di AbateFaria: ci sono un paio di errori di sillabazione oltre quelli trovati da r.strauss:
1) la parola "natura" è posta in modo che l'accento cada su na- invece che su tu-
2) sulla parola Gabrielis la legatura tra le crome a cavallo delle battute non ci vuole perchè vengono cantate due sillabe diverse oppure in alternativa per conservare la successione di semiminime (che credo fosse l'intenzione dell'autore) bisogna cambiare la sillabazione.
Poi un paio di cose sui temi scelti: la fine del primo tema è troppo omoritmica, tutte quelle minime non sono di grande interesse, dovrebbe essere sincopato fin quasi alla fine.
Il secondo tema, basato sulla scala esatonale a toni interi, è un po' banalotto e impersonale, anche in questo secondo me risiede quella sensazione di "scolasticità" che qualcuno ha avvertito. i temi non sono molto ben caratterizzati, sono semplicemente frammenti di scale, secondo me bisognava dargli più dignità e autonomia, inserendo qualche cosa che facesse in modo da eludere il richiamo pedissequo alla scala di riferimento. Già nel tema basato sulla scala cromatica ascendente con le crome avviene qualcosa di simile, l'autore sente il bisogno, proprio per non riportare pari pari la scala cromatica, di invertire alcuni intervalli: ecco magari si poteva fare questo procedimento di microvariazione anche sugli altri temi.
Tutto sommato l'idea non è male e un coro si divertirebbe a cantarlo, ma credo che ci si poteva spingere molto oltre, si poteva osare di più, soprattutto nella scelta del materiale tematico. Armonicamente è ben gestito e, grazie a un buon uso delle pause, spesso si creano momenti a due voci più rilassanti per l'orecchio a volte credo anche involontariamente...il che non è un male, quando le cose cominciano a quadrare anche se non ci facciamo troppo caso è sintomo di miglioramento, come lo scacchista che sa che mettendo l'alfiere o il cavallo in una certa casella ne potrà trarre giovamento anche se non immediato.....
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Andiamo avanti
Commento al Brano 5 di OscarP
Ci risiamo con la stesura della partitura :
- mancano del tutto le dinamiche
- mancano le legature per il coro
- manca un'indicazione di tempo a meno che tu non voglia fare come Bach.
andiamo con la parte corale
Ci vuole un coro di quelli tosti per eseguire questo brano. Non ci sono cose ineseguibili, ma i coristi dovranno sputare pallini per arrivare in fondo.
I registri vengono sfruttati in tutta la loro estensione e se questo è posititvo da una parte, dall'altra pone problemi di economia di energie vocali, nel senso
che a metà brano il coro sarà già un pò stanco. consiglio quindi a chi volesse cimentarsi almeno 30/35 coristi.
In particolare a batt. 30 ai S. la frase che parte dal la sulla vocale 'i' risulterà molto disagevole e pericolosa.
Testo
non ci sono proprio degli errori grossi, ma spesso le sillabe sono messe un pochino male :
batt. 11 C. la sillaba 're' si allunga anche su due crome ribattute, impossibile da cantare. Era meglio legare.
batt. 13 S. la sillaba 0cu0 era meglio spostarla sulla nota precedente e legare.
batt. 15 B. se volevi il vocalizzo la nota doveva essere di 2/4 legati. Così com'è scritto è brutto e difficile sopratutto nel registro alto dei bassi.
batt. 22 B. l'accento della parola 'ge-ni-tò-rem' è sbagliato. Doveva cadere sulla prima nota della batt. 23
batt. 26 C. T. E B. l'accento sarebbe 'po-sté-ri-us' che cade su tempo debole.
musica
unico appunto di carattere corale
batt. 21 avendo i T. così alti era meglio lasciare i B. un'ottava sopra, in modo da farli cantare anche per gradi congiunti discendenti e mantenere comunque il tema, già
esposto dai C.
In pratica il brano è composto da due esposizioni di fuga :
batt. 1 - 16 e 17-32 con un mini stretto alla fine basato sul primo tema.
Che possa piacere o meno, non ci siamo. I due temi solo esposti senza un minimo di sviluppo sembrano messi li e poi abbandonati.
