Marziano, deduci quello che vuoi. Io deduco che non sapete comprendere una semplice argomentazione in inglese. Perchè una cosa è non apprezzare la musica di Babbitt, una cosa è continuare a fraintenderlo per mandare avanti una vostra idea. Sarà la lingua? Chissà.
Deduco, poi, che almeno tu fraintendi il significato letterale della lingua italiana, per giunta. Chopin e Mozart hanno fatto musica semplice, comunicativa, immediata. Mi chiedo perchè tu non abbia fatto confronti con Schutz, con Michelangelo Rossi, con Sweelinck, con Bach.
questi sono due link con Les Indes Galantes di Jean Philippe Rameau, completa. Abbiate il coraggio di ascoltarla tutta prima di fare la solita trita e ritrita querelle degli antichi e dei moderni...
E faccio un attacco generalizzato. In tutti i forum di musica "colta" in cui ho scritto ho letto le più disparate critiche al repertorio contemporaneo. E più o meno tutti lo confrontavano con 1) i romantici 2) i classici. Chi si spingeva più addietro al massimo arrivava a Bach, ma IGNORANDO le parti più consistenti del repertorio bachiano (che sono le cantate). E' normale, si insegna questo e siamo "naturalmente" portati ad apprezzare quello che già conosciamo.
Ma prima di dire che la musica contemporanea è brutta, andate ad ascoltare la polifonia rinascimentale, la polifonia e la monodia medievale, i madrigali, il barocco, l'opera delle origini.
Quoto Thallo e direi anche: più apertura all'arte in genere, che non è solo retorica del bello da oltre un secolo (e cioè, esattamente, dalla scoperta dell'inconscio).
Da moltissimo tempo, l'arte nasce dal bisogno di narrare l'inenarrabile della dimensione umana, non di perfezionarla producendo munili per gli dei dell'Olimpo. Purtroppo, però, alla cultura di massa si fa credere che l'arte "vera" sia ancora quella dell'Ottocento; nei nostri forum, continuiamo tranquillamente a discutere solo di Bach, Mozart e Beethoven, come se in America ci fossero ancora i pellerossa... Poi qualcuno, ogni tanto, apre la finestra ed esclama "toh, siamo nel 2012...!", e la richiude inorridito.
Penso che a un artista dovrebbe interessare il mondo in cui vive, però, e non solo il tinello di casa.
V
Vitrus
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Risposta 23 di Vitrus
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Io ero curioso di conoscere il parere di Vitrus sulla grande fuga di Beethoven 😃 Frank PS ... vedo che alcune proposte di ascolto iniziano a fare breccia 😉. Ho riascoltato molto volentieri anche Penderecki
Il tema fondamentale è profondo e digeribile ma si sviluppa in maniera spigolosa e dissonante con giochi contrappuntistici molto elaborati, un capolavoro tecnicamente. Il ritmo molto ben congegnato incatena l'ascoltatore. Molto bello il finale...si ritrova Beethoven 😉
C
Carlos
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Risposta 24 di Carlos
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Marziano ha scritto:
[...] deduco che Chopin abbia saputo fare musica facile, peccato che non mi sembra proprio.
Se per questo neanche nessuna opera seria di Mozart mi sembra facile... eppure ...
Entro in punta di piedi in una discussione già avviata (e dalla quale mi ero volutamente autoescluso...) per dire che, nonostante io non sia granché propenso a certa musica contemporanea (e non solo per motivi estetici, ma per motivi ben più sinificativi, almeno per me), questa argomentazione di Marziano è pericolosissima, perché non tiene conto di come all'epoca di Chopin si ascoltava la musica (senza dimenticare che, ad esempio, l'ultimo movimento della Sonata in si bemolle minore venne aspramente criticato da Schumann sulla Neue Zeitschrift für Musik - «questa non è musica», scrisse) e di come invece al giorno d'oggi sia diverso il rapporto con l'arte contemporanea. é un gatto che si morde la coda, se vogliamo, e io sono convinto che buona parte della responsabilità del rifiuto verso il contemporaneo sia dovuta agli artisti contemporanei medesimi; ma dire che un'opera seria di Mozart non è facile (per noi, certo, è meno difficile di Pli selon pli di Boulez, è lapalissiano) non è una buona ragione per decidere automaticamente che Mozart ha ragione e Boulez ha torto (ho preso Boulez solo perché è già stato citato: non ce l'ho in particolare con lui 😉 ). Mozart ha senz'altro ragione (su questo non avrei dubbi); sui torti di Boulez bisogna però discutere lontano dai luoghi comuni, anche disposti a trovare delle ragioni (e parlo a me stesso per primo, sia ben inteso!).
Le discussioni sulla musica contemporanea sono come le discussioni di politica: si finisce sempre per litigare 😉
Capisco, anche se io quasi mai riesco ad evitare di discutere per questo (e, infatti, litigo spesso). Certo, magari bisogna anche che ne valga la pena e non fare di tutto una questione di principio. Peccato però, ero curioso... 😉
Io, per altro, non sono un fan della musica di Boulez...
ma sono un fan sfegatato delle sue argomentazioni di estetica-teoria musicale e del suo modo di dirigere...
e anche su questo si dovrebbe discutere: alcuni compositori del secondo cinquantennio del '900 hanno costruito una vita musicale e un discorso musicale di livello altissimo. Paradossalmente nell'800 la discussione teorica non è stata a livelli di chissà che tipo... si è scritto e detto più nel 700! Dal '900 teoria e filosofia della musica hanno avuto un'impennata incredibile. Magari ai detrattori della musica contemporanea sembrerà poco e poco importante...
C
Carlos
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Risposta 29 di Carlos
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thallo ha scritto:
Io, per altro, non sono un fan della musica di Boulez...
ma sono un fan sfegatato [...] del suo modo di dirigere...
