Feldman ha scritto:
D'accordo con te. Lachenmann è comunque vecchio, non come Stravinskij ma è vecchio, è roba passata. Non ha senso scrivere come lui oggi come del resto non ha senso scrivere come Glass.
Forse non ci siamo intesi, non ha senso scrivere come chiunque sia...fosse pure il più attuale degli attualissimi che tu consideri attuale ... e non voglio neanche sapere il nome 🙂
Scrivi come Feldman (utente) ...che è già sufficiente 🙂
Per Red scrivevo
Frank ha scritto:
In generale mi sembra la solita “lotta” fra limiti didattici e materia prima (talento)… dove deve arrivare il maestro e quando dovrebbe essere talentuoso l’allievo.
Che è quello che hai detto tu qui
RedScharlach ha scritto:
Il problema si pone quando il vincolo didattico si protrae troppo a lungo, per anni e anni: in realtà, un anno è sufficiente per capire quel che serve capire (e a volte, come dice Boulez, due settimane sono fin troppe!).
Inoltre dici:
RedScharlach ha scritto:
Ovviamente non parlo delle basi (armonia, contrappunto...), ma del mestiere vero e proprio
Il mestiere non centra con l'estetica.
RedScharlach ha scritto:
Un buon maestro deve far vedere la propria musica: bisogna mostrare chi si è, non nascondersi dietro alle parole.
No un buon maestro deve mostrare la musica dei grandi compositori e non la sua sulla quale il tempo non ha ancora dato le sue ragioni...poi se l'allievo insiste, e il rapprorto di protrae nel tempo, allora teniamoci i Donatonini e i Lachenmannini e gli etc. etc.
Feldman ha scritto:
La musica parla da sé.
Concorde, il punto è ... quale repertorio è giusto che un discente mastichi...di sicuro deve essere materia di prima qualità. Sulla propria musica non si potrebbe essere obiettivi, ci si mischierebbe sulla propria estetica, nessuno sa se sopraviverà all'erosione del tempo.
Feldman ha scritto:
l'allievo ha l'obbligo di conquistarsela da solo, nessun insegnante gliela può infondere.
Scusa ma il maestro deve dare tecnica e non idee...per la tecnica non serve la propria musica, ci sono un miliardo di pagine di altri GRANDI/GIGANTI compositori...
Feldman ha scritto:
Se l'allievo rimane succube, non si conquista la propria autonomia, semplicemente non è adatto a fare il compositore (dopotutto non lo prescrive mica il medico, di fare il compositore!).
Concorde, appunto, il maestro se è bravo, prima di spennarlo...glielo può dire prima. Basta lasciargli il foglio bianco 🙂 Se non ha idee emergerà, se ce le ha, basta supportarlo tecnicamente per svilupparle e portarle avanti.
Chiaro, è più difficile supportare le idee di altri che le prioprie, ma il didatta solo tecnica deve dare...ti pare che Padre Martini avesse da dare musicalità e idee a Mozart? Al massimo gli ha spiegato come funziona il contrappunto e Mozart ha scritto il jupiter 😃