Il fatto di avere controsoggetto e parti accessorie che nel secondo partono subito non ti salva dalla sensazione che questo pezzo sia un
incompiuto o semplicemente scritto in fretta.
Ad un orecchio allenato non sfuggono le 4 volte del tema 1 e le altre 4 del tema 2 e poi di nuovo il tema 1, sempre uguali senza nessuna variazione o sviluppo.
Nemmeno la diversità dei due temi salva il brano : potevano benissimo stare assieme, ma senza una risposta o sviluppo sembrano appiccicati con la colla.
Il tema 1 se usato a dovere poteva essere proprio bello e magari con il 2 in doppio canone sarebbe stato proprio interessante.
Peccato, un'occasione persa.
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e dulcis in fundo
Commento al brano 5 di Geppino
finalmente una partitura scritta bene doev tutto su capisce con chiarezza, e chi dovrà dirigere sa da dove partire.
Che dire ?
come sempre Geppino non si smentisce e ci presenta un ottimo brano scritto alla 'vecchia maniera' con i solisti che intonavano le parti principali del testo
e il coro entrava a riempire. Forma molto cara ai compositori degli anni '50 seguaci di Perosi, Refice, Pigani ecc.
Il coro canta bene, non ci sono cose astruse e forse è anche più facile di quello di OscarP per un esecuzione finale.
Anche qui un coro di 30/35 persone ci vuole sopratutto per gli sdoppiamenti e per garantire le sonorità volute dall'autore.
Molto di effetto l'andamento per quinte dei bassi, ribadito poi da B.e T., come pure i raddoppi di ottava (come si fa in orchestra) alle batt. 31-36
C'è solo una piccola cosa che vorrei dire ma è un parere personale :
l'accordo finale di do#magg. con il 2° grado io lo avrei messo con il 6° grado che io considero più definitivo. Il 2° mi lascia un pò troppo in sospeso.
Complimenti Geppino.
Membro
Ringrazio r.strauss per la sua analisi attenta e per i complimenti; lo so che non c'entra niente ma non è un periodo facile per me sia a livello familiare che personale, ogni tanto uno che ti dà una pacca sulla spalla, seppur virtuale, ci vuole, grazie....
Membro
geppino12575 ha scritto:
Ringrazio r.strauss per la sua analisi attenta e per i complimenti; lo so che non c'entra niente ma non è un periodo facile per me sia a livello familiare che personale, ogni tanto uno che ti dà una pacca sulla spalla, seppur virtuale, ci vuole, grazie....
ci mancherebbe ... quando c'è da riconoscere un buon lavoro non mi tiro mai indietro.
come si dice ... quando ce vò ... ce vò.
Moderatore
geppino12575 ha scritto:
Ringrazio r.strauss per la sua analisi attenta
Effettivamente R.Strauss è implacabile! Quando vede/sente un brano per coro è come se vedesse tutte e 18 le coriste 😃
Scherzi a parte
geppino12575 ha scritto:
è un periodo facile per me sia a livello familiare che personale, ogni tanto uno che ti dà una pacca sulla spalla, seppur virtuale, ci vuole, grazie....
Vedo che non sono il solo ... è un periodaccio. Quando ieri notte ho letto il tuo messaggio mi sono detto: "se l'ha scritto lui ci voglio provare pure io" ... ho rispolverato il bozzetto. Non so lo finirò mai, ma almeno l'ho ripreso in mano ...
Io in realtà ho solo guardato velocemente i lavori del LAB, per le note tecniche avvallo le segnalazioni già fatte. Trovo RStrauss molto più in forma rispetto al brano del coro dell'anno scorso, ottimo e abbondante. Ho apprezzato anche la gradevolezza del suo brano.
In quello di Geppino vedo maggior governo nella seconda parte, ne sei consapevole, ma ciò non toglie che anche la prima ha i suoi punti di interesse.
Per foruna Ale non ha partecipato, altrimenti si sarebbe meritata una medaglia per la costante presenza ... Raffaele che fine ha fatto?
Sono contento che si sia aggiunto Oscar, che si siano rivisti Faria e Chitarrista.
Membro
Sono un po incasinato. Domani vado in ferie e chissà che abbia il tempo e la volontà di fare qualcosa. Quà si viaggia sulla media dei 38 gradi da un mesetto e fra l'altro con l'aria condizionata sfasciata. non so se mi spiego...
