Onestamente trovo nei post di Feldman alcune cose che non quadrano, ma non prese singolarmente ma nel discorso generale che vuole condurre. Ci sono tanti punti di forza … ma …
Il primo punto è sull’aspetto didattico:
Feldman ha scritto:
Ora, questa lobby (la Riserva d'Indiani, appunto) è soprattutto caratterizzata da giovani compositori che sono stati allievi di compositori che a loro volta sono stati allievi di Berio, Donatoni, etc. Mentre questi erano rappresentanti di un modernismo ormai passato alla Storia, di un periodo complesso di sperimentazione e di estetiche contrastanti, gli allievi e gli allievi degli allievi hanno costruito una specie di "accademismo" fine a se stesso per cristallizzare e chiudere in una riserva tutto quello che avevano fatto i loro padri. La sostanza è questa.
Premesso che sono passato dalle mani delle due scuole che vanno più in voga in Lombardia: diciamo figli di Bettinelli e figli di Donatoni. In 2 parole potrei dire che i Donatonini esistono e i Bettinellini no… e questa la dice già lunga. Ma siamo un po’ più precisi.
Anche se “la sostanza è questa”, se i figli di un compositore (o meglio un didatta) non riescono a maturare una propria autonomia ma restano vincolati allo stile del padre vuol dire che il Maestro ha fallito.
Per cui i primi errori non sono degli allievi di Donatoni, che sono al massimo “succubi” … ma il fatto che Donatoni aveva le capacità per fare quello che ha fatto, gli altri vivono di luce riflessa.
Una cosa che è anche capitata ma molto sporadicamente, fra i meno dotati, degli allievi di Bettinelli.
Personalmente parlando sono cresciuto maggiormente nel periodo Bettinelli che Donatoni, in quest ‘ultimo caso c’è il “suo” metodo per scrivere …. I suoi bei conticini, la sua macchina e non la spinta alla ricerca, lo sviluppo della propria poetica ed inclinazione musicale. (Berio fa parrocchia a parte).
E in effetti Bettinelli nei suoi testi didattici dice da qualche parte che il buon maestro non dovrebbe far vedere la propria musica agli allievi per non influenzarli. Casualmente nessun allievo di Bettinelli mi ha mai fatto vedere una propria partitura…tutti gli allievi di Donatoni mi hanno fatto vedere (e studiacchiare, si può dire?) più di una delle loro partiture. Non parliamo di oggi che con internet c’è tutto ovunque … prima le cose in alcuni casi si “elemosinavano”.
Questo era un primo punto.
Feldman ha scritto:
Stravinskij era ancora vivo ma era vecchio e già vecchia era la sua musica: mi dispiace che qualcuno lo definisca ancora "contemporaneo".
Anche qui non concordo e vorrei inserire un altro discorso, ormai è da mezzo secolo che non si può più parlare di compositore e basta, la questione è diventata specialistica.
C’è l’esperto di musica d’immagini, il compositore tradizionale, il compositore sperimentale, etc.
Questa è una classificazione che si annusa, respira ed è evidentissima; fa creare tutte le lobby che conosciamo. Perché sono lobby, ognuno si cerca i suoi simili e fa parrocchia … e dico, giustamente. Ci mancherebbe altro che non ci sia scelta…anzi…
Il problema che porta Feldman (utente) è quello di come una di queste figure specializzate, l’uomo “sperimentazione”, possa raggiungere il grande pubblico o un pubblico “corposo”…
Siamo sicuri che chi è in questa nicchia interessi? La lotta è farsi suonare più brani alla biennale e non raggiungere il cuore della gente…fatemela un po’ romanzare sta cosa. Chi ha più esecuzione è più “Potente”, più agganci, più prestigio … tutto qui…
Ma tornando a Stravinsky, compositore tradizionale, uno dei 2 più grandi geni del ‘900, ha preso la dodecafonia è gli ha dato un aria tutta nuova proprio quando era vecchietto (capito bene, la dodecafonia, quella cosa che quando è stata presentata si diceva non lasciasse spazio alla personalità del compositore e chiunque ci mettesse mano avrebbe scritto come Schenberg) … peccato che se uno studiasse veramente la sua musica si accorgerebbe, non solo oggi, ma all’epoca di quanto fosse moderna. E in effetti lui che si classifica come compositore tradizionale non ha da invidiare proprio un bel niente di niente a nessuno (Compresi i più famosi dei coevi).
Dirò di più, c’è una moda molto “bella” oggi che fa usare la seguente terminologia riferita alla musica: “vecchia era la sua musica”. Ma scherziamo, la musica di Bach è vecchia? Quella di Mozart è vecchia? Chopin?…. come questi anche quella di Stravinsky è attualissima. Capisco che ancora oggi (come allora) qualcuno lo veda ancora come un vecchio Strauss … peccato che le note dicano altro.
Premesso che non voglio farne una questione di giusto o sbagliato (si/no tradizione, si/no avanguardi), per chiudere il discorso dico solo che chi si lega alla tradizione (ed è un grande artista, un genio nel caso di Stravinsky) non rischia di sentirsi dire “vecchia era la sua musica”. Un parallelismo interessante è quello della mobilia, c’è a chi piace un design avanguardistico (luci psichedeliche, colori più ammalianti, geometrie, spigoli, etc.) e chi tradizionale (classico) …. dopo una quindicina d’anni i mobili che erano il fiore all’occhiello della tecnologia sanno di vecchio (quel colore non si usa più, etc.) … quelli “classici” al massimo gli si può dire che sono stati “usati”. Questo è uno dei costi delle mode….
Ovvio, so bene che la ricerca paga se uno trova. Per cui ecco che ci sono altrettanti geni musicali come Berio che hanno trovato e si sono affermati.
Il gioco è questo, questione di scelte e di proprie inclinazioni … se siamo stati fortunati ad avere maestri che hanno contribuito a farci diventare compositori e non pappagalli e le hanno assecondate.
Ultimissima cosa, sotto un altro punto di vista reputo utile saper scrivere come Bach e trovo utile saper scrivere come Donatoni … ma adesso che è morto e che i suoi stilemi possono essere catechizzati (Per inciso i suoi allievi (e colleghi, non ne parliamo) lo facevano quando era ancora in vita … ).
In generale mi sembra la solita “lotta” fra limiti didattici e materia prima (talento)… dove deve arrivare il maestro e quando dovrebbe essere talentuoso l’allievo.
I frutti sono appunto le generazioni a seguire di certe scuole. Altro esempino: Messiaen. Grande didatta, ci è passato praticamente tutto il ‘900 dalle sue mani. Quanti della sua “classe” (intendo gli allievi della classe di Messiaen) lo hanno replicato? Incastriamoci dentro ad esempio il buon Grisey . Si sono scambiati il testimone? (non penso proprio). Talentuoso lui, ottimo didatta il suo maestro…
Queste le prime cose a caldo leggendo i post del topic...in realtà ci sarebbe un sacco di roba da dire...