No no ragazzi capiamoci: (mi sono sicuramente espresso male) il manoscritto che vi ho allegato è del 1822 ( la scrittura è inconfondibile) ovvero quello che Beethoven propose per la pubblicazione con le modifiche che vi faccio sentire a breve qui: http://www.lvbeethoven-music.it/Beethoven-Mp3/WoO/WoO059a.mp3 . Come dice il testo che vi ho allegato, il primo è disperso. (Nohl era ottima persona, e credo veramente che sia così). Mi darò pegno di tradurlo, con buona pace del nostro Goethe.
Il klavierstuck per pianoforte in a-Moll, ( La minore) "Per Elise", WoO 59„
Ciao a tutti! Cercando qualcuno che suonasse i pezzi di per elisa di cui restano i manoscritti originali di Beethoven ho trovato questo forum. Vorrei sapere se è possibile ascotare il file musicale che ho quotato qui sopra perchè non funziona più
WoO 213 è la nuova numerazione del pezzo. Guardando la mia risposta del 2013 circa quest' argomento, ho perduto qualche certezza circa l' esistenza di due manoscritti. Bisognerebbe avere 3 vite, molto tempo libero ed altre priorità per indagare a fondo circa la questione.
WoO 213 è la nuova numerazione del pezzo. Guardando la mia risposta del 2013 circa quest' argomento, ho perduto qualche certezza circa l' esistenza di due manoscritti. Bisognerebbe avere 3 vite, molto tempo libero ed altre priorità per indagare a fondo circa la questione.
Amicizia e stima,
Saggie parole amico mio... saggie parole! 🙂🙄
Ma pur non avendo a disposizione 3 vite e, nell'unica che c'è data, poco tempo per tutto, è affascinante scoprire come il nostro punto di vista possa diametralmente cambiare ed essere fonte di novità, emozioni, delusioni, curiosità ... anche quando la giovinezza - parlo per me ovviamente - la vedi ormai con il binocolo.
E più passa il tempo, più ho la certezza di non avere certezze. I punti fermi morali e materiali sono tipici della gioventù, lo vedo con i miei figli, pieni di salde certezze. Adesso che ho raggiunto una certa età (che appartiene per lo più al mio corpo e solo parzialmente alla mente) sono diventato - stranamente - molto meno critico e più sereno, anche nell' accettare le malattie dei miei cari, come una ruota della vita che gira inevitabilmente per tutti. Non è triste questo sai Daniele? vivendo in campagna l' alternarsi delle stagioni diventa una filosofia di vita. Mi spiace solo di non poter fare (nel sito intendo dire) tutto quello che mi sono ripromesso solo per limiti di tempo materiale ed esistenziale. (i limiti intellettuali ahimè non sono ovviabili ). Sono convinto però che grazie a questo lavoro altri faranno meglio partendo almeno da questa base.
e per me (ma sono convinto anche per te) è già una vittoria.
Certo l'età spesso si associa con la saggezza. Mentre malattie e vecchiaia sono ingiustizie, sono innaturali. Basti pensare a Beethoven e a cosa può produrre l'imperfetta mente umana!
Dobbiamo guardare in alto, "oltre la volta stellata" e "riconoscere il Creatore", il nostro "lieber Vater".