Membro
geppino12575 ha scritto:
Volevo segnalare un paio di cose sul brano di AbateFaria: ci sono un paio di errori di sillabazione oltre quelli trovati da r.strauss:
1) la parola "natura" è posta in modo che l'accento cada su na- invece che su tu-
2) sulla parola Gabrielis la legatura tra le crome a cavallo delle battute non ci vuole perchè vengono cantate due sillabe diverse oppure in alternativa per conservare la successione di semiminime (che credo fosse l'intenzione dell'autore) bisogna cambiare la sillabazione.
Poi un paio di cose sui temi scelti: la fine del primo tema è troppo omoritmica, tutte quelle minime non sono di grande interesse, dovrebbe essere sincopato fin quasi alla fine.
Il secondo tema, basato sulla scala esatonale a toni interi, è un po' banalotto e impersonale, anche in questo secondo me risiede quella sensazione di "scolasticità" che qualcuno ha avvertito. i temi non sono molto ben caratterizzati, sono semplicemente frammenti di scale, secondo me bisognava dargli più dignità e autonomia, inserendo qualche cosa che facesse in modo da eludere il richiamo pedissequo alla scala di riferimento. Già nel tema basato sulla scala cromatica ascendente con le crome avviene qualcosa di simile, l'autore sente il bisogno, proprio per non riportare pari pari la scala cromatica, di invertire alcuni intervalli: ecco magari si poteva fare questo procedimento di microvariazione anche sugli altri temi.
Tutto sommato l'idea non è male e un coro si divertirebbe a cantarlo, ma credo che ci si poteva spingere molto oltre, si poteva osare di più, soprattutto nella scelta del materiale tematico.
Grazie anche a te Geppino, vedo che non ti sfugge niente 🙂
geppino12575 ha scritto:
Armonicamente è ben gestito e, grazie a un buon uso delle pause, spesso si creano momenti a due voci più rilassanti per l'orecchio a volte credo anche involontariamente...il che non è un male, quando le cose cominciano a quadrare anche se non ci facciamo troppo caso è sintomo di miglioramento, come lo scacchista che sa che mettendo l'alfiere o il cavallo in una certa casella ne potrà trarre giovamento anche se non immediato.....
Diciamo che era una parte dei suggerimenti che avevo ricevuto l'anno scorso. Per cui i laboratori "fruttano"...speriamo in meglio al prossimo giro 😃
Membro
Io vorrei condividere questa cosa, li ho ascoltati tutti e devo dire che in alcuni fatico veramente moltissimo. Parlo proprio a livello di ascolto, sicuramente saranno scritti tutti a dovere e comunque ho letto i bellissimi messaggi di critica.
Adesso io dico, ma è un mio problema? Io quello di Abate che molti hanno apprezzato non riesco proprio ad ascoltarlo, soprattutto la parte "esatonale"...in molti punti passa RStrauss e la prima parte di OscarP.
Sostanzialmente quello che sembra più carente tecnicamente (del Chitarrista) alla fine riesco a seguirlo meglio...è un problema di training di ascolto, cioè, voi riascoltereste 2 o 3 volte di fila ad esempio il brano di Faria (tecnicismi a parte, parlo proprio degli stimoli e della voglio di seguire e riascotlare)? Ben inteso, non ce l'ho con lui (riuscire a scrivere un brano intero con 2 elemnti), è proprio per capire se effettivamente sono così distante dal genere 🙁
Onestamente fatico anche con quello di Geppino, mi era capitato anche nella sua seconda versione del Tristis ... eppure apprezzo molto di quello che scrive, in tendo sempre come ascolto, a parte che sia ovvio che è un professionista e non deve dare conto a me 🙂
Scusatemi, spero di non essere faitneso.
Membro
Ciao Zaccaria, le domande che ti poni non sono sbagliate, ma devi considerare che tutta l'arte moderna ha tendenzialmente abbandonato il principio dell' "arte bella" per esplorare terreni più profondi (o forse solo apparentemente più profondi, chissà....)