Ecco, io no, anche se mi piacciono i suoi risultati. Sarebbe interessante capire come vengano ottenuti, ma non è questa la sede giusta. 🙂
Io, per altro, non sono un fan della musica di Boulez...
Lo dico con una battuta ... sai che senza saperlo si è inventato il MIDI? 😃 ... e se lo sapesse forse non sarebbe neanche troppo contento 😉
thallo ha scritto:
Paradossalmente nell'800 la discussione teorica non è stata a livelli di chissà che tipo... si è scritto e detto più nel 700! Dal '900 teoria e filosofia della musica hanno avuto un'impennata incredibile.
... se per questo anche nel '500 ... ma anche nell'antichità 😃
thallo ha scritto:
Magari ai detrattori della musica contemporanea sembrerà poco e poco importante...
Oltre a riscontrare i comportamenti da te descritti, aggiungo che mediamente molti si attaccano al serialismo integrale.
Adesso chiedo a tutti di elencarmi almeno 3 opere che avete ascoltato e scritte proprio con questa tecnica, dato che già prevedo il “responso” … mi basterebbe anche solo che elenchiate i titoli, non serve averle ascoltate 🙂
e Donald McIntyre e Heinz Sednik c'hanno due voci della madonna... credo sia il Ring più veloce della storia di Bayreuth
C
Carlos
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Risposta 33 di Carlos
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thallo ha scritto:
il Ring con Patrice Chereau è una pietra miliare...
I know 😉
thallo ha scritto:
e Donald McIntyre e Heinz Sednik c'hanno due voci della madonna...
Non è merito di Pierre 😛
thallo ha scritto:
credo sia il Ring più veloce della storia di Bayreuth
Va be', su questo non mi pronuncio. In ogni modo vorrei invece precisare che quando parlo di un direttore io distinguo sempre il suo modo di dirigere dai risultati che ottiene. Al giorno d'oggi è d'obbligo farlo (non era così ad esempio all'inizio del XX secolo, perché la tecnica direttoriale non era così sviluppata). E di Boulez ho detto che mi piacciono i risultati che ottiene, ma non «il suo modo di dirigere», come hai detto tu. Dal video, il suo modo di dirigere non si vede per nulla, ma si sentono i risultati che ottiene. E, ti garantisco, non li ottiene certo (solo) col suo modo di dirigere 😄 ma con un uso accuratissimo della parola durante le prove. Estenuanti.
Ah, ok, non avevo colto la differenza. E parlando di "modo di dirigere" non volevo distinguere tra mezzi e risultati 🙂 saprai di certo meglio tu come affronta la cosa tecnicamente. Quindi riformulo dicendo anch'io che da ascoltatore apprezzo i risultati che ottiene dalle orchestre che dirige
X
Xenakis
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Risposta 35 di Xenakis
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Frank ha scritto:
Adesso chiedo a tutti di elencarmi almeno 3 opere che avete ascoltato e scritte proprio con questa tecnica
Tu stesso suggerivi da qualche parte suggerivi Maessian, Modo di valori e intensità
Io, per altro, non sono un fan della musica di Boulez...
ma sono un fan sfegatato delle sue argomentazioni di estetica-teoria musicale e del suo modo di dirigere...
e anche su questo si dovrebbe discutere: alcuni compositori del secondo cinquantennio del '900 hanno costruito una vita musicale e un discorso musicale di livello altissimo. Paradossalmente nell'800 la discussione teorica non è stata a livelli di chissà che tipo... si è scritto e detto più nel 700! Dal '900 teoria e filosofia della musica hanno avuto un'impennata incredibile. Magari ai detrattori della musica contemporanea sembrerà poco e poco importante...
Chiedo, non è che forse agli ascoltatori in generale gli interessa più quello che arriva alle orecchie che quello che possono leggere su un libro di teoria?
Francamente teoria e filosofia possono affascinare teorici, filosofi, musicologi, studiosi ... ma onestamente, ad un ascoltatore cosa può importare? Se c'è dietro una bella teoria ma il risultato sonoro è una porcheria, perchè uno dovrebbe rompersi i cosidetti ed ascoltare una cosa, frutto magari di una perversione o masturbazione mentale?
T
Talentuoso
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Risposta 39 di Talentuoso
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Ratatouille89 ha scritto:
Francamente teoria e filosofia possono affascinare teorici, filosofi, musicologi, studiosi ... ma onestamente, ad un ascoltatore cosa può importare? Se c'è dietro una bella teoria ma il risultato sonoro è una porcheria, perchè uno dovrebbe rompersi i cosidetti ed ascoltare una cosa, frutto magari di una perversione o masturbazione mentale?
...e no, se dietro il teorico c'è un compositore ... è sempre cosa buona perchè a quel punto l'approccio intellettuale diventa estetica e come giustamente detto va compresa.
… e chi ascolta senza tener conto dell’estetica ... fa un mezzo ascolto.
Sai cos'è, Ratatouille, io mi aspetto sempre che un ascoltatore, anzi, una persona di media cultura abbia ANCHE delle passioni intellettuali 🙂 acquisti libri, riviste, quotidiani, vada a mostre, a teatro, concerti, dedichi parte del proprio tempo alla cultura, ecco.
Questo per quanta riguarda l'ascoltatore.
Il musicista ancora di più 🙂 che un musicista sappia, almeno per sentito dire, quali sono le estetiche maggiori del '900 e che, magari, a volte abbia avuto la ventura di comprare un libro che ne parli, a me sembra IL MINIMO.
Ma è la mia visione del mondo... la realtà è fatta di persone che considerano la musica SOLO come svago. Non dico che non lo sia, state attenti; mi intristisce che possa essere considerata SOLO come svago, come intrattenimento.