Ho visto la discussione solo ora, ma io non sono d'accordo per niente, con nessuno di voi.
Perciò, se cercavate l'avvocato del diavolo, lo faccio volentieri.
Negli anni di infinite polemiche su Allevi, mi sono convinto (e il numero di interventi in questa discussione lo dimostra ampiamente) che vige un atteggiamento decisamente isterico su chiunque osi proporre musica leggera per solo pianoforte, tantopiù se improntata alla scrittura (ed è questo, nella convenzione moderna, a farla definire "classica"). Certo che a Baglioni, per dire, qui non dirà mai nulla di male nessuno, perché lui mica scrive come faceva Mozart..., fa le canzoni, pesta le note e ciccia; uguale per Bollani perché "tanto fa jazz".
Ho letto che Einaudi, Allevi, Bomoll, la Mizzoni, sarebbero tutti della stessa pasta... Ma siamo matti...?!? Siamo in un forum di musica, e si presuppone che lor signori musicisti conoscano le correnti artistiche del Novecento: non si può confondere Allevi con Einaudi, Glass, Thiersen e altri post minimalisti; e dico senza mezzi termini che chi lo fa è un ignorante che ragiona per partito preso, che non sa distinguere una modalità espressiva dall'altra.
Un'altra cosa che mi manda in bestia è che, per avvalorare la tesi anti-Allevi del "so' tutti uguali", si tirano sempre in ballo Bomoll o la Mizzoni, mentre si dimenticano puntualmente musicisti di tutto rispetto e di solide basi "classiche" come Giovanni Sollima, Licia Missori o anche Alessandra Celletti, o turnisti affermati come Giorgio Costantini (che a me non piace, ma sono gusti): gente che cerca comunque di mettere insieme il cecio col fagiolo, come si dice a Roma, mentre facciamo finta di non sapere che con le tanto agognate composizione "colte" non hai la minima speranza di fare una lira che è una.
Perciò: Fa male Allevi? Ha torto Allevi? Boh.
Comunque, se qualcuno vorrà spiegarmi perché dovremmo stare ancora lì a sdilinquirci sull'Adagio al Chiaro di Luna anziché sul Nuotatore di Allevi, gli sarò grato.