E' ovvio che per essere apprezzata richiede una fatica iniziale anche piuttosto consistente, ed è più facile se uno studia e quindi si appassiona anche dell'aspetto tecnico e formale di un pezzo e non solo del piacevole ascolto che potrebbe darti anche una canzone pop, giusto per estremizzare 😉
Senza contare che ci sono anche professionisti che continuano a non apprezzare l'atonalità, quindi non è un obbligo 🙂
Non so, eventualmente ti si può suggerire qualche brano che ti possa avvicinare a questo mondo, senza essere eccessivamente faticoso, però dovresti darci un'idea di quello che ascolti, di quanto conosci dei classici, romantici, etc
ps
tieni anche conto che nei laboratori ci sono esecuzioni in midi, e soprattutto nell'atonale questo è penalizzante.
Membro
Zaccaria ha scritto:
Adesso io dico, ma è un mio problema? Io quello di Abate che molti hanno apprezzato non riesco proprio ad ascoltarlo, soprattutto la parte "esatonale"..
Che ti posso dire, a me piace...altrimenti avrei scritto altro.
Ho capito cosa vuoi dire, secondo me ti serve un percorso d'ascolto orientato ad andare oltre la tonalità...atonalità non vuol dire solo dissonanza, vuol dire solo non seguire i rapporti tonali che banalizzando sono II V
AleGozzo ha scritto:
ps
tieni anche conto che nei laboratori ci sono esecuzioni in midi, e soprattutto nell'atonale questo è penalizzante.
Quoto
Membro
a mio avviso noi musicisti dobbiamo scindere la valutazione data dal gusto personale da quella tecnica, perchè nè abbiamo i mezzi.
Inon gradisco troppo l'atonalità (AbateFaria lo sapeva già), ma nonostante questo cerco di essere più obiettivo possibile nel giudizio tecnico.
Mi dispiace doverlo dire, ma un musicista che dice "mi piace" o "non mi piace" e basta, secondo me non ha i mezzi per giudicare a livello tecnico musicale il brano e quindi
gli resta solo il gusto personale, che in quanto tale non si discute.
Membro
E' vero R.Strauss, però io trovo utili anche i commenti di gusto...sai, un brano può essere tecnicamente perfetto e non comunicare nulla. Ovviamente non è il mio caso, ma io apprezzo se uno mi dice che il brano piace (e basta).
😃
Membro
IlChitarrista55 ha scritto:
Io spendo alcuni commenti, è evidente che non ho la capacità per fare critiche o dare suggerimenti ma posso dare pareri di gusto.
AbateFaria: ascolto tostarello, sarà scritto bene...ma fatico
OscarP: mi piace, nonostane non ci ho capito una mazza ha un suo fascino
RStrauss: molto soave e leggero
Trovo una bella atmosfera in quella di Geppino
Membro
Intanto ringrazio Rstrauss per la sua attenzione, onestamente concordo e non concordo nel suo parere non tanto perchè lui non sia libero di fare gli appunti che ritiene necessari, ma perchè in alcuni punti è conflittuale e mi riferisco all'ultima parte riassuntiva.
Sulle segnalazioni puntuali provo a rispondere, anzi mi scuso se mi sono lasciato attendere ma ero via 😃
rstrauss ha scritto:
Ci risiamo con la stesura della partitura :
- mancano del tutto le dinamiche
- mancano le legature per il coro
- manca un'indicazione di tempo a meno che tu non voglia fare come Bach.
Potrebbe essere un idea 🙂. A me piace lasciare libertà all'interprete. Un alternativa poteva essere una melodia è un siglato?
rstrauss ha scritto:
Ci vuole un coro di quelli tosti per eseguire questo brano. Non ci sono cose ineseguibili, ma i coristi dovranno sputare pallini per arrivare in fondo.
I registri vengono sfruttati in tutta la loro estensione e se questo è posititvo da una parte, dall'altra pone problemi di economia di energie vocali, nel senso
che a metà brano il coro sarà già un pò stanco. consiglio quindi a chi volesse cimentarsi almeno 30/35 coristi.
In particolare a batt. 30 ai S. la frase che parte dal la sulla vocale 'i' risulterà molto disagevole e pericolosa.
