grazie a tutti innanzi tutto 🙂
Organista94 ha scritto:
Io per prima cosa ho una domanda, la partitura è scritta a note reali?
Nelle note scrivi ad esempio 16'=ottava sotto
Ovviamente tutti gli organisti sanno cosa vuol dire usare un registro da 16', io "non capisco" le note in relazione alla partitura. Nei brani dove non c'è indicato nulla ovviamente è tutto scritto a note reali per cui è l'organista che durante la concertazione (o meglio orchestrazione all'organo) se usa un 16' saprà che dovrà suonare all'ottava sopra in quanto il registro automaticamente porterà giù di un ottava le note. Oppure l'organista può decidere di rinforzare una linea di basso aggiungendo il 16' all 8' perchè cerca quella determinata sonorità.
Per cui una prima cosa che deve essere chiara è, nel caso in cui sei tu che scegli l'orchestrazione, cosa c'è da fare e cosa da "inventare".
L'organo è uno strumento usato anche nella contemporanea ... mi viene in mente questo topic:
www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/3440-filidei-fiori-di-fiori
Vuoi che non ci sia scritto l'impossibile in partitura? Segnare il registri penso sia il meno dei problemi. Il fatto è che bisogna avere chiara l'orchestrazione.
La partitura è scritta a note reali, cioè, se intenti che con le diciture 16'=ottava sotto ecc. danno adito a confusioni per un organista, essendo pleonastiche, queste sono assolutamente da rimuovere. Quello che mi chiedo è se, nel corso della partitura queste si possono mantenere, volendo indicare che in quei punti sono da usarsi registri di 16 piedi o 4 piedi, ecc.
Per quanto riguarda l'orchestrazione, io ho indicato la mia (ma appunto non so se è comprensibile e in che termini), poi ovviamente c'è l'interpretazione e come dici l'invenzione propria dell'organista che oltretutto ha a che fare con un determinato strumento.
Silbermann ha scritto:
Io ho notato pochissimi segni di dinamica (solo 2?) che sull'organo sono si fattibili ma solo se lo stesso è dotato di cassa espressiva (vedi organo romantico) secondo la quale è possibile di fatto veramente cambiare la dinamica (escludendo crescendi Rossiniani e variaizoni del volume di suono per aggiunta o diminuzione di registri).
Puoi prendere benissimo delle opere di Cesar Frank, vedrai che li i segni non sono così pochi ...addirittura arriva a fare un crescendo e diminuendo su una sola nota (L'organo: l'unico strumento a tastiera che può permetterselo 😃)
Ovviamente la musica antica è sprovvista di segni in partitura in quanto esisteva la prassi esecutiva; io non sono esperto di contemporanea ma potresti contattare dei compositori per farti dare delle dritte.
ho indicato solo f (batt.1) p (23) i f (39) p (48) f (57) e ff (75), e nessun crescendo o diminuendo: però appunto, come dici, non tutti gli organi hanno questa possibilità. Dal mio punto di vista comunque l'utilizzo di certi registri piuttosto che altri influenza anche la dinamica. Tu cosa consiglieresti, mettere comunque i segni anche se poi l'organo non se li può permettere, oppure di lasciarlo all'interpretazione?
Per quanto riguarda le dritte ora come ora non saprei a chi altro rivolgermi se non a questo forum 🙂
Mi riguarderò Cesar Frank 🙂
Frank ha scritto:
Ultimamente non ho molto tempo Bianca, se posso essere d'aiuto chiedi pure. Il principio di fondo è che oggi non c'è una prassi esecutiva, per cui in partitura bisogna essere molto precisi e dettagliati; conviene anche prevedere una breve descrizione sull'attegiamento che dovrebbe avere l'interprete nei confronti della tua opera. Capita che addirittura si campionino i suoni desiderati per assicurarsi una certa fedeltà alla propria idea.
Le cose che si possono fare sono tante, bisognerebbe ragionare seriamente vicino ad uno strumento 🙂 Eppoi quale strumento? Viene citato Filidei, il brano non è per organo in generale ma per "quell'organo". (S)fortunatamente l'arte organaria è molto varia per cui bisogna avere le idee molto chiare. Del resto lo stesso discorso vale per il cembalo, ogni scuola ha pregi e difetti che un compositore dovrebbe conoscere per creare brani che facciano leva sulle qualità dello strumento....altrimenti il progetto compositivo non sta in piedi.
Probabilmente non ho risposto a domande precise ma in generale questi sono alcuni spunti di riflessione su alcune tematiche che potrebbero riguardare questo strumento.
grazie della disponibilità, quello della mancanza di una prassi esecutiva è un discorso che vorrei affrontare con più calma e tempo. Mi interesserebbe molto comunque avere un esempio pratico di quanto dici: hai per caso qualche partitura dove siano segnate queste cose tanto per potermi fare un'idea? mi sarebbe davvero utile.
Quello che dici sulla specificità dello strumento è sacrosanto e me ne sono ben resa conto anche senza averne sotto mano uno reale, ma semplicemente andando a guardare in rete le caratteristiche dei vari strumenti sparsi per il mondo... magari avessi la possibilità del concreto!! 🙂)
Per quanto riguarda il campionamento dei suoni... probabilmente tu intendi parlare del suono di ciascuno strumento da allegare allo spartito, ma mi chiedo se allora non possa anche contribuire, non solo per il suono, ma per l'interpretazione nel suo complesso, la realizzazione di un vero e proprio playback virtuale, da far ascoltare all'organista.
Oracolo ha scritto:
Trovo il brano gradevole, il fatto di essersi ispirati dalla fuga probabilmente ti porta a guardare partiture del repertorio antico ... per questo forse le trovi scarne di indicazioni.
Io non ho mai scritto nulla di serio usando l'organo, io penso che per il linguaggio che hai usato bastino le indicazioni che hai messo. Non sottovaluterei il suggerimento di Silbermann e ho il dubbio che forse non ci sia abbastanza tempo per cambiare i registri che porta via tempo e seppur pochissimo può spezzare delle frasi musicali che magari hai pensato legate....in effetti è un po' tutto portato.
quel dubbio ce l'ho anch'io e certamente l'organista da solo non ce la può fare (credo) se non inventandosi qualcosa.. ma non so con l'aiuto di un secondo...
Per quanto riguarda il portato... questo è un discorso che va anche oltre la tecnica, nel senso che adesso come adesso (per quanto riguarda l'organo, non per altri strumenti in generale ovviamente) non sono molto propensa ad un'esecuzione che esalti troppo la legatura, anche se capisco che un portato eccessivo possa magari dare l'impressione di una certa "meccanicità". Di questo pezzo ho anche una partitura dove non sono indicate le legature ma sono segnate perentesi quadre per evidenziare l'inizio e la fine delle differenti frasi. All'inizio ho indicato un generico legato che comunque non ha effetto sul playback...
...e grazie per l'apprezzamento 🙂