Il pubblico di Allevi ha tutta la mia comprensione, capisco il suo disagio culturale e questo mi dispiace moltissimo, non mi rende assolutamente contento perché so che in gran parte la colpa non è sua, è solo la vittima finale della lunga catena di un circolo vizioso che ha come primo anello le istituzioni.
Queste non formano e non elevano l’uomo alla cultura ma lo spingono verso la mediocrità perché sono gestite da mediocri, che, non avendo i mezzi intellettuali per migliorare il loro popolo e un po’ per interesse personale cedono “alla richiesta dei più” anche se questo fosse antiformativo e distruttivo: ecco cos’è il populismo di cui si parla tanto.
Allevi ha composto sia del pop commerciale, sia ha fatto dei vaghi tentativi inneggianti alla musica colta" di qualità estremamente più bassa rispetto a quello che un bravo compositore è mediamente capace di scrivere… c'è un continuo “fare occhiolini a tutti” che rende le sue composizioni sciatte e prive di un messaggio sincero e profondo: manca la sostanza realmente di valore.
Persino nella musica di tradizione che si definisce "colta", composta nel 1700-1800-1900 c'è una parte che si può considerare scadente, quanti compositori del passato sono stati dimenticati? Lo stesso accadrà con Allevi.
Quindi sulla vicenda Allevi per me hanno delle colpe un po' tutti, meno che il suo pubblico:
-Le ha Allevi perché si pone come il "Mozart del 2000", provoca in modo del tutto fuori luogo per far parlare di sé e disinforma il pubblico.
-Le hanno le istituzioni, es. il concerto di Natale al senato che lo ha pubblicizzato moltissimo, e non dimentichiamoci delle numerose apparizioni televisive in RAI dove è idolatrato da presentatori non competenti in trasmissioni che hanno un enorme auditel (quanta influenza ha la tv di stato sulle masse? come è gestita? E da chi?).
Come può una persona avvicinarsi alla cultura se non ha alcuno stimolo?
Il consiglio che di solito cerco di dare a chi ascolta Allevi e se ne compiace in maniera sproporzionata è di fare un percorso di ascolto sulla grande musica, sia "colta" che "pop". Deve affrontare la sua condizione culturale poco per volta, con onestà, e senza la presunzione di saperne più dei professionisti di livello.
Anch'io quando mi sono approcciato per la prima volta alla grande musica non capivo alcuni compositori, e certa musica risultava per me pesante. Così come un lettore novello farebbe fatica a leggere e comprendere libri di alta filosofia: è fisiologico che sia così.
Allevi può vantare per il 95% di un pubblico ingenuo e non competente. Questo dovrebbe far riflettere.