A me risulta che i cori moderni eseguono cose pazzesche e penso che difficilmente si stancherebbero con un mio branetto di pochi secondi e con intervalli e figurazioni ritmiche nel limite dell'umano.
rstrauss ha scritto:
non ci sono proprio degli errori grossi, ma spesso le sillabe sono messe un pochino male :
batt. 11 C. la sillaba 're' si allunga anche su due crome ribattute, impossibile da cantare. Era meglio legare.
batt. 15 B. se volevi il vocalizzo la nota doveva essere di 2/4 legati. Così com'è scritto è brutto e difficile sopratutto nel registro alto dei bassi.
batt. 22 B. l'accento della parola 'ge-ni-tò-rem' è sbagliato. Doveva cadere sulla prima nota della batt. 23
batt. 26 C. T. E B. l'accento sarebbe 'po-sté-ri-us' che cade su tempo debole.
A 11 è una svista, ovviamente quei 2 re sono un re da un quarto
A 15, idem ... maledetto programma di editing. Quella pausa non esiste!
A 22, se ti riferisci al basso, la sincope non è lo spostamento dell'accento forte su quello debole?
A 26 idem, il tenore sincopa, il basso vocalizza su "e", il soprano sul battere tace, il contralto è in chiusura, di sicuro avrà un diminuendo ... non sbraiterà il rius prima di una pausa e su un ribattuto. Tutto evidenzierà il sincopato del tenore che trovo gestibile e mi permette di non alterare i vincoli formali.
rstrauss ha scritto:
In pratica il brano è composto da due esposizioni di fuga :
batt. 1 - 16 e 17-32 con un mini stretto alla fine basato sul primo tema.
Che possa piacere o meno, non ci siamo. I due temi solo esposti senza un minimo di sviluppo sembrano messi li e poi abbandonati.
A me sembra che:
- la seconda sezione sia in contrappunto quadrulo, che è uno sviluppo 😉
- la prima sezione, che è ascrivibile ad una fuga di esposizione, non ha mai visto sviluppi alle sue origini ... ed io a quella mi sono rifatto; tanto più che anch'essa viene rivoltata nel finale
rstrauss ha scritto:
Il fatto di avere controsoggetto e parti accessorie che nel secondo partono subito non ti salva dalla sensazione che questo pezzo sia un
incompiuto o semplicemente scritto in fretta.
Ad un orecchio allenato non sfuggono le 4 volte del tema 1 e le altre 4 del tema 2 e poi di nuovo il tema 1, sempre uguali senza nessuna variazione o sviluppo.
No scusa, il canone all'ottava la buttiamo via perchè il tema si presenta 4 volte senza sviluppo? No, scusa, ma il canone cos'è?
rstrauss ha scritto:
Nemmeno la diversità dei due temi salva il brano : potevano benissimo stare assieme, ma senza una risposta o sviluppo sembrano appiccicati con la colla.
Una risposta? Ma è una fuga o una romanza?
rstrauss ha scritto:
Il tema 1 se usato a dovere poteva essere proprio bello e magari con il 2 in doppio canone sarebbe stato proprio interessante.
Due doppi canoni è un altro schema formale, il mio tema poteva diventare qualsiasi altra cosa (scalabilità del materiale)... ma è una fuga di esposizione.
Non so se conosci Pachelbell, prova a dare una scorsa alle sue fughe di esposizione ... vedrai che non c'è quello che tu indichi.
Concludendo ribadisco che sono alla prima esperienza con il coro, però mi sono documentato molto prima di cimentarmi ... di sicuro non ho proposto cose fuori dal mondo.
Poi qualcosa da limare c'è sempre ... ma il brano non mi sembra proprio da buttare
Membro
OscarP ha scritto:
Potrebbe essere un idea 🙂. A me piace lasciare libertà all'interprete. Un alternativa poteva essere una melodia è un siglato?
rischi che l'interprete vada fuori da quello che tu ti prefiggevi, ma se accetti il rischio va bene.
OscarP ha scritto:
A me risulta che i cori moderni eseguono cose pazzesche e penso che difficilmente si stancherebbero con un mio branetto di pochi secondi e con intervalli e figurazioni ritmiche nel limite dell'umano.
Parlo di un coro di dilettanti. E' chiaro che con i professionisti la cosa è diversa.
