Da quello che dici si capisce benissimo che non hai letto tutte le risposte degli utenti. Qui nessuno è invidioso di Giovanni Allevi e questo risulta evidente in tutta la discussione... Per quanto mi/ci riguarda quello che ci preme ricordare è che ci sono persone molto più preparate di Giovanni Allevi, sia dal punto di vista del compositore che del pianista, Maestri che stanno a spasso perché non hanno avuto la fortuna di conoscere le persone giuste nel posto giusto e al momento giusto (non per "miracolo" come hai eufemisticamente descritto nel tuo post) e questo è perfettamente in linea con l'Italia di oggi dove non si investe sulla cultura e le menti geniali sono costrette ad andare all'estero per avere un po' di luce, proprio perché il posto che spettava a loro qui in Italia è stato occupato da qualche burattino che è stato immeritatamente messo lì da qualcun altro... Non per meriti dunque, ma per conoscenze e spinte politiche. Tu parli di "cultura musicale" ed Allevi non è certo l'esempio... La cultura musicale si fa studiando ed investendo tempo su di essa, con il sacrificio e con tanto ascolto, certamente non ascoltando qualcosa che arriva subito proprio perché scarso di contenuti. Per fare un parallelo se devo parlare di cultura letteraria prendo come esempio Dante, certamente non Fabio Volo (con tutto il rispetto) anche se i numeri sembrerebbero spostare l'ago della bilancia proprio su Fabio Volo.
Il motivo è molto semplice... Fabio Volo utilizza sicuramente un linguaggio più semplice ed immediato, arriva a tutti proprio perché la sua lettura non richiede una preparazione letteraria. In Dante c'è il genio. Ricordo ancora quando studiavo la Divina Commedia al liceo scientifico... Alcuni passi mi facevano venire la pelle d'oca. In essa si gusta la perfezione della struttura, i continui riferimenti alla conoscenza umana nella varie discipline (non solo letterarie ma anche scientifiche, storiche, linguistiche). Non possiamo dire di poter esprimere veramente un'opinione seria su un'opera letteraria se non ci siamo confrontati con le opere più impegnative, quelle che non arrivano subito e che vanno lette, studiate e approfondite. Se non si conosce la letteratura non si possono esprimere pensieri che abbiano a che fare con i tecnicismi e l'unica cosa che possiamo dire è:
- Mi è piaciuto -
oppure
- Non mi è piaciuto -
La musica non fa eccezione e se non si conoscono profondamente le opere dei grandi della musica così come è vero lo stesso parallelo di Dante nella letteratura italiana, la nostra opinione non gode di grosse credenziali ed appare, a chi invece conosce: grossolana e inutile.
Tornando dunque all'argomento di questo topic, come ho già detto nei post passati, la grandezza di un compositore la si riconosce "nel tempo". Solo i grandi della musica hanno saputo lasciarci qualcosa che perdura e resiste al tempo ed ai vari stili che si sono susseguiti, così come ha fatto Dante per la letteratura. Se ci pensi questo è straordinario. Non volendo necessariamente parlare di teatro ed opera, tanto per abbassare il tiro, basta pensare al grande pubblico: nei cinema, come nella radio vengono ancora oggi utilizzati brani della musica cosiddetta "colta". Se Allevi non rientrerà nella categoria dei grandi questo potrà dimostrarlo solo il tempo e comunque io, come altri, nutro forti dubbi che la sua musica resti a galla.
Oggi non esistono scuse per essere delle "pecore". La stragrande maggioranza degli italiani sono delle pecore perché sono schiavi di un sistema malato, sono pigri, non hanno voglia di imparare, di crescere e di crearsi un proprio bagaglio culturale.
Per le persone del nostro tempo trovare informazioni è facile al pari di bere un bicchiere d'acqua. In un mondo connesso l'informazione è a portata di mano 24/24 - 7/7. Se non si sa una cosa si apre internet e la si cerca, possiamo comprare libri in ogni parte del mondo in modo istantaneo, ebook ecc. Pertanto la soluzione non è sentire la prima cosa che ci propinano i media e fare il loro gioco ma confrontarsi con le grandi opere che hanno resistito al tempo, studiare e poi valutare con cognizione di causa quello che altri vogliono farci ascoltare... La soluzione è appassionarsi ad un argomento e studiarlo a fondo cercando di documentarsi il più possibile.
In definitiva nessuno si sarebbe accanito con Giovanni Allevi se fosse stato una persona più umile, senza spingersi a proferire parole che hanno tentato di intaccare la grandezza di Beethoven e che, per risposta, hanno ovviamente ridicolizzato lui che ha avuto la faccia tosta di dirle... Per quanto mi riguarda (mia considerazione personale), i Grandi sono quelli che condividono il loro sapere con passione, in modo semplice, con il sorriso sulle labbra e con grande umiltà perché non hanno nulla da dimostrare, a differenza di qualcun altro che si è immolato "inventore della nuova musica classica"; ecco i messaggi virali e pericolosi che fa passare Allevi, messaggi ai quali ovviamente credono le "pecore" e quando dici "ci fossero 2000 Allevi" aumenti esponenzialmente questo pericolo: ovvero dare come esempio di "alto" qualcosa di basso e la cultura musicale non solo non crescerebbe ma cadrebbe in picchiata peggio di come è ridotta allo stato attuale.
Del resto, come prova del nove, mi sembra che nessuno abbia nulla da dire contro Fabio Volo, lui fa il suo lavoro e non c'è nulla di male in questo a prescindere dalla qualità della sua penna (poi ci sarà chi compra i suoi libri e chi non li compra perché preferisce altri generi o altri autori), e questo forse succede perché Volo non ha mai avuto la faccia tosta di dire che Dante non avesse "senso della metrica".