OscarP ha scritto:
- la seconda sezione sia in contrappunto quadruplo, che è uno sviluppo 😉
Il contrappunto io non lo vedo proprio come uno sviluppo ... è semplicemente contrappunto, lo sviluppo è un'altra cosa.
OscarP ha scritto:
- la prima sezione, che è ascrivibile ad una fuga di esposizione, non ha mai visto sviluppi alle sue origini ... ed io a quella mi sono rifatto; tanto più che anch'essa viene rivoltata nel finale
benissimo, ma allora se doveva essere solo esposizione allora doveva fermarsi a batt 17 e chiudere.
OscarP ha scritto:
No scusa, il canone all'ottava la buttiamo via perchè il tema si presenta 4 volte senza sviluppo? No, scusa, ma il canone cos'è?
Una risposta? Ma è una fuga o una romanza?
in ogni caso è un brano monotematico, certo con contrappunto e aggiungendo una voce in canone arricchisci il brano, ma resta pur sempre un brano con una
sola idea musicale, cosa che io considero troppo poco.
Non importa che tipo di brano sia, ma la forma da te scelta secondo me aveva bisogno di un pò di più respiro, un piccolo episodio di collegamento ecc.
OscarP ha scritto:
Due doppi canoni è un altro schema formale, il mio tema poteva diventare qualsiasi altra cosa (scalabilità del materiale)... ma è una fuga di esposizione.
Non so se conosci Pachelbell, prova a dare una scorsa alle sue fughe di esposizione ... vedrai che non c'è quello che tu indichi.
Nè ho studiata qualcuna da giovane e confermo che questo tipo di brani non mi soddisfa.
OscarP ha scritto:
Concludendo ribadisco che sono alla prima esperienza con il coro, però mi sono documentato molto prima di cimentarmi ... di sicuro non ho proposto cose fuori dal mondo.
Poi qualcosa da limare c'è sempre ... ma il brano non mi sembra proprio da buttare
Non è da buttare, semplicemente hai usato una forma un pò particolare, che in realtà non si percepisce in quanto c'è la seconda sezione che rimescola le carte, cosa che a livello corale non rende benissimo sopratutto per la mancanza di riferimenti che normalmente un coro necessita : il ritorno di un tema,
un momento di tranquillità, un tema contrastante distinto, un episodio di collegamento che gli faccia capire che qualcosa sta cambiando ecc.
comunque se questa è la tua base di partenza non c'è male.
Moderatore
Vorrei spendere due paroline per OscarP.
Mi sembra che ti abbiano dato degli ottimi suggerimenti anche se non biasimo il buon RStrauss. Nel senso che...
Ok Pachelbel, ma le fughe di esposizione non sono fatte di sola esposizone...nel senso che hanno uno sviluppo di tipo espositivo. Le entrate partivano dal registro centrale e si allontanavano progressivamente sino a toccare i registri estremi, intervallando le esposizioni del soggetto (non all'ottava e basta) da piccoli episodi, piccoli circoli delle quinte ma se pur in modo embrionale erano un fatto.
Il contrappunto quadruplo è una tecnica per creare materiale che deve essere usato nella composizione .. una cosa che nel tuo caso non avviene.
Io considero il tuo brano un A B CODA (su A), il tema iniziale è carino e il materiale armonico è ricco...effettivamente con dei buoni approfondimenti può diventare un ottimo brano.
Per RStrauss invece
>Nè ho studiata qualcuna da giovane e confermo che questo tipo di brani non mi soddisfa."
Questa mi sembra una considerazione di gusto 😉
Moderatore
Mi piace molto il commento di Geppino sul brano di Faria, vorrei solo far presente che ...
> Il secondo tema, basato sulla scala esatonale a toni interi,
> è un po' banalotto e impersonale, anche in questo secondo me risiede quella
>sensazione di "scolasticità" che qualcuno ha avvertito.
... sullo stesso materiale Bach ci ha scritto una cantata è Berg il 25% di un concerto 😉
Il problema secondo me è proprio nella conduzione, sicuramente solo quell'elemento è troppo poco...infatti ai due compositori che ho citato non è bastato il solo frammento di scala 🙂
Membro
Ho finito di fare la bozza della musica corale. Dovo ancora rifinire e poi la consegnero...Meglio tardi che mai 😉